SPECIALE WES ANDERSON – MOONRISE KINGDOM

wes copertina

copia di moonrise-kingdom-poster-Regia: Wes Anderson
Anno: 2012
Origine: USA
Durata: 94′

 

 

 

Assistendo alla prima scena di Moonrise Kingdom lo spettatore viene subito immerso in un universo a sé, sospeso tra fantasia e realtà.
Il luogo dove Suzy, adolescente enigmatica amante della lettura, vive con la sua famiglia, ha le sembianze di una casa delle bambole, essenziale, spoglia e ordinata. In un travelling che mostra le stanze di questa casa soffermandosi su di esse, intravediamo proprio una vera casa delle bambole, pressoché identica a casa Bishop. Questo piccolo particolare, quasi impercettibile, introduce lo spettatore in una storia dove la relazione fra gioco, avventura e voglia di crescere è cardine della trama.
Sam, amico di penna di Suzy, si trova in un campo scout che ha invece le sembianze di un vero e proprio centro militare. A sottolineare questo concetto è proprio la musica che accompagna le azioni dei giovani ragazzi: una composizione musicale tipica dell’immaginario militare che scandisce gli ordini del capo scout e i compiti che i ragazzi devono svolgere quotidianamente.
Assistendo alla presentazione dei due personaggi si percepisce da subito l’attenzione data ai due adolescenti anticonformisti che decidono di scappare insieme alla ricerca di un posto che li possa ospitare in armonia e senza giudizio alcuno. Il punto di vista sostenuto dalla narrazione è essezialmente il loro e questo permette al regista di trattare temi di particolare impegno come fossero all’ordine del giorno ed elementi della vita quotidiana come fossero di importanza vitale.

Questa “fuga d’amore” è ambientata nel 1965: Sam e Susy decidono di scappare insieme dopo essersi conosciuti a una recita sul diluvio universale (lo spettatore ne viene a conoscenza attraverso un flashback). Tale fuga, contrastata dai genitori di Susy (interpretati da Bill Murray e Frances McDormand), dal poliziotto dell’isola Sharp (Bruce Willis) e il hugegruppo di giovani scout capeggiato dalla loro guida Ward (Edward Norton), li porta a conquistare il canale di mare del Miglio 3.25.
L’isola di New Penzance in cui è ambientata la storia (un’isola fittizia del New England) è di centrale importanza nella narrazione. I contatti con il mondo esterno sono rari e al bisogno dello spettatore di seguire gli spostamenti dei ragazzi, questi, come anche le comunicazioni telegrafiche fra campi scout dislocati, sono segnalati attraverso la tecnica della stop motion che delinea i percorsi sulla cartina geografica. Elemento particolare e funzionale al racconto, nonché alla presentazione dell’isola, è il narratore (interpretato da Bob Balaban) che all’inizio del film spiega la natura hr_moonrise_kingdom_19del luogo rivolgendosi direttamente allo spettatore. Questo personaggio, parlando sia in tempi passati che fututri, dimostra di conoscere la storia, conferendosi un’aria misteriosa, atemporale ed extradiegetica, ma entra nella diegesi relazionandosi con i personaggi attraverso il fuori campo della sua voce, permettendo alla famiglia Bishop e al comandante della polizia di ritrovare la coppia fuggita.
A proposito dei personaggi, come accade per numerose personalità del cinema di Wes Anderson, il loro abbigliamento tende a connotarli assegnandogli delle sembianze caricaturali. Nel caso di Moonrise Kingdom è comunque interessante sottolineare l’assenza di un trucco divistico che copra i difetti degli attori: le scenografie particolarmente ordinate e curate sono esattamente in contrapposizione con i personaggi, sopratutto adulti, che le abitano.

Dal momento in cui i ragazzi scappano dai loro tutori, per Sam, orfano che la famiglia ospitante non vuole più prendersi a carico, compare la minaccia del rifugio giovanile proposto da Servizi Sociali (così è denominato il personaggio interpretato da Tilda Swinton). Le conversazioni di Sevizi Sociali con Sharp e il caposcout Ward avvengono attraverso split-screen, tecnica della divisione dello schermo, che caratterizza anche le altre conversazioni telefoniche all’interno della pellicola mantenendo particolare attenzione alla specularità dell’immagine.
moonrise_kingdom_by_jcapela-d599cwl.png Se la maggior parte delle immagini ha una composizione di tipo speculare e consiste in inquadrature fisse e stabili, nella scena in cui Sam, dopo essersi informalmente sposato con Suzy, deve recuperare il binocolo da lei dimenticato, alle inquadrature precedentemente descritte se ne sostituiscono alcuneimages realizzate con macchina a mano, con movimenti a seguire Sam che cerca di scappare da un gruppo di scout rivale che ha scoperto la presenza dei giovani fuggivi. Il binocolo di cui si è parlato, attraverso il quale vengono riportate nel film numerose soggettive, è il potere magico che si attribuisce la giovane Suzy, appassionata di libri che narrano storie di magia. La loro presenza nel campo scout, al cui comando troviamo Harvey Keitel, viene scoperta dal ragazzo ricoverato in infermeria a causa di uno scontro con Suzy: il dialogo precedente la rissa dello stesso con Sam è accompagnato dal tipico “bip” delle macchine ospedaliere che segnalano i battiti. In questo caso, inizialmente i “bip” sono distaccati fra loro e, man mano che i due conversano, si fanno sempre più ravvicinati, fino a sentire un bip continuo che trasforma il loro scontro da verbale a fisico.

Il diluvio che si abbatte sull’isola, introdotto ancora una voltra dal narratore, blocca questa seconda fuga dei due ragazzi. Vista la pioggia che colpisce il posto, Suzy e Sam si rifugiano nella chiesa. Il luogo sacro viene accostato esplicitamente all’arca di Noè attraverso uno zoom out che vede inizialmente i due protagonisti in piano medio guardare attraverso il binocolo e si conclude mostrando una vetrata dall’interno della chiesa raffigurante appunto l’arca del diluvio universale. Quando i ragazzi all’interno della chiesa vengono scoperti, cercano di scappare lanciandosi dal campanile ma vengono convinti a rientrare dal comandante Sharp, che si propone di adottare il giovane Sam: le immagini tinte di blu sottolineano il senso angoscioso della scena, in contrapposizione con i colori caldi dominanti nel resto della pellicola.

Il finale del film riprende l’inizio: siamo ancora nella casa di Suzy, insieme alla sua famiglia. Il brano riprodotto dal giradischi di uno dei fratelli della ragazza è un’opera di Benjamin Britten, Friday Afternoon Op. 7 Cucckoo, che mostra come si compone un’orchestra e le funzioni dei diversi strumenti. Esso, come usuale negli altri film di Anderson, è utilizzato con la funzione di sound bridge ma è interessante notare come al suo interno vengano proposti anche suoni diegetici in perfetta sincronia. Perfetta sincronia presente in tutto il film.

 

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About Giulia Scalfi

Dopo la laurea triennale DAMS con la tesi Da Caramel a E ora dove andiamo?: Il Cinema di Nadine Labaki, consegue la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale discutendo la tesi Evoluzione del montaggio e del sonoro nella saga di James Bond. Il particolare interesse per il linguaggio cinematografico la porta a concentrasi maggiormente sulla struttura dei film e sulle scelte stilistiche. E' stata conquistata dal cinema grazie a film come Effetto Notte, Frankenstein Junior e Chicago. Non può negare la profonda stima nei confronti di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nonostante provi una profonda ammirazione per le cineaste di ieri e di oggi.

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