Nel folto panorama dei film usciti e visti (rigorosamente al cinema) nel 2025, dei quali molti autoriali (Bugonia di Yorgos Lantymos, Queer e After the hunt di Luca Guadagnino, Frankenstein di Guillermo del Toro, unica eccezione non da sala, Emilia Perez di Jacques Audiard) ed altrettanti di giovani registe (The ugly stepsister di Emilia Blichfeldt, Bird di Andrea Arnold, Die my love di Lynne Ramsay) ecco di seguito le scelte della redazione di Cinemagazzino .
LA TOPLIST DI IVANA MENNELLA
- LA VITA DA GRANDI di Greta Scarano

Quest’opera prima di Greta Scarano racconta un particolare coming of age che spiazza per la qualità dell’interpretazione e per una messa in scena di rara autenticità, tale da far dimenticare di star guardando un film.
FATHER, MOTHER, SISTER, BROTHER di Jim Jarmusch

Jim Jarmusch indaga le dinamiche familiari, come suggerisce il titolo, declinandole in tre episodi il cui comune denominatore è l’estraneità che spesso permea i legami di sangue caratterizzati, paradossalmente, dalla silenziosa distanza fisica ed emotiva dell’incomunicabilità.
3) FOLLEMENTE di Paolo Genovese

Una commedia romantica diversa dalle altre, per ridere e riflettere.
LA TOP LIST DI ALESSANDRA QUAGLIARELLA
- NOSFERATU di Robert Eggers

Tutta la fascinazione del mito di Nosferatu per un’opera esteticamente attrattiva e dalla rilettura femminista in un paradigma post-umano.
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#Nosferatu del regista e sceneggiatore statunitense #RobertEggers è l’ennesima rappresentazione del #mito del #Vampiro. Liberamente ispirato all’omonimo film del 1922 di #FriedrickMurnau che omaggia ampiamente, unitamente agli altri capisaldi del genere (#NosferatuIlPrincipedelleTebebre di #WernerHerzog, #DraculadiBramStoker di #FrancisFordCoppola e anche #LEsorcista di #WillemFriedkin), il film di Eggers riesce tuttavia a trovare una sua cifra personale, sia rispetto all’estetica che alla tematica. La storia narra l’ossessione che lega Ellen Hutter #LilyRoseDepp (molto convincente), giovane sposa di Thomas Hutter #NicolasHoult, ed il Vampiro che la/li perseguita, il conte Orlock #BillSarsgard. Scenografie, ambientazioni (girato tra Praga e la Transilvania), costumi e fotografia di #JarinBlaske, che crea una suggestiva luce rarefatta e nebbiosa, contribuiscono a ricreare una perfetta atmosfera da #racconto#gotico, espressione di una #cifra#estetica fortemente #autoriale. Ma è soprattutto nella #tematica che Eggers esplora in una nuova direzione con il personaggio di Ellen, di sicuro quello più affascinante ed interessante del film, la quale, liberata da corsetti, lacci ed etere come la cultura dominante/patriarcale impone di imbrigliarla, grazie all’intervento del professor Albin von Franz #WillemDafoe, un erudito esperto di occulto, lungi dal subire il Vampiro, diventa parte attiva. “Vieni da me” sospira nel bellissimo prologo del film; infine “Sono pronta”, agendo il suo (di Orlock), ma anche proprio desiderio e ponendo fine a Nosferatu ed alla peste, in un abbraccio finale emblema dell’inestricabile intreccio di #Eros e #Thanatos. “In un’altra vita saresti stata una sacerdotessa di Iside”, dice il professor Franz ad Ellen, cioè in una cultura nella quale il suo ‘sentire oltre’ e la sua sensibilità non sarebbero state bollate come espressioni isteriche di inferiorità femminile, ma anzi valorizzate e stimate. In questo senso l’opera di Eggers rilegge la storia del Vampiro in chiave #femminista. Una storia che ancora attira, a giudicare dal grande successo di questo film soprattutto tra le giovani generazioni (l’immagine di Ellen con un mazzolino di fiori tra le mani è già virale). Quando i confini tra vita e morte si fanno più flebili (vedi guerre e immagini di guerra, vedi il rapporto vita/morte modificato dal digitale), il non morto (Nosferatu) ritorna tra noi vivi sempre più smaterializzati per stabilire nuovi confini tra vita e morte in un paradigma post umano.
2. SOTTO LE FOGLIE diFrancois Ozon

Una protagonista anziana, insolita e coraggiosa scelta del regista, per un film tra mèlo e noir, dallo stile molto francese, che rimane impresso.
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#SottoLeFoglie (t.o. Quand vient l’automne) del regista e sceneggiatore francese #FrançoisOzon è un misto di #drammafamiliare, #noir e #mèlo. La 70enne Michelle #HèléneVincent (bravissima) vive da sola in Borgogna; ha una sola amica, Marie Claude #JosianeBalasko il cui figlio Vincent #PierreLottin sta per uscire dalla prigione, una figlia, Valérie #LudivineSagnier che vive a Parigi con la quale il rapporto è molto conflittuale e un adorato nipote, Lucas #GarlanErlos. Durante le vacanze che Valerie e Lucas passano da Michelle, questa prepara dei funghi da lei raccolti che si riveleranno velenosi; Valerie, sottoposta a lavanda gastrica, convinta che Michelle l’abbia fatto apposta, taglia definitivamente i ponti con la madre e le vieta di vedere l’amato nipote Lucas. Da qui una serie di eventi ad incastro secondo uno schema noir dalle conseguenze imprevedibili, eventi che tuttavia lasciano aperta la strada a varie interpretazioni, giacché uno dei #pregi di #SottoLeFoglie è proprio l’apertura a #varie #letture, specie del personaggio di Michelle, centro assoluto della storia, senza forzare un giudizio, ma lasciando anche intravedere pieghe inverosimili che pur sembrano possibili e verso le quali noi spettatrici infine non ci sentiamo intransigenti. Il #piacere del #racconto che si dipana e si srotola fluidamente in varie direzioni, senza pause e con una vivibilità tangibile dei personaggi, è il punto di forza del film che ha una struttura narrativa solida, fluida e dal ritmo sostenuto. Dietro il noir, però, c’è anche altro, e non poco: in primis il #coraggio di Ozon di porre al centro una #protagonista#anziana (in un cinema dove vige il mantra ‘be young and beautiful’), di parlare di #solidarietà#femminile, di tracciare percorsi di non giudizio rispetto a tematiche ancora molto additate quale la #prostituzione femminile. In definitiva un piccolo grande film, da non sottovalutare, molto francese, molto bello, nel finale anche commovente. Bravo Ozon (ma non avevo dubbi)!
3) SEX di Dag Johan Haugerud

Terzo film della trilogia (con Dreams e Love, tutti degni di nota!) che il regista ha dedicato alle relazioni umane. Qui si riflette in maniera non banale sul cosa significhi essere uomo, sul desiderio, sui confini imposti dalla morale, sulla libertà sessuale in una relazione.
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#Sex del regista e sceneggiatore norvegese #DagJohanHaugerud conclude la trilogia sulle relazioni umane che include #Dreams e #Love. Due uomini, sposati, etero e spazzacamini di Oslo, si confidano dei segreti: il primo #JanGunnarRøise, ha avuto un rapporto sessuale con un uomo; il secondo #TorbiørnHarr è sconvolto da un sogno ricorrente in cui David Bowie, guardandolo, lo fa sentire desiderato come se fosse una donna. I due iniziano ad interrogarsi sulle loro opinioni rispetto alla sessualità, mentre la condivisione con le rispettive mogli #SiriForberg e #BrigitteLarsen apre la strada a differenti reazioni, elaborazioni ed esiti. Sono pochi i film che offrono spunti di #riflessione non banali su cosa significhi #essere#uomo, sul #desiderio, sui #confini imposti dalla #morale rispetto al #sesso, su come una #relazione amorosa possa conciliarsi con la #libertà sessuale. #Sex ha questo indiscutibile merito, e lo fa con due personaggi insoliti, con una #sceneggiatura#originale, #profonda e a tratti anche #divertente: bellissimo il dialogo con la dottoressa #AnneMarieOttersen che racconta la storia, quale esempio di #desiderio, di due architetti, visualizzata come un piccolo film nel film o quello con la maestra di canto #NasrinKushrawi che coinvolge il pensiero del #VitaActiva di #HannaArendt rispetto ai concetti di #sfera #sociale e #sfera #pubblica. Come in tutti i film della trilogia, ulteriore #personaggio palpitante è la stessa città di #Oslo (la #polis della sfera pubblica, appunto) qui rappresentata con insistenti riprese su cantieri in quartieri periferici in costruzione o strade a più corsie tipo raccordo anulare (cfr. #ChantalAkerman): la formazione di sé è una continua costruzione, specie riferita al maschile alle prese con il proprio lato femminile, un cantiere appena iniziato. Quindi, mi sembra chiaro che sì, #Sex, come tutta la trilogia di #DagJohanHaugerud, è fortemente consigliato!
Infine non possono citare i seguenti ulteriori titoli:
FATHER, MOTHER, SISTER, BROTHER, Jim Jarmusch
UN SEMPLICE INCIDENTE, Ashgar Farhadi
LA GRAZIA, Paolo Sorrentino
LA VOCE DI HIND RAJAB, Kauthaar Ibn Haniyya
DREAMS e LOVE di Dag Johan Haugerud, che completano la trilogia insieme con SEX
THE UGLY STEPSISTER di Emilie Blichfeldt
SOTTO LE NUVOLE di GIANFRANCO ROSI
Potete trovare tute le relative recensioni sulla pagina www.cinemagazzino.it e sulla pagina FB di Cinemagazzino.
Alessandra Quagliarella
About Alessandra Quagliarella
Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.
