IL CLIENTE

Titolo: Il cliente; Titolo originale: Forushande; Regia: Asghar Farhadi; Interpreti: Shahab Hosseini, Taraneh Alidoosti, Babak Karimi, Farid Sajjadi Hosseini; Origine: Iran-Francia; Anno: 2016; Durata: 124’

A seguito di un cedimento strutturale dell’edificio in cui abitano, Emad e Rana sono costretti a lasciare la loro casa per trasferirsi nell’appartamento che un amico mette loro a disposizione. E’ l’inizio di una serie di eventi imprevisti e tragici che li metterà alla prova come coppia e come individui.

Settima opera del regista iraniano Asghar Farhadi (Abou Elly, Una separazione, Il passato), tornato a girare a Theran, Il cliente (premiato all’ultimo festival di Cannes per la sceneggiatura e la migliore interpretazione maschile di Shahab Hosseini e agli Oscar 2017 con il premio al Miglior film straniero) inizia con un lungo e coinvolgente piano sequenza che riprende la fuga precipitosa e concitata di Emad e Rana, insieme con i loro vicini, dal palazzo dove abitano in procinto di crollare. La causa non è un terremoto, pur frequente in Iran, ma un’enorme ruspa che scava senza sosta nel terreno adiacente, causando forti scosse.

Le immagini iniziali non sono mai casuali nel cinema di Farhadi, ma emblematiche e metaforiche di ciò che di lì a poco si andrà a raccontare, in questo caso un evento imprevisto che porterà i protagonisti a scavare nelle vicende accadute, ed in sé stessi, determinando il modo in cui decideranno di affrontarle.

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L’intreccio narrativo prende avvio da una stanza chiusa dell’appartamento nel quale la coppia si è trasferita, (stanza dove una precedente misteriosa inquilina ha lasciato le sue cose in attesa di riprenderle), per svilupparsi con una vera e propria aggressione subita da Rana mentre si sta facendo la doccia nello stesso appartamento. Sarà questo il punto di partenza di una differente elaborazione degli eventi da parte di ciascuna delle parti coinvolte.

Rana (atteggiamento femminile) partirà dalla rimozione di un accadimento doloroso, per arrivare alla comprensione e al perdono del colpevole; Emad (atteggiamento maschile) cercherà di convincere la moglie a presentare denuncia, per poi gradualmente abbandonare la strada legale trasformandosi in detective, giudice e giustiziere in un accanimento motivazionale che porterà quasi ad un ribaltamento delle posizioni.

L’intreccio della detection e della revenge e lo scavo psicologico in quelle che sono le reazioni consce ed inconsce della nostra psiche sono caratteristiche de Il Cliente, oltre che alcuni tra gli aspetti più peculiari ed avvincenti del cinema di Farhadi, il quale infatti annovera tra i suoi maestri di riferimento Hitchcock e Bergman.

Altrettanto tipiche sono le riprese in interni: da un lato le case scenario degli eventi, dall’altro il teatro dove la coppia, componente di una compagnia amatoriale, sta portando in scena Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, realizzando così un continuo rimando tra realtà e finzione teatrale, sebbene non particolarmente efficace, come il finale forse un po’ troppo insistito.

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Resta la validità di un racconto avvincente, con diversi piani di lettura e molteplici riflessioni, non del calibro dei precedenti lavori di Farhadi, specie Una separazione e Il passato, ma di sicuro valore in un panorama generale dove il pensare è da evitare accuratamente.

 

Leggi anche: Il passato di Asghar Farhadi

 

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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