MOLIÈRE IN BICICLETTA

moloiere

Titolo originale: Alceste à bicyclette
Regia: Philippe Le Guay
Origine: Francia
Anno: 2013
Durata: 104’

L’incontro/scontro di due amici, entrambi attori, l’uno ritiratosi deluso dalle scene, l’altro ricco e famoso grazie ad una serie televisiva di successo. Quest’ultimo cerca di convincere l’amico a tornare in teatro per recitare insieme nel Misantropo di Molière.

Molière in bicicletta (Alceste à bicyclette) è stato presentato al 31° Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile-Europop, che comprende film europei segnati da grande successo di pubblico e anche di critica nei paesi di origine.

A tale destino non è sfuggito il presente lungometraggio, campione di incassi in Francia e quarta opera del regista Philippe Le Guay, ex docente di cinema passato dietro la macchina da presa (Le Deux Fragonard, 1989; Il costo della vita, 2003; Le donne del 6° piano, 2011).

Il punto di forza del film si ritrova nella sceneggiatura, la quale utilizza e cita ampiamente il bellissimo e quanto mai attuale testo di Molière, “Misanthrope”, nonché nella interpretazione degli attori, in particolare Fabrice Luchini (il deluso Serge), presenza costante nelle opere di questo regista, segno di una collaborazione evidentemente affiatata e collaudata.

In definitiva è su questi due elementi che Molière in bicicletta  è pensato e ben costruito.
I due amici, nel provare la pièces alternandosi nei ruoli di Alceste e Filinte, e declamando i versi in metrica alessandrina di Molière, affermano le proprie anime e la propria psiche, che in quella dei due personaggi teatrali si rispecchia.

Dove finisce la finzione? Dove la realtà? E se non ci fosse una distinzione?

È quello che succede al protagonista Serge Tanneur (Fabriche Luchini) perfettamente aderente al ruolo di Alceste e al suo amico Gauthier Valence (Lamber Wilson) il cui blocco di memoria nel declamare un verso specifico rivelerà la sua più intima natura. Vita e teatro si sovrappongono e si risolvono nei rispettivi destini personali dei due amici/attori, spingendo ciascuno a gettare la maschera e spingendo lo stesso spettatore a chiedersi: io da che parte sto? Io sono Alceste o Filinte?

Nella contrapposizione dei caratteri e dei personaggi, specie nelle sequenze relative alle prove della pièces teatrale, si alternano momenti intensi, divertenti, riflessivi.

Si esce dalla sala con la certezza della bellezza dell’arte che, come nel testo di Molière, ci distoglie dalla superficialità e dalla vanità, ci fa riflettere, ci porta nel profondo della natura umana, infine elevandoci.

I fortunati che vedranno in lingua originale il film, in uscita oggi nelle sale italiane, potranno apprezzare inoltre la bellezza e la musicalità dei versi di Molière declamati con ipnotica maestria dagli interpreti.

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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