Un film, una scena – NOTORIOUS

Titolo: Notorious – L’amante perduta; Titolo originale: Notorious; Regia: Alfred Hitchcock; Interpreti: Ingrid Bergman, Cary Grant, Claude Rains, Leopoldine Kostantin; Origine: Usa; Anno: 1946; Durata: 100’

Helena e Devlin sono spie dei servizi segreti americani, incaricati di controllare un gruppo di nazisti ancora attivi a Rio de Janeiro. Tra intrighi, amori e colpi di scena si compie il destino di ciascun personaggio.

Notorious è uno dei film migliori di Alfred Hitchcock, la sua quintessenza, come sosteneva François Truffaut, grande successo di botteghino e di critica. L’idea di fondere spy story e love story, permeando il tutto da una diffusa ambiguità (quella delle spie, ma anche quella delle relazioni amorose che tanto faticano a dichiararsi), è semplicemente geniale e vincente.

Il film è pieno di sequenze da antologia, come quella del bacio, ma ce n’è una che, tutt’ora, sebbene abbia visto il film milioni di volte con sempre immutato piacere, riesce a tenermi sul filo del rasoio, pur sapendo tutto della storia, dell’evoluzione della sequenza, di come andrà e cosa succederà. Immancabilmente si rinnova la suspense  della prima visione, rivelando in questo, a mio avviso, tutta la grandezza del Maestro.

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Mi riferisco alla sequenza della sottrazione della chiave della cantina.

La situazione è preparata già nelle scene precedenti: di chiavi si parla quando la coppia neo-sposa (Helena e Alessio) torna dalla luna di miele ed Helena chiede le chiavi che ha Madame Anna Sebastian, madre di Alessio, per aprire alcuni guardaroba. Già da questo momento Hitchcock inizia a riprendere in primo piano le chiavi, ad eccezione di quella della cantina che sappiamo detenuta esclusivamente da Alessio.
Nel successivo colloquio con Devlin, questi ordina quindi ad Helena di appropriarsi proprio di questa chiave, “trovasse lei il modo”, giacché si capisce che è lì che succede qualcosa di interessante.

Ed eccoci alla sequenza prescelta. Primo piano della casa in esterno cui segue una ripresa all’interno della camera da letto della coppia intenta a prepararsi per il ballo che si terrà da loro quella sera. Helena sa che quello è il momento, non può rimandare oltre: deve prendere la chiave.
Le riprese successive si alternano sui tre protagonisti di questo momento della storia: Helena, Alessio e la chiave Unica della cantina.
Si inizia da Helena che indossa uno splendido abito nero con ampia scollatura sul dorso, opera della costumista Edith Head, completato da una cintura gioiello e orecchini pendenti di diamanti. Mentre Helena si avvicina alla chiave, Alessio parla dal bagno; di lui vediamo solo l’ombra. Seconda questa partitura tripartita la mdp riprende alternativamente Helena, Alessio (o meglio la sua ombra) e la chiave, con riprese a figura intera, a medio campo e primo piano del viso di Helena quando finalmente riesce a sottrarre la chiave, nascondendola poi in una mano.

Nel momento in cui Alessio esce dal bagno, continuando a parlare della sua gelosia, la tensione aumenta. Avvicinatosi ad Helena le prende le mani (che lei ha chiuse) e inizia a baciare la prima che, aprendosi, si rivela libera; quindi la chiave è nell’altra mano: come fare? Alessio bacerà anche quella e la scoprirà, con tutte le inevitabili conseguenze. Ecco che Helena, in un finto impeto di passione, abbraccia suo marito, per poi spostare la chiave nell’altra mano, farla cadere sul tappeto e spingerla con il piede sotto il mobile. La mdp riprende in successione le mani, il bacia mano, l’abbraccio, lo spostamento della chiave, il calcio con in primissimo piano il piede attraverso una serie di dettagli che sono il fulcro dell’azione, un’azione che si svolge ad insaputa di uno dei soggetti (Alessio) che parla di gelosia. Sotto l’apparenza, effettivamente il tradimento si sta attuando, sebbene non sul piano amoroso, almeno per ora.

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La sequenza, che ha una durata totale di circa 2 minuti con 25 stacchi di macchina, viene accompagnata dalla musica extradiegetica del tema principale del ballo in chiave distorta, creando un effetto di sospensione: è il lato scuro delle cose che viene raccontato. Inoltre il b/n conferisce un fascino particolare, rendendo ancora più efficace il gioco di luci/ombre metaforico di tutta la storia.

La grandiosità di questa sequenza in particolare risiede nella suspense che Hitchcock riesce a creare, costruendo delle situazioni limite che si risolvono inaspettatamente sul filo del rasoio, creando una empatica complicità con lo spettatore, il quale sa cosa succede realmente (conosce l’inganno che si sta perpetrando), ma non sa come Helena riuscirà a risolvere in un attimo ciò che potrebbe essere per lei definitivo.

Tutto si conclude infine con un piano totale della sala; partendo da un’altissima gru la mdp effettua una carrellata del salone della festa per scendere e concludere sul particolare della mano di Helena che stringe ancora la chiave.

Il resto è mito.

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About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Da settembre 2015 cura e conduce una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.