Biografilm 2016 – THE BLACK SHEEP/WALLS/THE MUSIC OF STRANGERS

THE BLACK SHEEP
(Concorso Internazionale)

TheBlackSheep

Regia: Antonio Martino; Origine: Italia; Anno: 2016; Durata: 70’

Ausman è nato nel 1985 a Zwara, città libica, ed è un Amazigh, la minoranza berbera, popolazione più antica della Libia. In Libia, Ausman è una “pecora nera” non solo per la sua appartenenza etnica, ma anche per i suoi desideri e sogni: appassionato di musica metal, ateo, crede nella possibilità di un mondo in cui le persone siano veramente uguali e la religione non sia motivo di discriminazioni e persecuzioni. Fuggito a New York durante il regime di Gheddafi, Ausman torna in Libia quando scoppia la rivoluzione, credendo che finalmente anche per il suo Paese sia arrivata l’occasione di una trasformazione reale. Ma le sue speranze vengono disilluse: la violenza, il fondamentalismo religioso, le divisioni sono sempre le stesse, addirittura la situazione sembra peggiorata. Diviso tra l’amore per la sua terra e il suo popolo e il desiderio di vivere in pace, in una società che accetti chi è, garantisca i suoi diritti e in cui non rischi la vita ogni giorno, Ausman deve decidere se rimanere in Libia o trasferirsi come rifugiato politico in Finlandia.
Antonio Martino segue Ausman nella sua vita quotidiana in Libia, tra gli incontri con gli amici, le discussioni sulla religione con il vecchio professore dell’università, il ricordo dei combattimenti durante la rivoluzione, ma senza far percepire la presenza della camera, che sembra diventare quasi una sua confidente e compagna. La rabbia e il dolore del protagonista traspaiono dalla sua voce fuori campo che racconta l’infanzia e l’adolescenza sotto Gheddafi, il viaggio prima in Marocco e poi a New York e la scoperta di una società diversa, più tollerante.
In un festival in cui i temi della migrazione e dell’identità sembrano essere al centro, The black sheep racconta il desiderio di essere se stessi, ma anche i sacrifici e il dolore che questa scelta può comportare in situazioni in cui la violenza e l’oppressione sono la realtà quotidiana.

WALLS
(No Borders)

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Regia: Pablo Iraburu, Migueltxo Molina; Origine: Spagna; Anno: 2015; Durata: 82’

Tre confini, tre muri: tra USA e Messico, Zimbabwe e Sud Africa, Marocco e Spagna. Da una parte e dall’altra di ciascun muro, le storie di persone le cui vite sono legate a quel confine, che sia per il sogno e la necessità di superarlo o per il compito di impedirne l’attraversamento. Iraburu e Molina mostrano solo tre delle ormai innumerevoli barriere costruite per bloccare il passaggio da un paese (spesso più benestante) a un altro (in cui la miseria o i conflitti non permettono una vita decente). Le storie raccontate si alternano rapidamente, non lasciando spazio all’approfondimento, ma dando solo un’idea, veloce eppure incisiva, delle situazioni dei protagonisti: la coppia di coniugi messicani che valica il muro con gli Stati Uniti per raggiungere i figli; il militare statunitense in pensione che prepara taniche d’acqua potabile da lasciare nel deserto perché gli immigrati possano dissetarsi; la guardia che controlla il confine tra Spagna e Marocco; il gruppo di migranti che tenta di superare il fiume che separa lo Zimbabwe dal Sudafrica; e altre ancora. Nonostante la scelta di narrare tante storie senza approfondirle sia causa di una certa confusione, il messaggio finale del documentario è chiaro: non importa quanto siano alti e fortificati i muri che si costruiscono, le persone continueranno a trovare il modo per scavalcarli.

 

THE MUSIC OF STRANGERS: YO-YO MA AND THE SILK ROAD ENSEMBLE
(Biografilm Music)

The Silk Road Ensemble performs at the Mondavi Center at the University of California, Davis on April 8, 2011. (Photo by Max Whittaker)

Regia: Morgan Neville; Origine: USA; Anno: 2015; Durata: 96’

Accolto con grande entusiasmo al Festival di Toronto e alla Berlinale, The music of strangers racconta la storia del Silk Road ensemble, progetto avviato dal violoncellista Yo-Yo Ma che riunisce musicisti provenienti da tutto il mondo che mescolano le tradizioni musicali dei loro paesi d’origine per riscoprire il potere universale della musica. Focalizzandosi su alcuni dei componenti – oltre a Yo-Yo Ma, la suonatrice di pipa Wu Man, la galiziana Cristina Pato, artista della gaita, il clarinettista siriano Kinan Azmeh e Kayhan Kalhor, suonatore di kemence –, il film mostra come questo progetto abbia influenzato le loro vite, permettendogli spesso di dare un senso al loro lavoro come musicisti e portandoli a riavvicinarsi alle tradizioni da cui provengono, oltre ad aiutare a far meglio conoscere la loro musica nel mondo. Interviste e riprese di esibizioni recenti si alternano a filmati del passato (l’ensemble è stato fondato nel 2000), mettendo in luce le vicende personali degli artisti (Kayhan Kalhor ha dovuto lasciare l’Iran, mentre Kinan Azmeh guarda con sempre maggiore preoccupazione e dolore alla situazione della Siria), il loro impegno per superare il clima post 11 settembre attraverso la musica e l’incontro tra culture diverse.

 

About Alessandra Pirisi

Tra i fondatori di Cinemagazzino, ne è stata redattrice e collaboratrice fino al dicembre 2018. Laureata all’Università di Bologna in Lettere moderne. I suoi interessi vertono su letteratura (suo primo amore), teatro, danza, cinema, musica e Bruce Springsteen. Si interessa – molto – a serie tv, in particolar modo poliziesche. Ha un'ossessione totalizzante per il cinema indiano.

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