VVVVID – YOU, THE LIVING

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you-living2Titolo originale: Du levande; Regia Roy Andersson; Interpreti: Jessica Lundberg, Elisabeth Helander, Björn Englund; Origine: Svezia, Germania, Francia, Danimarca, Norvegia; Anno: 2006; Durata: 94′

In una piccola cittadina svedese, le esistenze degli abitanti proseguono immutabili e piatte, tra noia e disperazione. Storie differenti di solitudini che si stagliano su uno sfondo nebbioso e surreale.

Presentato al festival di Cannes del 2007 (sezione Un certain regard) You, the living è il primo film di Andersson distribuito in Italia, ma resta ancora un’opera cinematografica di nicchia, poco conosciuta e forse poco apprezzata per il suo ritmo un po’ lento e l’assenza di una vera e propria trama.
L’intero film è totalmente immerso in un’atmosfera surreale, quasi onirica, tanto che sembra di scivolare piano nei sogni e nei pensieri dei protagonisti. I dialoghi sembrano restringersi nella forma del monologo, annientando l’immagine dell’altro che, quando non è assente, si riduce a presenza destituita dalla sua funzione di interlocutore.

Lo stile grottesco che Andersson utilizza per disegnare schizzi vari di infelice umanità, delineano una sua personale poetica, non priva di un delicato umorismo ‘scandinavo’.
Un uomo bloccato nel traffico con la sua auto racconta dal finestrino direttamente alla telecamera lo strano sogno fatto la sera prima. Un uomo a letto con la sua donna racconta durante l’amplesso con lei come ha perso i suoi risparmi in banca. Anche qui l’interlocutore fisico è ignorato in favore del rapporto diretto con lo spettatore attraverso lo sguardo rivolto in camera.

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Stessa modalità anche per lo psichiatra che spiega perchè ha lasciato il suo lavoro, stanco di ascoltare le lagne di gente egoista e inutile. «Tutti pretendono di essere felici, ma allo stesso tempo sono egocentrici egoisti ed anche meschini. Per me sono squallidi semplicemente».
Ad assistere ed ascoltare questo carosello di vite sono solo gli spettatori, forse unici testimoni delle parole dei personaggi del bizzarro film di Roy Andersson.

La staticità della macchina da presa richiama la fissità delle loro vite vissute in ambienti asettici, impersonali. I colori della pellicola sono spenti e predominano sfumature di grigio e bianco che in alcune scene invadono anche i volti asfittici dei personaggi, fino a renderli tristi maschere di loro stessi.
In una tale landa desolata risuona quindi quasi come un richiamo alla vita il titolo “You, the living” tratto da un verso di Goethe: «Be pleased then, you, the living, in your delightfully warmed bed, before Lethe’s ice-cold wave will lick your escaping foot».

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Chiude la carrellata di questi ritratti una giovane ragazza che sogna di sposare la sua rockstar preferita. I visi sono sbiancati da un pesante trucco, i colori della scenografia sono diluiti, eppure c’è traccia di vita in questo romantico sogno ad occhi aperti.
Dalla finestra del loro appartamento si vedono scorrere prima i palazzi e poi la gente che li saluta felice, come se la novella coppia si trovasse su un treno in movimento diretto forse in qualche posto speciale.

VOTO: 7/10

About Ivana Mennella

Partenopea di nascita e spirito, ma milanese di adozione, si trasferisce all’ombra della bela Madunina nel 2007. A 10 anni voleva fare la regista. A 20 la traduttrice per sottotitolaggio e adattamento dialoghi. A 30 la sceneggiatrice. A 40 sa con certezza una sola cosa ossia che il cinema è ancora e resterà sempre la sua più grande passione.

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