MUD

Titolo: Mud; Regia: Jeff Nichols; Interpreti: Matthew McConaughey, Tye Sheridan, Jacob Lofland, Reese Witherspoon, Sam Shepard, Michael Shannon; Origine: USA; Anno: 2012; Durata: 135’

Ellis e Neck, due quattordicenni che vivono lungo il Mississippi, scoprono che su un’isola in mezzo al fiume si nasconde Mud, un uomo accusato di omicidio. Mud è in attesa di Juniper, il suo grande amore, e, per permettergli di realizzare il loro sogno di scappare insieme, i due ragazzini decidono di aiutare Mud a riparare una barca arenata sull’isola.

Abbandonati i toni cupi e apocalittici del suo film precedente, Take Shelter (2011), Jeff Nichols realizza con Mud un film allo stesso tempo originale e “classico”. Una storia di formazione immersa in un’atmosfera fiabesca, ma con elementi tipici della tradizione americana (primo fra tutti la decisione di farsi giustizia da sé), in cui il punto di vista adottato è quello di Ellis (Tye Sheridan), quattordicenne alle prese con i cambiamenti dell’adolescenza e le prime esperienze sentimentali, ma anche costretto a confrontarsi con la realtà del mondo adulto e con il crollo di certezze che questo comporta. I suoi genitori si stanno separando e suo padre, soprattutto, non sembra fare abbastanza per salvare il matrimonio. In un momento in cui il ragazzo più di ogni altra cosa ha bisogno di esempi adulti che siano all’altezza dei propri ideali, in contrasto con la situazione dei genitori, l’incontro con Mud (Matthew McConaughey), fuggitivo affascinante e misterioso, e disposto a tutto per amore, sembra fornire a Ellis il modello che sta cercando.

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Oltre alla presenza di soggettive e semi soggettive, a sottolineare la scelta del punto di vista del ragazzo è proprio un’atmosfera quasi da fiaba (che richiama i romanzi di Mark Twain con protagonisti ragazzini, Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn): la vicenda è ambientata prevalentemente sul fiume, tra le case-barca in cui vivono Ellis e Neck e l’isola deserta in cui si nasconde Mud, un’isola che appare e scompare a seconda del livello dell’acqua; c’è una barca intrappolata sui rami di un albero; la luce utilizzata è calda e avvolge persone e ambienti in modo “irreale”. Mud stesso è un personaggio quasi magico: crede nel potere degli amuleti, la sua protezione è una semplice camicia bianca con ricamato un lupo, mentre il tatuaggio di un serpente su un braccio serve a difenderlo dai possibili morsi dei rettili. E la sua stessa storia appare come una fiaba: l’eroe che salva la sua amata da un uomo violento e scappa inseguito dalla famiglia di quest’ultimo, rifugiandosi nell’isola in attesa che lei lo raggiunga per fuggire insieme. Ma la realtà non è una fiaba, non ci sono eroi, ma solo uomini, con i loro pregi e tutti i loro difetti, come ben presto è costretto a capire Ellis. Anche se questo non è necessariamente un male.

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Nonostante le oltre due ore di lunghezza, il film (che è stato presentato al 65° Festival di Cannes, ma è uscito solo ora nelle sale italiane) non scade nella noia grazie ad una storia non nuova, ma raccontata con un tatto e una consapevolezza che la rendono avvincente e appassionante. Il regista riesce a calibrare tutti gli elementi, sia a livello di contenuti sia di forma, senza eccedere in stereotipi o effetti emotivi troppo facili, raccontando una storia di crescita basata su temi importanti, personaggi ben costruiti e attori in parte, soprattutto i due ragazzini, Michael Shannon (in un ruolo piccolo, ma che si fa ricordare) e Matthew McConaughey, il quale ancora una volta dimostra una grande capacità di scelta e interpretazione dei ruoli.

 

 

About Alessandra Pirisi

Tra i fondatori di Cinemagazzino, ne è stata redattrice e collaboratrice fino al dicembre 2018. Laureata all’Università di Bologna in Lettere moderne. I suoi interessi vertono su letteratura (suo primo amore), teatro, danza, cinema, musica e Bruce Springsteen. Si interessa – molto – a serie tv, in particolar modo poliziesche. Ha un'ossessione totalizzante per il cinema indiano.

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