SPECIALE 007 – IL JAMES BOND THEME E LE HIT

Non possiamo pensare ai film di James Bond senza che la nostra mente faccia riemergere le colonne sonore che hanno accompagnato le sue gesta: il legame dell’industria cinematografica con le etichette musicali trasforma le colonne sonore in un ulteriore fonte di profitti. La saga di 007 è la dimostrazione di questa tendenza a introdurre nei titoli di testa del film brani appositamente creati da artisti di richiamo che assecondando i gusti musicali del pubblico di massa e conferiscono al film un tono contemporaneo.

IL FENOMENO DELLA SYNERGY NELLA SAGA DI JAMES BOND

I commenti musicali iniziano ad adottare canzoni pop per esigenze di carattere produttivo: grazie a queste scelte di promozione fra lungometraggi in uscita e successo discografico ad esso legato, prende vita una strategia promozionale nota come synergy, termine coniato dal supervisore musicale Danny Goldberg. Questo fenomeno inizia ad essere delineato negli anni Ottanta, nonostante si fossero verificati alcuni casi con episodi simili in produzioni precedenti.

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Il lavoro del compositore delle musiche underscore rispetto all’uso di queste song differisce in base alle possibilità di produzione. Infatti in una produzione mainstream di medio budget la tendenza è quella di realizzare forme d’intersezione con il brano pop o un passaggio dolce dal brano alle sezioni della musica originale che lo circondano e, spesso, il medesimo brano viene re-inciso da diversi interpreti su proposta del compositore. Nel primo film della saga Licenza di uccidere la canzone pop Underneath the Mango Tree viene interpretata da diversi esecutori a seconda della volte che il brano viene messo in scena soprattutto a livello diegetico. Questo tema ricopre una particolare importanza all’interno del lungometraggio poiché ha la funzione di introdurre il personaggio interpretato da Ursula Andress, la Bond Girl Honey Ryder, passato alla storia per la sua entrata in scena uscendo dal mare mentre intona questa canzone. Il testo del brano potrebbe essere definito evocativo rispetto alla figura interpretata dalla Andress in quanto riprende il particolare nome del suo personaggio proprio nel ritornello della canzone.

Dopo Licenza di uccidere il budget dei film di 007 cresce fino a divenire di altissimo profilo, dando la possibilità alla produzione di ingaggiare artisti pop rinomati per comporre brani specifici per i nuovi film, continuando a coinvolgere il compositore per mantenere le sonorità specifiche del prodotto ed un legame fra underscore e musiche popGli stessi brani dei famosi titoli di testa su cui si muovono le immagini realizzate da Maurice Binder, vengono composti dai musicisti responsabili della colonna sonora dell’intero film. John Barry e i parolieri che alternativamente lo affiancavano hanno dato alla luce successi come Goldfinger e We Have All the Time in The World, interpretati rispettivamente da Shirley Bassey e Louis Armstrong, ed hanno collaborato con gruppi popolari e cantanti come Nancy Sinatra (You Only Live Twice) e i Duran Duran (A View to a Kill). Queste collaborazioni fanno sì che le diverse colonne sonore mantengano le caratteristiche fondamentali delle precedenti. Nel 1995 la produzione di Goldeneye si affida a Eric Senna, allontanandosi dalla precedente tradizione musicale. Questa scelta è contestata dagli affezionati ma avvicina le giovani generazioni al personaggio di Bond grazie alle nuove sonorità e alla decisione di affidare la canzone dei titoli di testa all’inventiva di Bono e The Edge con l’interpretazione di Tina Turner.

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Durante il missaggio della colonna sonora le musiche necessarie al film possono venire utilizzate in modalità diverse. Per evitare problemi legati alla promozione del disco che potrebbe entrare in conflitto con la drammaturgia musicale dell’underscore, le song composte ad hoc rientrano nei titoli di coda, oppure si tenta il loro inserimento in un particolare momento del film come accade per la canzone interpretata da Armstrong We Have All the Time in The World nel film Al servizio segreto di sua Maestà. 

TEMI MUSICALI CONTRAPPOSTI

Lavorando in questo senso, i vari compositori che si sono susseguiti nella realizzazione dei film di James Bond, si sono soffermati sulle possibili interazioni fra diversi brani e i loro punti di raccordo in modo che i motivi principali rimanessero fra loro coerenti ed esplodessero nei momenti di maggior interesse. Infatti tutti i temi dei titoli di testa dei film dell’agente segreto sono poi arrangiati in funzione della trama. Considerando il tema di Goldfinger, si può notare come questo compaia nei momenti in cui l’antagonista entra in scena o comunque caratterizzi il suo piano criminale interagendo nello stesso tempo con il tema di James Bond. Fino agli inizia degli anni Ottanta, la contrapposizione fra i temi dei personaggi negativi della saga e il James Bond Theme era particolarmente marcata mentre la tendenza successiva inerente alle hit pop dei titoli di testa si distacca dalla funzione leitmotivica concentrandosi semplicemente su brani che potrebbero caratterizzare Bond. Il compositore David Arnold, presente nelle produzioni dagli anni Novanta, afferma infatti che per il brano dei titoli di testa di Casino Royale, a cui collabora con l’interprete Chris Cornell, non vi è stata concentrazione sul villain del lungometraggio ma più sul personaggio del nuovo interprete Daniel Craig e sull’arroganza che poteva essere esplicitata con la canzone You Know My Name.

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FILM E VIDEO MUSICALI

Questi brani aiutano a costruire un particolare immaginario per ogni film e, di conseguenza, ne riflettono le caratteristiche nei video musicali che rendono il fenomeno della synergy di maggiore evidenza. A questo proposito è utile prendere in esame il brano Die Another Day composto da Madonna e Mirwais Ahmadzaï per l’omonimo film del 2002. Il lungometraggio in questione è l’unico della saga in cui la narrazione della vicenda del prologo, James Bond che viene imprigionato e torturato, prosegue durante i titoli di testa mentre ascoltiamo l’interpretazione della star del pop adattata specificamente alle immagini girate dalla troupe. Infatti il brano, oltre ad essere stato re-intitolato, ha subito variazione nel ritornello proprio per entrare in simbiosi con il film, intervento che è stato determinante. Il brano viene utilizzato nuovamente in una sua versione remixata per creare atmosfera durante una grande festa a cui Bond partecipa su invito dell’antagonista, ma ad un’ascolto distratto non si percepisce la sua identità, anche a causa dei dialoghi centrali nella scena. La pop star Madonna compare però all’interno del film in un piccolo cammeo in cui interpreta una schermitrice: il personaggio viene ripreso all’interno del video musicale di Die Another Day. La clip musicale riprende anche la stessa scena della tortura ed elementi citazionali di altri film della saga come il cappello di Oddjob, il gatto di Blofeld, e la donna ricoperta d’oro di Goldfinger.

NON SOLO MUSICHE ORIGINALI

All’interno della saga non vengono utilizzati unicamente brani musicali originali, in alcuni casi vengono inserite colonne sonore preesistenti per poter giocare con la memoria e la conoscenza cinematografica della spettatore. Attraverso i diritti di sincronizzazione, nei film La Spia che mi amava e Moonraker vengono inserite due colonne sonore estranee alla saga per citare pellicole americane di grande successo. Al pubblico vengono così riproposti frammenti di Lawrence d’Arabia (44’50”) nel primo caso e I Magnifici Sette (1h10’00”) nel secondo.

Il tono di queste citazioni, caratteristico dei film interpretati da Moore, è evidentemente ironico e tocca il suo apice con l’inserimento della popolare California Girls durante una fuga con snowboard nel prologo di Bersaglio Mobile (3’25”) anticipata da cellule musicali tipiche dei precedenti film di Bond. In Zona Pericolo i brani preesistenti sono utilizzati in funzione della trama: James Bond è affiancato da una Bond Girl che suona in orchestra il violoncello e quindi vengono inseriti nella colonna sonora componimenti di Mozart, Borodin e Tchaikovsky a sostegno delle sequenze in cui si inscenano concerti.

I compositori della saga di 007 hanno sempre cercato di mantenere un discreto equilibrio all’interno della colonna sonora seppur con modalità d’approccio diverse in base allo stile e ai toni dei diversi film, pensando sia al film che all’album delle musiche originali. Ad incaricarsi della produzione dell’album può essere la medesima casa di produzione cinematografica attraverso le figure del supervisore e dell’esecutore musicale, sopratutto se la possibilità di ricavo dalle vendite è elevata e se le musiche hanno il potenziale per essere re-incise da altri interpreti godendo di un continuo successo. Le cover delle hit lanciate dai film di James Bond sono numerosissime: il solo James Bond Theme rivendica 15 re-interpretazioni seguito da You Only Live Twice a 12.

About Giulia Scalfi

Dopo la laurea triennale DAMS con la tesi Da Caramel a E ora dove andiamo?: Il Cinema di Nadine Labaki, consegue la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale discutendo la tesi Evoluzione del montaggio e del sonoro nella saga di James Bond. Il particolare interesse per il linguaggio cinematografico la porta a concentrasi maggiormente sulla struttura dei film e sulle scelte stilistiche. E' stata conquistata dal cinema grazie a film come Effetto Notte, Frankenstein Junior e Chicago. Non può negare la profonda stima nei confronti di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nonostante provi una profonda ammirazione per le cineaste di ieri e di oggi.

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