SUBURRA

Regia: Stefano Sollima; Interpreti: Pierfrancesco Favino, Claudio Amendola, Elio Germano, Alessandro Borghi, Greta Scarano; Anno: 2015; Origine: Italia; Durata: 130′

Roma, 2011. Un politico della maggioranza di governo, dopo aver passato la notte con due escort, rimane invischiato in un ricatto. Il compito dell’uomo è quello di far passare una legge inerente la costruzione edilizia nella periferia di Roma, dove la malavita progetta di costruire una sorta di Las Vegas. Potere e criminalità si incontrano e si scontrano fra lotte tra bande e questioni personali.

Dopo ACAB e Romanzo Criminale – La serie, Stefano Sollima porta in scena la malavita romana prendendo ispirazione dall’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini. Suburra è un film di genere costruito con precisione attraverso una solida sceneggiatura: la divisione in giornate scandisce i sette giorni che dal 12 settembre 2011 in poi porteranno all'”Apocalisse”. Il ritmo di queste sequenze è incalzante e travolge lo spettatore anche grazie ad una colonna sonora che commenta le forti e calibrate immagini proposte dalla regia. Nulla della violenza e crudezza della storia viene celato allo spettatore che assiste alle violenze dei vari clan e alla loro lotta per affermarsi. Il film è denso di scene di tensione realizzate con maestria, come dimostra la bella scena della sparatoria all’interno del centro commerciale.

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A contestualizzare questa storia di malavita all’inizio del film viene inscenata anche la decisione di Papa Ratzinger di abbandonare il pontificato mentre il finale mostra le dimissioni di un altro uomo di potere, il Presidente del consiglio. Se queste figure di potere sono necessarie ad una contestualizzazione e all’idea di abbandono, i personaggi motore della storia sono il parlamentare Filippo Malgradi interpretato da un’incredibile Pierfrancesco Favino che recita con una particolare postura e un particolare tono di voce. Inquietante il capo clan degli zingari Manfredi Anacleti che nella storia minaccia il “figlio di papà” Elio Germano e indice una lotta nei confronti del clan di Numero 8, interpretato da Alessandro Borghi. Il personaggio che dovrebbe spiccare maggiormente nella storia è invece Samurai, ex componente della Banda della Magliana e vero uomo d’affari interpretato da Claudio Amendola: la cicatrice che mostra sul collo lo rende interessante, ma all’interno del film il personaggio passa un poco in sordina.

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Suburra dimostra che il cinema italiano può andare ben oltre le commedie e confezionare dei film di genere forti e capaci di indagare sull’attualità, benché tale operazione rischi di fomentare un immaginario negativo e che patteggi per personaggi ostili. In questo caso però nessun personaggio risulta migliore o peggiore di altri e sopratutto non si patteggia in particolare per nessuno di loro. Nel film la pioggia cade incessantemente su Roma al punto tale da arrivare ad allagarla.

About Giulia Scalfi

Dopo la laurea triennale DAMS con la tesi Da Caramel a E ora dove andiamo?: Il Cinema di Nadine Labaki, consegue la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale discutendo la tesi Evoluzione del montaggio e del sonoro nella saga di James Bond. Il particolare interesse per il linguaggio cinematografico la porta a concentrasi maggiormente sulla struttura dei film e sulle scelte stilistiche. E' stata conquistata dal cinema grazie a film come Effetto Notte, Frankenstein Junior e Chicago. Non può negare la profonda stima nei confronti di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nonostante provi una profonda ammirazione per le cineaste di ieri e di oggi.

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