TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI

Titolo: Tre manifesti a Ebbing, Missouri; Titolo originale: Three billboards outside Ebbing, Missouri; Regia: Martin McDonagh; Interpreti: Frances McDormand, Sam Rockwell, Woody Harrelson; Origine: USA, Regno Unito; Anno: 2017; Durata: 115’

Mildred Hayes vuole giustizia per la figlia, violentata e bruciata viva da un assassino che dopo un anno dal tragico evento non è stato ancora identificato. Per smuovere le acque affitta tre cartelloni pubblicitari sui quali fa affiggere altrettante frasi dirette al locale sceriffo. Sarà l’avvio di una serie di eventi dall’esito imprevedibile.

Martin McDonagh, commediografo e regista britannico di origine irlandese, ha preso avvio per la storia narrata in Tre manifesti a Ebbing, Missouri da quanto da lui stesso visto circa 20 anni prima nel Sud degli Stati Uniti: un autobus sulla cui fiancata vi erano delle scritte molto simili a quelle del film, un’immagine che gli rimase impressa, “quasi una fotografia del dolore”, come da lui stesso dichiarato. Otto-dieci anni fa ha iniziato a pensare ad una vera e propria storia; riflettendo su chi potesse aver ideato quei manifesti, gli si è prospettato il personaggio di una madre, sola, arrabbiata, che lotta in totale isolamento, e la storia si è praticamente scritta da sé.

Il film, girato in soli 33 giorni, è un mix di generi: noir, poliziesco, black-comedy e western. In molte sequenze, infatti, si ha la sensazione che Mildred sia una giustiziera dei tempi dei pionieri; d’altronde la stessa Frances McDormand ha ammesso che per la camminata si è ispirata a John Wayne. Inoltre l’opera si avvale di dialoghi molto efficaci, frutto dell’abilità di scrittura di McDonagh, e di una buona dose di humour (nero) che, come il regista sostiene, aiuta a sopravvivere.

Il regista è rimasto fedele alla sceneggiatura, non alle note di produzione, realizzando un film non hollywoodiano, grazie al fatto che la Fox gli ha praticamente dato carta bianca, ottima mossa a giudicare dal fatto che Tre manifesti ad Ebbing, Missouri ha già vinto 4 Golden Globe (film, attrice, attore, sceneggiatura), svariati Bafta ed è particolarmente favorito per la vincita dell’Oscar.

La parte di Mildred Hayes è stata scritta pensando a Frances McDormand che impersona esattamente tutto quello che il personaggio di Mildred è per il regista: integrità, rabbia, durezza, umorismo, una donna determinata che non indietreggia dinanzi a niente perché non ha più niente da perdere, con sottili note di dolcezza che inaspettatamente irrompono, come nella sequenza del cerbiatto. Bravissima come poche, coinvolge, emoziona, empatizza con lo spettatore, fornendo la sua migliore interpretazione, degna di un Oscar.

tre manifesti

Sam Rockwell, che interpreta l’agente Jason Dixon, è una delle sorprese del film: fornisce l’efficacissima interpretazione di un agente di polizia razzista e mammone, in cerca di riscatto e di un’identità. Woody Harrelson interpreta invece lo sceriffo Willoughby, al quale le frasi di Mildred sono dirette, anch’egli chiuso nel cerchio della violenza, come la sua stessa fine suggerisce, costretto a barcamenarsi tra razzismo ed omofobia, tanto da affermare: “Se mi libero di tutti i poliziotti razzisti me ne restano 3 e tutti e 3 odierebbero i froci”.

Tra razzismo, chiusura, violenza e solitudine, i personaggi del microcosmo di una piccola cittadina del Sud, dove tutti conoscono tutti sin da piccoli e in cui sono comunque molto presenti silenzio ed emarginazione, sono specchio della società americana, una società che presenta i conti e che sembra chiedere dove sia andato a finire il tanto invocato american dream. I manifesti rappresentano altrettante domande urgenti e pressanti sulle promesse del sogno americano, deluse ed infrante. Risolvere questa impasse è possibile solo uscendo dalla chiusura di un mondo troppo piccolo e misero: chissà, forse c’è ancora un luogo dove esiste la speranza di essere se stessi.

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *