SPECTRE

Regia: Sam Mendes; Interpreti: Daniel Craig, Christoph Waltz, Lea Seydoux, Ralph Finnes; Anno: 2015; Origine: USA, Regno Unito; Durata: 148′

Dopo la morte di M, James Bond, in congedo a causa della sua condotta, si mette sulle tracce di un’organizzazione criminale mentre all’interno dei servizi segreti inglesi si stanno verificando importanti cambiamenti di gestione che vedono il reparto “doppio zero” a rischio di essere abolito.

Gli appassionati della saga già sanno cosa sia SPECTRE e soprattutto ciò che rappresenta per James Bond. O almeno per il James Bond degli anni Sessanta. Acerrimo nemico nei film interpretati da Sean Connery era infatti Blofeld, capo dell’associazione criminale che inizialmente veniva introdotto solo attraverso la sua voce mentre la macchina da presa inquadrava il gatto bianco che accarezzava. Successivamente il suo volto, connotato da un’importante cicatrice e dalla giacca nehru, entrava nell’immaginario dei film di Bond.

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Nell’ultimo film, con protagonista sempre Daniel Craig, la SPECTRE torna a ricoprire un ruolo centrale, collegando fra loro i criminali dei film della nuova generazione e il ruolo dell’antagonista è affidato a Christoph Waltz (che ci piace ricordare come il colonnello Hans Landa in Bastardi senza gloria). L’introduzione del personaggio è graduale e Sam Mendes mantiene l’alone di mistero come era accaduto nei film precedenti. Naturalmente continua il gioco intrapreso dal regista e dagli sceneggiatori con il pubblico attraverso citazioni e riferimenti alla saga come era accaduto nel precedente Skyfall. Continua anche la storia personale di Bond di cui vengono svelati ulteriori particolari riguardanti il suo passato.

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La struttura del film rispecchia la classica impostazione, con l’immancabile barrel gun sequence e il prologo, alternando successivamente scene d’azione a scene statiche ambientate in diverse location. L’editing questa volta è affidato al fedele montatore di Christopher Nolan, mentre le musiche sono firmate da Thomas Newman che ne fa sapiente utilizzo (come già abbiamo raccontato nell’articolo speciale dedicato all’uso della colonna sonora nei film della saga) e inserisce anche alcuni temi non convenzionali. Un particolare merito per quanto riguarda la post-produzione va conferito al sound design, preciso e decisivo sopratutto nelle scene d’azione, commentate solo in parte dalla musica extra-diegetica. Il missaggio sonoro aiuta anche le scelte stilistiche di Sam Mendes che proprio nell’incipit del film allieta lo spettatore con un pianosequenza ambientato nelle strade di Città del Messico. Mendes prosegue la costruzione e decostruzione del personaggio di Bond mettendolo di fronte al suo passato e alla figura paterna, in modo da rivitalizzare il franchise che non sembra perdere il suo potenziale.

 

About Giulia Scalfi

Dopo la laurea triennale DAMS con la tesi Da Caramel a E ora dove andiamo?: Il Cinema di Nadine Labaki, consegue la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale discutendo la tesi Evoluzione del montaggio e del sonoro nella saga di James Bond. Il particolare interesse per il linguaggio cinematografico la porta a concentrasi maggiormente sulla struttura dei film e sulle scelte stilistiche. E' stata conquistata dal cinema grazie a film come Effetto Notte, Frankenstein Junior e Chicago. Non può negare la profonda stima nei confronti di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nonostante provi una profonda ammirazione per le cineaste di ieri e di oggi.

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