Riepilogo luglio 2025: The End / Shayda / Io sono ancora qui / Casa in fiamme / Il mio giardino persiano

THE END

Regia: Joshua Oppenheimer; Interpreti: Tilda Swinton, Michael Shannon, George McCay; Origine: Danimarca, Regno Unito; Anno: 2024; Durata:2h 29m

#TheEnd del regista e sceneggiatore statunitense, con cittadinanza britannica, #JoshuaOppenheimer, qui al suo lungometraggio di esordio concepito durante la pandemia da Covid, dopo due documentari dirompenti, narra una storia ambientata in un #futuro#distopico in forma di #musical; abbinamento azzardato, sebbene ultimamente parecchio praticato (cfr. #JokerFolieaDeux, #EmiliaPerez e #L‘amorechenonmuore, sebbene questi ultimi due non ancorati alla proiezione nel futuro). Una famiglia colta e benestante composta da padre #MichaelShannon, madre #TildaSwinton (sempre perfetta), figlio #GeorgeMcKay ( notevole giovane attore britannico da tenere d’occhio), comprensiva di maggiordomo #TimMcInnerny, medico #LennieJames e governante #BronaghGallagher, vive da oltre 20 anni in un bunker sotterraneo (siamo nella vera miniera di sale di Petralia Soprana in Sicilia, scenario futuristico pazzesco!) per sfuggire al disastro ambientale della Terra. L’equilibrio che si cerca di mantenere viene incrinato dall’arrivo di una ragazza, non a caso di colore #MosesIngram, che metterà in crisi la famiglia, portandola ad un nuovo livello. Un po’ #TriangleofSadness per la satira sociale, un po’ #IFiglidegliUomini per l’ossessione per l’arte come racconto di un umano scomparso (tenete d’occhio le opere pittoriche alle pareti in costante mutazione), un po’ #Home di #UrsulaMeyer (efficacissimo!) per la riflessione sulla istituzione/prigione famiglia, un po’ #LaLaLand per le parti cantate/danzate (sic!), #TheEnd, pur con vari limiti, primo fra tutti l’eccessiva durata, ha comunque il pregio di riuscire ad immergerti in un luogo temporalmente fermo e claustrofobico, quasi in una dimensione da #teatro dell’#assurdo, non così lontano da ciò che succede ora: viviamo e ci comportiamo come se fuori dalle nostre case, sempre più bunker, non ci fosse già la fine del mondo. Impegnativo!

SHAYDA

Regia: Noora Niasari; Interpreti: Zar Amhir Ebrahimi; Selina Adienma; Origine: Australia; Anno:2023; Durata: 1h 57m

#Shayda opera di esordio del 2023 della regista iraniana-australiana #NooraNiasari, prodotta da #CateBlanchett, premiata al #SundanceFilmFestival e patrocinata da #AmnestyInternationalItalia, è una #storia fortemente #autobiografica, nonché un omaggio che la regista ha voluto rendere alla forza di sua madre. Shayda, interpretata dall’attrice iraniana #ZarAmhirEbrahimi (lei stessa rifugiata in Francia per sfuggire al regime iraniano), è in Australia ospite di una casa rifugio per donne maltrattate insieme alla figlia Mona #SelinaAdienma. Deve infatti proteggersi dal marito Hossein #OsamahSani, abusante e ligio alle linee guida del regime, con il quale dall’Iran si è trasferita in Australia per permettergli di completare gli studi e dal quale sta cercando di divorziare. Tra ansie, paure, ma anche speranze e spinte vitali, Shayda cerca e intraprende con Mona il suo nuovo inizio, simboleggiato dal #Nowruz, periodo dell’anno persiano che coincide con l’inizio della primavera e con il nuovo anno. Il conflitto interiore e la difficoltà non riguardano solo il cessare una relazione violenta, tutelando una bambina, ma anche lo #staccarsi dal proprio Paese (una struggente canzone atto di amore dedicata a Teheran lo evidenzia), la cui millenaria cultura Shayda cerca di mantenere e tramandare a sua figlia con usi, sapori, tradizioni, danze. La regista ha scelto un formato di pellicola più ristretto, che meglio esprime il senso di soffocamento della situazione vissuta di semi reclusione, prediligendo toni cupi che si alternano a colori e luci simboli del nuovo che si affaccia. Un intenso ritratto di donna che lotta pur tra mille legittime paure e di amore filiale tra una #madre#coraggio e sua figlia.

IO SONO ANCORA QUI

Titolo originale: Ainda estou aqui; Regia:Walter Selles; Interpreti: Fernanda Torres, Selton Mello; Origine:Brasile; Anno:2024; Durata: 1h 15m;

#IoSonoAncoraQui (t.o. Ainda estou aqui), premio #Oscar come miglior #film#straniero, del regista brasiliano #WalterSalles è tratto dall’omonimo libro di #memorie di #MarceloRubensPaiva, amico fraterno del regista e figlio di #RubensPaiva, architetto ed ex deputato brasiliano #desaparecido durante la #dittatura#militare brasiliana durata dal 1964 agli anni 80. In particolare il racconto si focalizza sulla moglie di Rubens, Eunice Faciolla, interpretata dalla straordinaria #FernandaTorres che per questo ruolo ha vinto un #GoldenGlobe (prima attrice brasiliana) ed è stata candidata all’Oscar, la quale impegnerà tutta la sua vita per far emergere la verità sul marito, interpretato da #SeltonMello. Il film si divide in tre #blocchi#narrativi: anni 70 dove il ritratto di una famiglia felice e perfetta, con una bellissima casa vicina al mare di Copacabana a Rio de Janeiro, piena di vita e di gente, di feste e di allegria si contrappone alla fase dell’arresto di Rubens, che non tornerà più. C’è una sequenza che segna il passaggio irreversibile tra due fasi, quasi due vite: le tende della casa che vengono chiuse dai militari. Eunice si trova ad affrontare qualcosa più grande di lei, ma lo fa con una grinta calma e composta indice di un animo determinato e profondamente dignitoso. Il secondo blocco temporale è successivo di 25 anni (siamo nel 1996) e mostra Eunice nella casa di San Paolo dove la famiglia si è trasferita, #attivista per i diritti dei popoli indigeni e, finalmente, vittoriosa: riceve il certificato di morte del marito. Il terzo blocco (siamo nel 2014) ritrae Eunice circondata da tutta la sua famiglia, ormai 90enne malata di Alzheimer. Nella foto di famiglia, tuttavia, accenna un sorriso, sua arma di #lotta e di #resistenza#attiva che ha segnato tutta la sua vita. #IoSonoAncoraQui è un film molto #emozionante: per il ritratto di Eunice, una donna che difficilmente dimenticheremo, ma anche perché è un fllm sulla #nostalgia, la c.d. ‘saudade’ traboccante dai filmini super 8 che riprendono la vita felice della famiglia prima della tragedia. Un sentimento, quello della nostalgia, che ciascuna di noi prova, andando indietro con i ricordi, a quel tempo in cui eravamo felici e non sapevamo di esserlo. Da vedere!

CASA IN FIAMME

Titolo originale:Casa en flames; Regia: Dani de la Orden; Interpreti:Emma Vilarasau, Enric Auquer, Macarena Garcia; Origine: Spagna; Anno: 2024; Durata: 1h 50m

#CasaInFiamme (t.o.Casa en flames) del regista catalano #DanidelaOrden, presentato in anteprima allo scorso #Bifest, è il #ritratto di una #famiglia#borghese#disfunzionale. Il perno di tutta la struttura è Montse #EmmaVilarasau (perfetta nel ruolo), madre e moglie divorziata, che organizza un week-end nella sua villa sulla Costa Brava per riunire la sua famiglia: il figlio David #EnricAuquer un artista mediocre, narcisista, maschilista con la fidanzata di turno Marta #MacarenaGarcia e la figlia Julia #MariaRodriguezSoto con marito e due bambine che lei poco sopporta. Inaspettatamente arriva anche l’ex marito di Montse, nonché padre di David e Julia, Carlos #AlbertoSanJuan con nuova compagna al seguito Blanca #ClaraSegura, sua ex terapeuta, che proporrà a tutti un esercizio di #terapia#Gestalt: immaginare di trovarsi in un luogo, circondato dalle fiamme e scegliere chi ci salverà. È questa la chiave di volta della trama narrativa delle #relazioni che si intrecciano nella #famiglia, tra #recriminazioni, #ricatti#emotivi, sensi di colpa e manovre al limite del subdolo con la suprema regia di Montse, manipolatrice spietata. Si mettono così in luce i #meccanismi familiari, borghesi e ipocriti, perfettamente resi anche grazie alla fitta ed efficace sceneggiatura di #EduardSola (vincitore del #Premio#Goya). #Casainfiamme non è certo il primo fllm ad affrontare tali tematiche, ma riesce, tra #drama e #comedy dalla risata #amara, a centrare l’obiettivo, anche grazie ad un cast affiatato e ad un ritmo narrativo sostenuto. Spietata ed incisiva critica sociale.

IL MIO GIARDINO PERSIANO

Titolo originale: Keik-e mahbub-e; Regia:Maryam Moghaddam, Behtash Sanaeeha; Interpreti: Lily Farhadpour, Ismail Mehrabi; Origine: Iran; Anno: 2024; Durata:1h 36m

#IlMioGiardinoPersiano (t.o. Keik-e mahbub-e man trad. La mia torta preferita) della regista iraniana #MaryamMoghaddam e del regista iraniano #BehtashSanaeeha, entrambi anche autori della sceneggiatura, è un piccolo #gioiello#rivoluzionario. Mahin #LilyFarhadpour (molto brava) ha 70 anni e vive sola a Teheran; dopo 30 anni di vedovanza decide di riaprirsi alla vita. Incontra per caso (ma, come scrive Jung, ‘nessuna coincidenza è casuale’) Faramarz #IsmailMehrabi, un tassista suo coetaneo che subito invita a casa sua. Inizia così una serata/notte indimenticabile per entrambi, con finale a sorpresa. In un mondo ancora fortemente patriarcale, dove il #corpo#femminile è esaltato come erotico o riproduttivo, e quindi in entrambi i casi giovane, realizzare un film con protagonista una donna di 70 anni è un atto #rivoluzionario. L’#ageismo è una delle #violenze di #genere più radicate contro le donne. Il personaggio di Mahin dispiega il suo fascino caratteriale e la sua bellezza, anche fisica, che non viene dai canoni codificati dallo #sguardo#maschile, ma dalla sua essenza, energia, vitalità, dolcezza che la sensibilità di Faramarz coglierà. Rivoluzionario è mostrare l’innamoramento e l’intesa tra due 70enni. RIvoluzionario, ancora, nel #regime#iraniano attuale, dove anche non coprire totalmente i capelli con la hijab può determinare l’arresto da parte della polizia morale (come la sequenza nel parco ci mostra e la tragica vicenda di #MashaAmini ci conferma) è rappresentare una donna anziana che prende l’iniziativa ed invita un uomo a casa sua. Poetico, delicato, ironico (vedi il dialogo di Mahin con le sue amiche coetanee), a tratti anche divertente; #metaforico#messaggio contro il regime al grido sussurrato di: vogliamo amare, vogliamo vivere! Il fermo immagine finale sembra dirci però che il tempo per la #libertà è ancora lontano, per le generazioni più grandi forse perso per sempre. Non è un caso che la regista ed il regista non abbiano ottenuto il visto per essere alla presentazione del film al festival di Berlino dove era in concorso. #IlMioGiardinoPersiano è stato programmato lo scorso inverno, ma è recuperabile nella programmazione delle arene estive. Consigliato!

Alessandra Quagliarella


About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.

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