AVENGERS: AGE OF ULTRON

 

Regia: Joss Whedon; Interpreti: Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Chris Evans, Jeremy Renner, Aaron Taylor-Johnson, Elizabeth Olsen, James Spader, Paul Bettany, Samuel L. Jackson, Cobie Smulders; Anno: 2015; Origine: USA; Durata: 142’

Smantellato lo S.H.I.E.L.D., gli Avengers stanno localizzando e distruggendo tutte le basi dell’HYDRA. Ma in un mondo sempre più in pericolo, specie dopo lo scenario intravisto con l’invasione dei Chitauri, i Vendicatori potrebbero non bastare. Tony Stark decide quindi di dare il via al progetto Ultron, un’intelligenza artificiale che difenderebbe la Terra. Le cose, però, non vanno esattamente come previsto.

Ambientato dopo gli avvenimenti di Captain America: The Winter Soldier, il secondo film che riunisce gli Avengers al completo ha dalla sua l’enorme successo dei film del Marvel Cinematic Universe, ma proprio questo successo è un’arma a doppio taglio: come riuscire a essere all’altezza ed eguagliare il capitolo precedente? Avengers: Age of Ultron ci prova spostandosi su un altro livello.
Se i film della Fase 1 si concentrano sulla presentazione dei protagonisti e hanno spesso un tono più “leggero”, quelli della Fase 2 sono caratterizzati da toni più cupi – ad eccezione di Guardiani della Galassia, che è comunque il primo lungometraggio dedicato a nuovi personaggi – e Avengers: Age of Ultron non fa eccezione.

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Meno battute, la minaccia è più seria. Non si tratta di un dio megalomane e un po’ infantile che scatena un’invasione aliena, Ultron (che non è Loki e manca completamente del suo carisma) è una creazione degli stessi Avengers, più precisamente di Tony Stark/Iron Man e Bruce Banner/Hulk. Un’intelligenza artificiale che dovrebbe proteggere il pianeta e che si ritorce contro i propri “creatori” – tema visto e rivisto, che rischia di annoiare. Molteplici sono le scene ambientate di notte o in ambienti oscuri e ritorna il motivo del controllo della mente, ma se in The Avengers quello esercitato da Loki era solo un pretesto, qui il potere di Wanda Maximoff/Scarlet fa emergere paure e inquietudini dei protagonisti legate ai loro lati più nascosti, provocando crisi profonde.

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I rapporti tra i Vendicatori sono, ancora una volta, al centro della storia (lo schema, anche qui, tende a ripetersi). Sconfiggere Ultron significa riuscire a rimanere uniti: sul piano filmico questo si traduce nella necessità di dare a tutti i protagonisti la stessa importanza e lo stesso spazio. Joss Whedon si rivela perfettamente in grado di gestire la personalità di ciascun personaggio, senza sbilanciarsi, ma mantenendo un perfetto equilibrio all’interno del gruppo (anche nella coreografia e nel montaggio dei combattimenti). Le dinamiche accennate in The Avengers si sono consolidate e se ne sono create di nuove, se Tony Stark e Bruce Banner sono ancora l’elemento catalizzatore e Captain America è il “capo ufficiale” della squadra, Vedova Nera e Occhio di Falco acquistano rilevanza e spazio, mentre Thor perde un po’ della sua aura divina in favore di una maggiore simpatia.

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Un secondo capitolo non deludente, ma sicuramente non all’altezza del primo, soprattutto per la decisione di prediligere un tono più grave e sacrificare la leggerezza e l’autoironia di The Avengers, decisione che, seppur funzionale all’evoluzione della storia e dei personaggi, appesantisce un po’ il film e lo priva di una delle caratteristiche che avevano garantito il successo all’episodio precedente.

 

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About Alessandra Pirisi

Laureata all’Università di Bologna in Lettere moderne con una tesi su "Il deserto rosso" di Antonioni e nella specialistica con una tesi su "Mercuzio non vuole morire" della Compagnia della Fortezza. I suoi interessi vertono su letteratura (suo primo amore), teatro, danza, cinema e Bruce Springsteen. La passione per il cinema è nata quando aveva 12 anni e da allora per capire cosa fare della sua vita guarda ogni tipo di film (tranne horror e poco altro). Considera Hitchcock, Cukor e Wilder (alcuni tra) i suoi registi preferiti, Cary Grant il miglior attore del mondo, "Un pesce di nome Wanda", "Scandalo a Filadelfia" e "Rocky Horror Picture Show" la più efficace medicina esistente. Si interessa – molto – a serie tv (in particolar modo poliziesche); tra le preferite Modern Family e Hannibal, da cui ha sviluppato un’insana passione per Mads Mikkelsen. Per la serie "dirty pleasures", ha un'ossessione "segreta" (anche se la sbandiera ogni volta che può) per i film di Bollywood (per chi ancora non lo sapesse, Shah Rukh Khan non è solo il Re di Bollywood, ma anche del Mondo).