Riepilogo dicembre 2025-gennaio 2026: Father, mother, sister,brother / La grazia / No other choice / Sirat/ Sorrybaby / Sentimental value

FATHER, MOTHER, SISTER, BROTHER

Regia: Jim Jarmusch; Interpreti: Tom Waits, Vicky Krieps, Cate Blanchett; Origine: Usa; Anno: 2025; Durata: 1h 52m

#FatherMotherSisterBrother del regista e sceneggiatore statunitense #JimJarmusch, #LeoneOro all’ultimo #Festival di #Venezia, è un racconto tripartito sul nucleo più stretto delle #relazioni#familiari, quelle tra padre/madre/sorella/fratello, come appunto il titolo del film. I tre episodi si svolgono in tre luoghi differenti: New Jersey, Dublino e Parigi, tutte location riprese in maniera non convenzionale, ma significativa. Jeff #AdamDriver e Emily #MayimBialik vanno a trovare l’anziano padre Bob #TomWaits che sembra viva solo e abbandonato a sé stesso dopo la morte della moglie, loro madre, in un luogo isolato ed innevato della campagna del New Jersey. A Dublino Thimotea #CateBlanchett e Lilith #VickyKrieps, diversissime tra loro, vanno dalla madre #CharlotteRampling, affermata scrittrice di successo, per il loro consueto thé annuale. A Parigi i giovani Skye #IndyaMoore e Billy #LukasSabbat, sorella e fratello gemelli, ritornano nella loro casa di infanzia, un appartamento in un antico palazzo alle porte di Parigi, dove cercano di riconnettere i loro ricordi dopo la morte dei genitori in un incidente aereo. Tre situazioni diverse, con forti #elementi di #connessione, a volte dichiarati, quali fili narrativi, quasi divertimenti, come a significare che in fondo le famiglie sono tutte uguali: l’atto del bere insieme e del brindare, con il the’, con il caffe’ ed anche con l’acqua (che diamo per scontata nella nostra presunzione capitalista anti ecologica); l’orologio Rolex, status symbol del lusso, vero o tarocco che sia; un ricorrente proverbio inglese ‘Bob’s your uncle’ (trad.Bob è tuo zio, come dire ‘è tutto risolto’); la macchina come mezzo di trasporto e elemento individuativo (peccato per i green screen delle riprese in auto!). Al centro un’ unica #tematica, quella delle strette #relazioni#familiari, dalle varie, anche #insolite#sfaccettature: chi sono davvero i nostri #genitori (donne e uomini con una loro vita, una loro essenza al di fuori del ruolo genitoriale a cui noi figlie e figli li ancoriamo); i #conflitti, anche inconsci, che si instaurano quando ci si confronta con un genitore perfetto; il conseguente #isolamento dei rapporti (‘La vita familiare è una grave interferenza nella vita privata’, scriveva Karl Kraus); l’#anaffettivitá evidenziata da Thimotea e Lilith o al contrario l’#affettivitá calorosa di Skye e Billy, gli unici che si abbracciano davvero, che non a caso si manifesta quando i genitori non ci sono più, la cui vita resta racchiusa in un box pieno di oggetti/ricordi. #Estetica fortemente connotata, un brano musicale incisivo (#Spooky, che significa ‘inquietante’ cantata da #DustySpringfield), attrici/attori in stato di grazia sono alcuni degli elementi di forza di questo #film, la cui primaria qualità è l’essere #rarefatto, come la #poesia, che non deve necessariamente spiegare, ma spesso solo evocare, emozionare. Del resto lo stesso regista ha dichiarato: “Non so perché ho scritto questo film. Sono molto intuitivo in quello che faccio. Non sono analitico.”. Consigliatissimo!!

LA GRAZIA

Regia: Paolo Sorrentino; Interpreti: Toni Servillo, Anna Ferzetti; Origine: Italia; Anno: 2025; Durata: 2h 13m

#LaGrazia del regista e sceneggiatore italiano #PaoloSorrentino, presentato in #concorso all’ultimo #Festival di #Venezia, è una #riflessione su #etica e #morale, sul passare del #tempo e sulla influenza che esso determina su personali schemi e convincimenti. Mariano De Santis, interpretato da uno straordinario #ToniServillo (che con questo ruolo ha vinto la #CoppaVolpi per la migliore interpretazione maschile a Venezia), ex professore di diritto penale, autore di un denso manuale di oltre 5000 pagine, ex magistrato, uomo integerrimo, ma anche dolcemente nostalgico verso la moglie scomparsa da tempo, è il Presidente della Repubblica Italiana. Nel delicato semestre bianco alla fine del suo mandato si trova a dover affrontare tre #spinose#questioni: firmare la #legge sull’#eutanasia e decidere se #concedere la #grazia ad un uomo e ad una donna, entrambi condannati per omicidio volontario. Il soprannome che gli viene attribuito a sua insaputa, ‘cemento armato’, rende l’idea della sua etica giuridica ineccepibile ovvero della sua rigidità, secondo la figlia Dorotea #AnnaFerzetti, fine giurista, che lo accusa di temporeggiare, rinviare le decisioni spinose, finendo quindi, con questa manovra di evitamento, per non decidere o per sfociare nel compromesso. Dorotea lo provoca con una domanda che facciamo subito nostra: di chi sono i nostri giorni? Qualcosa si sgretola nel cemento, una piccola crepa: Mariano inizia ad ascoltare il rap di #GuePequeno, a canticchiare strofe non propriamente da Presidente (‘affacciati alla finestra,spacciatore mio’ da Le bimbe piangono di Gue’ Pequeno), a non rispettare il protocollo. La grazia è la #bellezza del #dubbio, è il concedersi di decidere anche non oltre ogni ragionevole dubbio, di praticare strade inconsuete, per elevarsi infine in un rilassante spazio non gravitazionale. Ci riuscirà il nostro Presidente? Ci riuscirà Mariano? #LaGrazia, nonostante la tematica, è un film #totalmente di #Sorrentino: per la #sceneggiatura densa di scambi intensi, ironici, profondi; per le riprese e la #fotografia (Roma e il Quirinale in primis) secondo l’inconfondibile prospettiva del regista; per il mix insolito di #musica rap, elettronica, rock; per i #personaggi, anche surreali, che rimangono impressi; per commuoverci persino. Con l’ulteriore pregio di farci avvicinare alle istituzioni della nostra #Repubblica, da difendere e di cui essere orgogliose, composta anche da persone di valore e di spessore, molte delle quali lavorano nell’ombra e che gli squallidi teatrini a cui spesso assistiamo ci fanno dimenticare. Come si fa in Francia dopo ogni discorso pubblico dai tempi della Repubblica post rivoluzione, anche noi, parafrasando la formula francese, dovremmo sempre ripetere: ‘Viva l’Italia, Viva la Repubblica’. Consigliatissimo!

NO OTHER CHOICE

Regia:Park Chan-wook; Interpreti: Lee Byung Hung, Son Te Gin; Origine: Sud Corea; Anno: 2025; Durata: 2h 19m

#NoOtherChoice-Non c’è altra scelta (t.o. Eojjeoll suga eopda, trad. Non posso farci niente) del regista e sceneggiatore sud coreano #ParkChanwook, tratto dal romanzo #TheAxe di #DonaldWestlake, già adattato da #CostaGavras nel film #IlCacciatorediTeste, è un’opera #politica tra #darkcomedy e #satira/denuncia sociale. Dopo 25 anni in un’azienda che produce carta, Man-soo #LeeByungHung (molto bravo) perde il lavoro a causa del riordino deciso dai nuovi proprietari americani. La vita perfetta che conduce nella casa perfetta con sua moglie Mi-ri #SonYeGin, suo figlio, la loro bambina e due cani golden, viene messa in crisi. Quando, dopo un anno di tentativi per trovare lavoro, il rischio di perdere la casa diventa reale, Man-soo decide di eliminare i due suoi diretti concorrenti nel settore, perché ‘non c’è altra scelta’. Sarà l’inizio di una serie di vicissitudini roboanti e caotiche, come tutta la narrazione di questo film. Il regista ha proprio la caratteristica di portarci in un mondo dove non tutto è svolgimento logico e conseguente (vedi anche il suo precedente #DecisionToLeave). Qui la commedia nera è assurda e lucida insieme (specie nel finale dove si suggerisce l’ulteriore inevitabile scelta di sostituire definitivamente l’umano con l’IA), ma la #narrazione è volutamente indisciplinata, compie salti, così come i movimenti della #mdp che allarga, si concentra, passa dalla luce allo scuro, mentre le espressioni di Man-soo si muovono dallo stupore alla disperazione alla durezza alla ilarità nel giro di secondi. In tutto questo magma frenetico ci sono #momenti di #grande#regia che valgono tutto il film, di vero cinema (vedi la sequenza del ballo), quando la magia del grande schermo scatta e improvvisamente ci troviamo altrove, in un tempo sospeso, un sogno forse. #Mozart, dal regista scelto in più di una sequenza, fa il resto. #NoOtherChoice, che è stato presentato in concorso all’ultimo #Festival di #Venezia dove avrebbe meritato di più, non è un film facile, ma di certo si distingue e fa pensare, cosa non scontata.

SIRAT

Regia:Oliver Laxe; Interpreti: Sergi Lopez, Bruno Nunez Arona, Jade Oukid; Origine: Spagna; Anno: 2025; Durata:2h

#Sirat del regista e sceneggiatore spagnolo #OliverLaxe, prodotto dai fratelli Almovodar, #PremioGiuria allo scorso #Festival di #Cannes, in arabo significa ‘strada’, ma sta anche ad indicare la retta via, il ponte che le anime devono attraversare nel giorno del giudizio per passare dall’inferno al paradiso. In coerenza con il titolo, il film narra una #storia#estrema in terre di confine. Luis #SergiLopez insieme a suo figlio adolescente Esteban #BrunoNunezArona si trova ad un #rave nel deserto del Marocco per cercare Mar, rispettiva figlia e sorella, frequentatrice assidua di rave, della quale non si hanno notizie da mesi. La ricerca è infruttuosa, ma decidono di continuarla unendosi ad un gruppo formato da due donne, Jade #JadeOukid e Stef #StefaniaGadda e tre uomini, di cui due menomati fisicamente, che si sta spostando ancora più a sud, in Mauritania, per un ennesimo rave. Sarà l’inizio di una serie di eventi estremi che segneranno le loro esistenze per sempre. Tra #MadMaxFuryRoad ed #Herzog, Sirat sfrutta un pretesto narrativo (la ricerca di Mar) per narrare di #viaggi, del #perdersi nella musica ossessiva dei rave, nel deserto africano, nella natura insormontabile e indifferente, in uno #scenario#apocalittico tra convogli militari e mine antiuomo. Se la prima parte di #Sirat si presenta più interessante per l’avvicinamento alla cultura rave, che tuttavia solo sfiora, la seconda parte sprofonda nel ripetitivo e grottesco, tanto da sembrare più un videogioco che un film. Per risollevarlo poco possono le riprese, pur intense, degli scenari naturali. Film non imprescindibile.

SORRY, BABY

Regia:Eva Victor; Interpreti:Eva Victor, Naomi Ackie; Origine: Usa; Anno: 2025; Durata: 1h 44m

#SorryBaby è il film di esordio della regista e sceneggiatrice francese, naturalizzata statunitense #EvaVictor, qui anche interprete della protagonista Agnes, ruolo per il quale è stata candidata ai recenti #GoldenGlobes. Il film (che appartiene al genere #mumblecore del cinema indipendente caratterizzato da dialoghi fitti e naturali, con protagonisti tra i 20 e 30 anni alle prese con temi esistenziali) è diviso in capitoli che non seguono un ordine cronologico e riprende la vita di Agnes, giovane dottoranda in letteratura, nella fase di elaborazione di uno #stupro subito. Eva Victor, che si dichiara non binary, è una nota #comedian negli States, dove è stata anche redattrice di un famoso sito di satira femminista, #Reductress. Con queste premesse il suo approccio alla storia non poteva che essere ironico, #satirico, specie nella denuncia di quanto male il sistema assista una donna che ha subito uno stupro, ma anche #poetico e delicato nel descrivere gli stati d’animo di Agnes, che resta un personaggio sui generis. Dalla asciutta descrizione di quanto ha vissuto, confidandosi con l’amica Lydie #NaomiAckie, alla difficoltà di rientrare nella sua vita che sembra ferma, il punto di forza resta la #sceneggiatura, originale ed incisiva, premiata al #SundanceFestival. La #regia è pulita, essenziale, quasi #minimale, come la natura invernale del New England dove la storia è ambientata. SorryBaby, come altri film di recente visti (#Afterthehunt di #LucaGuadagnino ed il capolavoro #Unadonnapromettente di #EmeraldFennell) ha l’indubitabile merito di parlare di violenza sessuale agita in un ambito, quale quello universitario, che si tende a presentare come perfetto. Con il valore aggiunto di una cifra personale di racconto rilevante per una esordiente, sicuramente da tenere d’occhio.

SENTIMENTAL VALUE

Regia: Joachim Trier; Interpreti: Renate Reinsve, Stellan Skarsgard, Elle Fanning; Origine:Norvegia;Anno: 2025; Durata: 2h 13m

#SentimentalValue (trad.Valore sentimentale; t.o.Affeksjonsverdi) del regista e sceneggiatore norvegese #JoachimTrier, #GranPrixSpeciale della #Giuria allo scorso #FestivaldiCannes, è (anche) una #storia#familiare intensa e coinvolgente. Al funerale della madre nella vecchia casa della famiglia Borg ad Oslo, le sorelle Nora #RenateReinsve, attrice di teatro, e Agnes #IngaIbsdotterLelleaas, storica, rivedono il padre Gustav #StellanSkarsgard, regista cinematografico, presentatosi a sorpresa. In realtà la sua intenzione è proporre il ruolo della protagonista del suo prossimo film a Nora che rifiuta recisamente a causa dei rapporti difficili con il padre che ritiene essere stato troppo assente. Gustav quindi propone la parte ad un’attrice emergente statunitense Rachel Kemp #ElleFanning, circostanza che inneschera’ una serie di azioni/reazioni relazionali sia familiari che esistenziali. ‘Questo film è un atto di amore per il cinema’, ha dichiarato lo stesso regista che ‘spudoratamente’ cita il Maestro #IngmarBergman per il rapporto con il teatro, le relazioni familiari, in particolare #Persona, per la #sceneggiatura stupenda, scritta a quattro mani con il sodale #EskilVogt, minuziosa, indagatrice, che scava nell’inconscio, per il luogo delle memorie, la #casa, ulteriore protagonista del film come in #FannyeAlexander; cita #Woody Allen, in particolare #UnAltraDonna; cita #Lelouche per la spiaggia di Deuville di #UnUomoeUnaDonna, #EffettoNotte di #FrancoisTruffaut per il cinema nel cinema. Eppure, in tutto questo citare, Trier non scompare, anzi, emerge con una sua nota personale, autoriale nuova, coinvolgente, diretta, che smuove, emoziona, conquista, che ci mette di fronte ai nostri sentimenti più intimi, anche più difficili, a quell’intreccio di relazioni familiari non sempre idilliache e al ‘valore sentimentale’ che comunque rivestono. L’arte può essere la chiave di volta per vivere il mondo e per trovare un codice di comunicazione alternativo, capace di avvicinare le distanze, come quella tra Nora e Gustav. Tutto è perfettamente incastrato in #SentimentalValue: #RenateReinsve, attrice dalle infinite sfumature espressive (che con Trier ha girato anche il pluripremiato #LaPersonaPeggioredelMondo), #StellanSaskgard, nel ruolo della sua vita (di recente premiato ai #GoldenGlobe), la #scenografia di #JorgenLarsen che parla (la casa in primis), la #musica con brani che spaziano da #Satie a #RoxyMusic, la scelta dello schermo nero tra una situazione rilevante e l’altra…come succede nella vita, nel teatro, nel cinema. #SentimentalValue è un film che parla alla tua anima nel modo in cui solo il cinema, quando è grande cinema, riesce. Come diceva il Maestro Bergman:”Nessuna arte passa la nostra coscienza come il cinema che va diritto alle nostre sensazioni, scuote le nostre emozioni per raggiungere le stanze segrete della nostra anima”. Imperdibile!

Alessandra Quagliarella

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.

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