RIDLEY SCOTT, DALLA TELEVISIONE AL CINEMA FRA SUCCESSI E INSUCCESSI

Dopo sette anni dedicati allo studio della pittura, Ridley Scott – regista oggi acclamato da alcuni come “visionario” e criticato da altri come autore che si preoccupa solo della forma – inizia a lavorare come scenografo per la BBC, accumulando esperienza nel settore televisivo e pubblicitario prima di dedicarsi al cinema. In questo periodo uno dei lavori più importanti di Ridley Scott è il lancio pubblicitario di Macintosh, avvenuto durante il Super Bowl del 1984: lo spot utilizza la famosa opera di George Orwell 1984 per segnalare la rivoluzione che il nuovo sistema operativo può portare nel mondo.

Il regista non considera secondarie queste esperienze, e, anzi, introduce determinate tecniche televisive (oggi non più considerate negative) anche all’interno dei suoi prodotti cinematografici successivi, provocando le critiche di registi come John Carpenter, che lo accusa della morte del cinema classico.

Viste le precedenti esperienze, l’esordio alla regia cinematografica di Ridley Scott dimostra già una certa maturità e i primi film sono rivoluzionari al punto da rientrare di diritto nella storia del cinema.

Lo speciale di Cinemagazzino vuole proprio concentrarsi su questi primi film del cineasta: I Duellanti (1977), film storico in costume tratto dal romanzo di Joseph Conrad che mostra una particolare attenzione per l’apparato luministico; il rivoluzionario Alien (1979) che stravolge il genere fantascientifico contaminandolo con tecniche narrative tipiche dell’horror; Blade Runner (1982), film capostipite della fantascienza degli anni Novanta e del cyberpunk che sovverte i canoni estetici e tematici del genere.

Nel 1984 Ridley, insieme al fratello, anch’egli regista, Tony Scott, fonda la sua casa di produzione, la Scott Free Production, che si occupa della realizzazione dei lungometraggi dei due fratelli, di altri registi e di alcune serie televisive fra cui i recenti Numb3rs e The Good Wife.

Il quarto film di Scott, Legend (1985) non raggiunge un buon successo al botteghino nonostante la presenza di un emergente Tom Cruise. I successi Chi protegge il testimone (1987) e Black Rain (1989) appartengono al genere thriller/poliziesco con atmosfere realistiche ma, a causa di alcuni limiti, non riescono ad imporsi nel panorama cinematografico.

A riportare il regista alla ribalta è Thelma & Louise (1991), road movie al femminile con protagoniste Geena Davis e Susan Sarandon e la presenza nel cast di un giovane Brad Pitt. Con il viaggio attraverso alcuni dei luoghi più iconici degli Stati Uniti, il film sottolinea un pessimismo esistenziale con sviluppi politici meno evidenti negli altri film. L’anno successivo dirige una delle più importanti produzioni indipendenti dell’epoca, 1942: la conquista del paradiso, realizzato in occasione dell’anniversario della scoperta dell’America.

Alla fine degli anni Novanta Ridley Scott realizza Soldato Jane (1997), ma è il film successivo Il Gladiatore (2000), ambientato nell’antica Roma, che gli regala un enorme successo. Caratterizzato da un forte impatto visivo e da numerose imprecisioni storiche, il film vede la prima collaborazione di Scott con il carismatico Russell Crowe.

I successivi Black Hawk Down (2001) e Le Crociate (2005) sono progetti ambiziosi ma che non raggiungo un grande successo di pubblico, mentre il sequel de Il silenzio degli innocenti (Jonathan Demme, 1991), Hannibal (2001) non viene ben accolto dalla critica nonostante le interpretazioni di Anthony Hopkins e Julianne Moore. Nel 2003 dirige Nicholas Cage ne Il genio della truffa, commedia drammatica tratta dal libro di Eric Garcia, mentre nel 2006 torna a lavorare con Crowe per Un’ottima annata, commedia romantica.

Nel 2007 Crowe e Danzel Washington sono protagonisti di American Gangster, film sul commercio della droga negli anni Settanta, caratterizzato da veloci movimenti di macchina nelle scene d’azione e da un montaggio destrutturato. Nessuna verità (2008) narra una storia di spionaggio mediorientale che questa volta vede protagonisti Crowe e Leonardo Di Caprio. Ultimo film del regista in cui appare come protagonista Russel Crowe è Robin Hood (2010) che presenta una nuova immagine del fuorilegge inglese mettendo in scena battaglie e scontri adrenalinici.

Nel 2012 Scott “torna alle origini” proponendo il film di fantascienza Prometheus che si rivela il prequel di Alien da cui riprende numerose caratteristiche: il lungometraggio ha un finale aperto e pare che il seguito di Prometheus sia oggi in pre-produzione.

Primo film realizzato dopo il suicidio del fratello Tony è invece The Counselor (2013), tratto dal romanzo di Cormac McCarthy e sceneggiato dallo stesso autore, che vede nel cast Michael Fassbender, Brad Pitt, Cameron Diaz, Penelope Cruz e Javier Bardem.

L’ultimo lavoro di Ridley Scott, Exodus – Dei e Re (2014), è ora nelle sale cinematografiche e ha come protagonista Christian Bale nei panni del profeta Mosè, incaricato di salvare il popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto.

Nel corso degli anni Scott ha esplorato diversi generi cinematografici concentrandosi a livello tematico sulle condizioni estreme a cui il fisico degli uomini può essere sottoposto e a livello tecnico sulle sfide tecnologiche e l’attenzione per l’apparato visivo. Questi elementi però non sempre sono riusciti a rendere giustizia ai lungometraggi che spesso sono apparsi superficiali dal punto di vista dei contenuti, con il risultato di compromettere la riuscita dell’intero film.

About Giulia Scalfi

Dopo la laurea triennale DAMS con la tesi Da Caramel a E ora dove andiamo?: Il Cinema di Nadine Labaki, consegue la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale discutendo la tesi Evoluzione del montaggio e del sonoro nella saga di James Bond. Il particolare interesse per il linguaggio cinematografico la porta a concentrasi maggiormente sulla struttura dei film e sulle scelte stilistiche. E' stata conquistata dal cinema grazie a film come Effetto Notte, Frankenstein Junior e Chicago. Non può negare la profonda stima nei confronti di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nonostante provi una profonda ammirazione per le cineaste di ieri e di oggi.

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