SPECIALE 007 – INTRODUZIONE

La saga di James Bond ha inizio nel 1962 con il film a basso costo Licenza di uccidere (Dr. No, Terence Young) realizzato dalla EON Production, casa di produzione fondata dai soci Albert Broccoli e Harry Saltzman. Il possesso di diritti d’autore sui libri di Ian Fleming, creatore della spia inglese, e la caparbietà dei produttori hanno dato vita a un filone che fino ad oggi ha portato alla realizzazione di ventitré lungometraggi che vedono collaborare nei diversi dipartimenti concernenti il montaggio e il sonoro una ristretta cerchia di persone.

LA PRODUZIONE PIÙ LONGEVA DI SEMPRE

Le figure professionali di cui si avvale la EON Production – etichetta produttiva inglese finanziata anche dai capitali statunitensi della United Artists, poi MGM – inizialmente non presentano personalità di spicco né a livello attoriale né a livello tecnico, questo per via dei pochi fondi a disposizione per la realizzazione dei primi film e per la necessità di affidare a volti meno noti il ruolo centrale del personaggio di James Bond.

È interessante notare come alcuni registi della saga facessero precedentemente parte di altri dipartimenti della produzione del film: sia Peter Hunt che John Glen prima di ricoprire il ruolo della direzione del film erano responsabili del montaggio e, in alcuni casi, della regia della seconda unità. Fino agli anni Ottanta in questo ruolo si susseguono ciclicamente personalità vicine ai produttori come Terence Young, Guy Hamilton, Lewis Gilbert mentre negli anni successivi le pellicole verranno affidate a diversi collaboratori, tranne nel caso di Martin Campbell che firma due regie. L’unico regista della saga ad aver vinto il premio Oscar è Sam Mendes, a cui è affidata la direzione di Skyfall (che festeggia i cinquant’anni della spia britannica sul grande schermo) e di Spectre, in uscita fra pochi giorni nelle sale.

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John Barry è il nome più ricorrente all’interno del dipartimento musicale poiché ha curato la colonna sonora di ben undici film della saga imprimendo al suo interno un particolare stile che il pubblico ha apprezzato per lungo tempo. Su consiglio dello stesso musicista, deciso a dedicarsi ad altre produzioni, compare negli anni Novanta il nome di David Arnold, appassionato di 007 che viene scritturato per ben quattro film.

Altri importanti professionisti che hanno collaborato a lungo con la EON Production lo scenografo Ken Adam, famoso anche per aver dato vita a diversi ambienti nei film di Stanley Kubrik, e Maurice Binder, responsabile della creazione degli originali titoli di testa che spesso vedono muoversi sagome femminili in associazione con la colonna sonora, song, specifica di ogni film.

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GLI INTERPRETI

I film di 007 sono concepiti attraverso le scelte produttive della coppia Saltzman e Broccoli e l’interprete di James Bond scritturato per i film. Lo spettatore infatti individua i film in base agli attori che si sono susseguiti durante gli anni e che hanno dato al personaggio della spia diverse qualità.

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Lo 007 di Sean Connery, per quanto dotato di humour, risulta più duro di quello interpretato da Roger Moore che spesso si rifiutava di girare determinate scene perché considerate troppo violente. Fin dall’inizio delle produzioni, i due attori erano entrambi stati presi in considerazione per la parte, insieme a Patrick McGoohan che rifiutò per ragioni morali e allo stuntman Bob Simmons che collabora comunque a tutte le pellicole nel ruolo di cascatore. La scelta ricade su Connery per l’aspetto virile, il controllo dei nervi, l’aggressività, nonostante lo stesso attore non fosse convinto di firmare un contratto per cinque film visto il cattivo rapporto con la Twentieh Century-Fox. Arrivato al quinto film, Connery decide di lasciare la produzione perché la sua vita pubblica e privata è invasa da stampa ed ammiratori, così la produzione lo sostituisce con George Lazenby. Questa scelta provoca dissenso nel pubblico e decreta un parziale insuccesso del film, troncando la carriera d’attore del fotomodello australiano.

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Dopo il ritorno di Sean Connery per il primo film realizzato negli anni Settanta, la produzione ingaggia Roger Moore per cui gli sceneggiatori Maibaum e Mankiewic costruiscono trame più inverosimili, con villain quasi comici e battute grossolane, snaturando il personaggio che era stato creato da Ian Fleming. Ad un ormai invecchiato e stanco Moore, che interpreta ben sette film della saga, alla fine degli anni Ottanta subentra Timothy Dalton che regala al personaggio determinazione e cinismo, caratteristiche presenti anche nell’interpretazione di Daniel Craig, l’ultimo James Bond, contraddistinto da un maggiore spessore.

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Pierce Brosnan interpreta invece la spia britannica da metà degli anni Novanta fondendo le caratteristiche di Sean Connery e di Roger Moore e concentrandosi sulla missione e non su particolari aspetti psicologici.
Con questo speciale Cinemagazzino vuole ripercorrere le fasi della saga del film, da Sean Connery a Daniel Craig, dagli anni Sessanta ad oggi.

 

About Giulia Scalfi

Dopo la laurea triennale DAMS con la tesi Da Caramel a E ora dove andiamo?: Il Cinema di Nadine Labaki, consegue la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale discutendo la tesi Evoluzione del montaggio e del sonoro nella saga di James Bond. Il particolare interesse per il linguaggio cinematografico la porta a concentrasi maggiormente sulla struttura dei film e sulle scelte stilistiche. E' stata conquistata dal cinema grazie a film come Effetto Notte, Frankenstein Junior e Chicago. Non può negare la profonda stima nei confronti di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nonostante provi una profonda ammirazione per le cineaste di ieri e di oggi.

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