SPECIALE 007 – JAMES BOND DAGLI ANNI ’80 AD OGGI

LA SAGA DI BOND NEGLI ANNI ’80

Dopo i successi dei movie bratz, i diritti dei film iniziano ad essere venduti ad emittenti televisive, così il cinema americano si trasforma in un prodotto destinato al consumo di massa: i testi cinematografici imitano serialità televisiva e mondo reale con attenzione al target del pubblico.
In questi anni il personaggio di Bond viene interpretato prima dal consolidato Roger Moore e successivamente da Timothy Dalton che cerca di dargli un nuovo spessore. Solo per i tuoi occhi (John Glen, 1981) è ben concepito come il precedente La spia che mi amava grazie ad una sceneggiatura originale e violenta basata sul meccanismo della vendetta, che però non aggrada l’attore protagonista, stanco di interpretare il ruolo della spia. Dopo aver montato precedenti film della saga ed essere stato responsabile della seconda unità, John Glen esordisce alla regia dando al film un tono realistico senza il sovraccarico di elementi fantascientifici.

Il 1983 è un anno interessante per Broccoli che si trova ad affrontare una sfida cinematografica che vede dalla sua parte Roger Moore in Octopussy: Operazione Piovra (John Glen) contro l’originale Sean Connery tornato ad indossare le vesti di James Bond per il film prodotto da Kevin McClory Mai dire mai (Irvin Kershner) che ha lo svantaggio di non poter utilizzare le caratteristiche della saga della EON Production come il tema musicale, il logo e la barrel gun sequence. L’uscita in sala dei due film è divisa da Guerre Stellari: Il ritorno dello Jedi, che vince la sfida al botteghino. Il film prodotto da Broccoli incassa comunque una buona somma, nonostante gli elementi d’azione sembrino posti come intermezzo fra scene statiche.

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Ultimo film interpretato dall’ormai stanco Roger Moore è Bersaglio Mobile (John Glen, 1985) in cui il personaggio diviene più cinico e meno scherzoso. Nuovo protagonista della serie è Timothy Dalton che interpreta la spia conferendogli delle caratteristiche da duro (che maggiormente si avvicinano al personaggio concepito da Fleming) e rendendolo allo stesso tempo meno donnaiolo (per via della dilagante paura per l’AIDS che intimoriva in questo periodo il pubblico). Zona pericolo (John Glen, 1987) e Vendetta Privata (John Glen, 1989) riflettono anche una nuova scelta stilistica dove colori e tonalità dell’immagine riprendono l’emotività delle scene.
Nel frattempo, il materiale scritto da Ian Fleming inizia ad andare in esaurimento e costringe gli sceneggiatori a riprendere alcuni episodi non utilizzati di libri precedenti o di racconti minori per poi iniziare a scrivere sceneggiature originali.

DIGITALE, SUPER STAR E CGI NEGLI ANNI ’90

Nei primi anni Novanta, dopo sei anni di assenza dal grande schermo, James Bond ricompare nella persona di Pierce Brosnan, il quale conferisce al personaggio l’ironia di Roger Moore e l’eleganza di Sean Connery.
Questa decade è caratterizzata da grandi produzioni mainstream, dal successo di film indipendenti e dall’introduzione della computer grafica.
Il contesto produttivo di questi anni per quanto riguarda nello specifico i film di spionaggio è determinato soprattutto dal clima di sospetto post guerra fredda che si sviluppa dopo la caduta del muro di Berlino.

La saga di James Bond riprende nel 1995 con Goldeneye  di Martin Campbell in cui per la prima volta è protagonista l’attore Pierce Brosnan. Il cast si rinnova fatta eccezione per Desmond Llewellyn nel ruolo di Q e per la prima volta il ruolo di M è ricoperto da una donna, la popolare attrice inglese Judi Dench. Scomparsa la presenza del blocco sovietico, i nemici da combattere sono personaggi che hanno sostituito le ideologie con l’interesse per il denaro. La sceneggiatura scritta da Michael France, si trova a fare i conti con un mondo che è cambiato anche se i nemici sono sempre russi. Il film è il primo della saga a non essere tratto da un romanzo o racconto di Fleming e Goldeneye è il nome della villa giamaicana dove lo scrittore ha creato il suo personaggio.

Nonostante le ambientazioni e la colonna sonora siano differenti, la formula con cui è strutturato il film si ripete: grandi acrobazie fatte da stuntman e numerose esplosioni si uniscono ad effetti speciali costruiti alla vecchia maniera con l’uso di modellini considerato che la computer grafica avrebbe reso le scene troppo fittizie. Una grande campagna pubblicitaria che prevede il lancio di un videogioco per la piattaforma Nintendo avvicina alla spia inglese le nuove generazioni.

Tema centrale di Il domani non muore mai (Roger Spottiswoode, 1997) è il potere dei mass media artefici degli equilibri mondiali e degli umori del popolo. La trama del film che vede battute brillanti, ciniche e divertenti è avvincente proprio per il fatto che Bond è immerso nel mondo moderno. Il film risente comunque di problemi nella realizzazione dello script, che su richiesta di attori come lo stesso Brosnan, viene modificato più volte. Per quanto il film non risulta un flop al botteghino, vengono guadagnati maggiori profitti dalle vendite del mercato home video.

Nel successivo film Il mondo non basta (Michael Apted, 1999) i giochi di potere che poterebbero sovvertire gli equilibri mondiali sono basati sulla costruzione di un condotto di petrolio nel Mar Caspio. Ne, invece, La morte può attendere (Lee Tamahori, 2002) Bond si trova a fronteggiare il figlio di un generale coreano che, dopo aver cambiato i suoi connotati, vuole piegare il mondo al suo volere grazie a un satellite-arma. Nonostante quest’ultimo film appartenga al nuovo decennio, le sue caratteristiche sono molto vicine ai film di questa decade sia per la presenza del medesimo protagonista che per la struttura generale del film, mentre gli eventi storici del nuovo millennio e i cambi al vertice della EON Production contribuiscono alla modernizzazione dei lungometraggi.

007 DOPO L’11 SETTEMBRE

Per la prima volta con Casino Royale (Martin Campbell, 2006) la famosa barrel gun scene non viene inserita prima dell’introduzione al film, ma nel suo finale. Il nuovo James Bond, più cinico e spietato di quelli visti negli anni precedenti, è interpretato da Daniel Craig, attore che sovverte i canoni estetici a cui il pubblico è abituato.
Dopo la caduta delle Torri Gemelle il 9 settembre 2001 e l’inizio della guerra in Iraq, la violenza al cinema assume nuove forme e un ruolo predominate.

Senza dubbio film come Casino Royale e Skyfall (Sam Mendes, 2012) riprendono queste questioni: i fatti su cui ruota il primo film di 007 con protagonista Craig sono relativi al finanziamento di operazioni terroristiche. La sceneggiatura non nega le origini letterarie del personaggio, nonostante sia soltanto ispirata al primo romanzo di Fleming Casino Royale in cui Bond ha appena ottenuto la licenza di uccidere, il doppio zero. La spia diviene più umana, non supera le missioni affidategli con facilità ed è capace di soffrire ed innamorarsi. Inoltre i gadget a sua disposizione, che fino ai film con Brosnan caratterizzavano il suo personaggio, vengono meno, puntando l’attenzione sulla fisicità dell’attore per la buona riuscita delle scene d’azione.

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Skyfall, ultimo film della saga, pone invece come tema principale la questione del terrorismo accanto al decadimento della spia che, dopo cinquant’anni, sembra faticare a rimanere al passo con i tempi. Il personaggio di James Bond accenna al suo passato non solo recandosi nella tenuta dei suoi genitori per affrontare il nemico nel finale del film, ma anche attraverso numerose citazioni dei titoli che lo hanno visto protagonista. Passati vent’anni dalla fine della guerra fredda e undici dopo la caduta delle Torri Gemelle, il film di spionaggio non può che trattare del terrorismo internazionale, in cui è difficile risalire all’identità dei nemici per via della crescente digitalizzazione.

Ultimo film della spia britannica da citare per quanto riguarda questa decade è Quantum of Solace (Marc Forster, 2008) in cui la missione di Bond riprende quanto accaduto nel precedente Casino Royale. Tema principale del film è la lotta per il controllo delle risorse idriche: 007 cerca informazioni sull’organizzazione che si vuole impossessare dell’acqua in Bolivia per poi vendere servizi ad alto costo dopo aver favorito il colpo di stato di un generale.

About Giulia Scalfi

Dopo la laurea triennale DAMS con la tesi Da Caramel a E ora dove andiamo?: Il Cinema di Nadine Labaki, consegue la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale discutendo la tesi Evoluzione del montaggio e del sonoro nella saga di James Bond. Il particolare interesse per il linguaggio cinematografico la porta a concentrasi maggiormente sulla struttura dei film e sulle scelte stilistiche. E' stata conquistata dal cinema grazie a film come Effetto Notte, Frankenstein Junior e Chicago. Non può negare la profonda stima nei confronti di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nonostante provi una profonda ammirazione per le cineaste di ieri e di oggi.

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