BIRDMAN

Titolo: Birdman; Regia: Alejandro González Iñárritu; Interpreti: Michael Keaton, Edward Norton, Naomi Watts, Emma Stone, Zach Galifianakis, Andrea Riseborough; Origine: USA; Anno: 2014; Durata: 119’

Riggan Thompson (Micheal Keaton) è un ex attore hollywoodiano famoso per aver interpretato il supereroe “Birdman”, protagonista dell’immaginario blockbuster da incassi milionari. Insoddisfatto di se stesso, vorrebbe dirigere e interpretare uno spettacolo teatrale a Broadway, ma durante i preparativi molti saranno gli imprevisti…

La realtà brulicante ed altezzosa del mondo teatrale di Broadway, a New York, è qualcosa che in Italia non si conosce, attenuata dal chilometraggio oceanico e offuscata dalla cinematografica “West Coast”. Eppure, con una minima ricerca informatica, sarà subito chiaro che si tratta di qualcosa di molto serio, molto sentito e molto importante. La massima realizzazione per un attore che si rispetti, non sono certo i miliardi e la casa a Malibu, guadagnati “senza fatica” a suon di effetti speciali esplosivi: un applauso e qualche riga sul New York Times per uno spettacolo a Broadway sono il vero punto di arrivo.

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Riggan Thompson risponde perfettamente all’identikit: alle spalle ben tre diversi film che gli hanno portato miliardi e casa a Malibu, un matrimonio fallito, una figlia astiosa, qualche birra di troppo. Non può essere tutto qui, non può essere tutto finito, l’occasione di inscenare uno spettacolo tratto da “What We Talk About When We Talk About Love”, scritto da Raymond Craver (suo idolo indiscusso) potrebbe dimostrare agli altri, ma soprattutto a se stesso, il suo valore.

Siamo così catapultati nell’insidiosa preparazione alla prima rappresentazione, con il coinvolgimento visivo ed emotivo di un quasi ininterrotto piano sequenza che si destreggia nei corridoi bui e polverosi del teatro per farci prendere ogni tanto “un po’ d’aria sul tetto”, metafora dell’opprimente senso di inadeguatezza e mancata realizzazione che aleggia, è proprio il caso di dirlo, sul protagonista: “Perché non mi amate come vorrei, per quello che sono?”. 

Alla vigorosa critica al cinema commerciale americano, vera Industria che “fattura” fortune confezionando divertimento per un pubblico totalmente inerte e passivo, Birdman accosta una sofisticata riflessione sull’insistente bisogno che tutti noi abbiamo di ottenere l’approvazione degli altri, o meglio, di alcuni. Inconsciamente individuiamo dei “giudici” tra le persone di cui abbiamo più stima e ammirazione e affrontiamo delle “prove”, al solo scopo di definire il nostro successo o il nostro fallimento. Così, il giudizio di un critico teatrale su di un’opera può assumere toni più ampi e definitivi per il regista o per l’attore. Non ci rendiamo conto che, oltre alle persone che cerchiamo insistentemente di stupire, oltre alle sfide che ci “auto-poniamo” caricandole di valore esistenziale, ci sono grandi e piccoli successi quotidiani a cui non poniamo attenzione, già sufficienti per gratificare appieno una vita intera. Non è però neanche risparmiato lo “snobismo” di certi salotti bene, prevenuti e reazionari nei confronti degli attori da grande pubblico. Questi “baluardi” inossidabili non possono più sopravvivere e sono schiacciati dalla spontaneità e immediatezza veicolata tramite internet e i social network, capace di apprezzare anche “le imprevedibili virtù dell’ignoranza”.

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Indiscusso protagonismo di dialoghi fitti e brillanti, per un cast di attori già bravi ma straordinariamente affiatati: al nostalgico e invecchiato Micheal Keaton (il cui successo risale realmente e curiosamente a un “supereroe”, Batman) si affiancano un Edward Norton all’altezza, Naomi Watts, sacrificata quantitativamente ma non qualitativamente, e una sempre più emergente Emma Stone, fresca del ruolo in Magic in the Moonlight di Woody Allen, la quale sembra avere abbandonato definitivamente la pura commediola sentimentale per dedicarsi a ruoli più strutturati. Infine si segnala l’inedito Zach Galiafinakis, spassoso nella saga di Una notte da leoni, che qui dimostra il suo potenziale esplosivo da attore drammatico.

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Birdman è un film senz’altro coinvolgente e corposo, intelligente, forse giustamente criticato per l’eccesso di virtuosismi che potrebbero “distrarre”, smorzandone i contenuti.

Paradossale che abbia ricevuto ben nove nomination per gli Oscar 2015, contenendo questa netta presa di posizione rispetto a certe logiche commerciali ed essendo piacevolmente lontano, per tematica e realizzazione, da quel mondo patinato: per una sola notte, si tapperanno il naso.

Voto: 7

 

Vai a: Cinema e Poesia – Birdman.

 

About Frank Stable

Nasce a Moncalieri (TO) il 30 Maggio 1992, si laurea nel 2018 in Medicina e Chirurgia presso la facoltà di Torino. Benché in famiglia abbia sempre respirato una certa attenzione al cinema la vera passione nasce durante il Liceo Scientifico grazie alla preziosa e ispirante programmazione del canale satellitare "CULT". Sarà il film "Vodka Lemon" di Hiner Saleem a sancire la svolta e trasformare l'interesse in passione.‎ Al di fuori del cinema i suoi interessi sono per le automobili, i viaggi e la fotografia di viaggio, la tecnologia e la grafica.

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