RIEPILOGO GIUGNO 2025: Scomode verità / L’amore che non muore / Volvereis / Aragoste a Manhattan / Tre amiche

SCOMODE VERITA’

T.o. Hard Truths; Regia: Mike Leight; Interpreti: Marianne Jean Baptiste, David Webber, Michele Austin; Origine: Regno Unito; Anno: 2024; Durata:97 min.

#ScomodeVerità (t.o. Hard Truths, letteralmente dure verità) del regista e sceneggiatore ottantaduenne britannico #MikeLeigh ci offre l’ennesimo efficace #ritratto umano. A Londra, nel sobborgo di Harlesden, cuore della cultura afro-caraibica, vive Pansy #MarianneJeanBaptiste (molto brava, già protagonista in #SegretieBugie dello stesso autore), 50enne moglie del taciturno Curtley #DavidWebber e madre di Moses #TuwaineBarrett, ventenne caratteriale. Pansy si manifesta con un #comportamento#ossessivo/#compulsivo (fobia per gli agenti esterni, per gli animali, per i batteri) pulendo e igienizzando di continuo la sua casa asettica e senza vita, con una #aggressività verbale e relazionale senza pari (‘La gente che sorride sempre io non la sopporto’, dice) che la porta a litigare con tutti e con una #stanchezza cronica. Sarebbe quella che, ignorantemente, si potrebbe definire una ‘attaccabrighe’, a tratti non priva di sense of humor, se non fosse che tutti questi comportamenti sono #sintomi riconducibili ad un fortissimo #malessere#interiore che si chiama #depressione. Il contraltare di Pansy è sua sorella minore Chantelle #MicheleAustin (una sorta di Poppy #SallyHawkins del precedente #HappyGoLucky), parrucchiera, empatica, solare, single con due amabili figlie Kaila #AniNelson e Aisha #SophiaBrown. Chantelle cerca di sfondare il muro che Pansy ha alzato attorno a sé (‘Io non ti capisco, ma ti voglio bene lo stesso’, le dice). Il giorno della festa della mamma la convince ad accompagnarla al cimitero per salutare la loro madre defunta. Sarà per Pansy l’inizio di una #presa di #coscienza su una dura verità che il regista non ci svela (come pure nel finale che resta aperto), ma ci porta a intuire: il suo #annullamento per le “superiori esigenze della famiglia”: tante donne hanno sofferto in passato e tutt’ora soffrono di depressione proprio per questi motivi. La #regia di #MikeLeigh resta efficace nella sua #essenzialità, confermando (ove ce ne fosse bisogno) la sua bravura nel raccontare quelle piccole storie che ci rimangono impresse e che infine formano la multiforme e sempre uguale umanità, senza giudicare, ma con un afflato di umana comprensione. #ScomodeVerita‘ non è un film facile, ma è senz’altro da vedere.

L’AMORE CHE NON MUORE

Titolo originale: L’amour ouf; Interpreti: Malick Frika, Francois Civil, Mallory Waneke, Adele Exarchopoulos; Origine: Francia; Anno:2024; Durata:161 min

1522 #OutNow#LAmorechenonmuore (t.o. L’amour ouf, che si può tradurre con ‘l’amore folle’ là dove ‘ouf’ è la trasposizione di ‘fou’ come #L‘amourfou di #JacquesRivette) del regista francese #GillesLellouche, qui anche sceneggiatore unitamente ad #AudreyDiwan, è tratto dal romanzo #JackieLovesJohnserOK? dello scrittore irlandese #NevilleThompson. Normandia, #anni #80: Clotaire #MalickFrika#FrancoisCivil e Jackie #MalloryWaneque#AdeleExarchopoulos sono due adolescenti apparentemente molto diversi: lui irrequieto, sbandato, quello che si definirebbe un ragazzo difficile che fa a botte spesso e volentieri; lei più centrata e studiosa, ma anche orgogliosa e sottilmente inquieta, orfana di madre in giovanissima età. Per l’ineffabile principio per cui gli opposti si attraggono, si incontrano e si innamorano irrimediabilmente, come solo a quella età è possibile. Ma Clotaire è attratto in un brutto giro, resta invischiato in un omicidio e butta 12 anni della sua vita in carcere. All’uscita cerca vendetta, ma anche Jackie, grazie al cui pensiero ha resistito, che nel frattempo si è sposata. Diviso in due parti ideali, #LamourOuf, campione di incassi in Francia, convince decisamente nella prima parte là dove la descrizione della fase vitale dei protagonisti e del loro amore assoluto scorre nella narrazione ed è molto ben resa, grazie anche ad una #colonna#sonora anni 80 molto ben inserita che comprende #EyesWithoutaFace di #BillyIdol e #NothingComparesToYou nella versione cantata da #Prince (il ballo dei due lovers sulle note dei #Cure di #TheForest è particolarmente bello). Un po’ meno efficace la seconda parte, inutilmente allungata. Varie e molteplici le #ispirazioni: #Tarantino (per ammissione dello stesso regista), #LaLaLand (vedi scena del ballo), #GliAmantidelPontNeuf, #LaHaine per la suburba metropolitana, con qualche momento di #autenticità. Nel complesso un film #gradevole, anche grazie a #protagonisti credibili e #intensi. Una notazione: come si comunicava negli anni 80, #senza #smartphone?soprattutto se qualcuna/o ti piaceva? C’era spazio per l’#inventiva (la cassetta personalizzata con i pezzi registrati alla radio, lo squillo sul telefono fisso), per trovare il #coraggio di esporsi ad un #contatto #diretto, al parlarsi (o anche no) guardandosi negli occhi: il che rendeva il tutto più #romantico nel senso classico di sognante, trepidante, appassionato, che resta ancora (per quanto?) parte dell’umano. Forse ora c’è un ‘diversamente’ romantico modo di avvicinarsi.

VOLVEREIS

Regia: Jonas Trueba; Interpreti: Itsaso Arana, Vito Sanz, Fernando Trueba; Origine: Spagna; Anno: 2024; Durata: 1h 54m

#Volvereis (trad.Tornerete) del regista spagnolo #JonasTrueba è il #racconto, anche #metacinematografico, di una #separazione. Dopo 14 anni insieme Ale #ItsasoArana e Alex #VitoSanz decidono di separarsi (‘abbiamo deciso di separarci, ma stiamo bene’ ripetono a tutti), dando a tal fine una festa, seguendo la teoria del padre di Alex, Fernando #FernandoTrueba (famoso regista padre di Jonas) secondo il quale andrebbero celebrate le separazioni, anziché le unioni. Iniziano così i preparativi e gli inviti che portano i due protagonisti a confrontarsi con le loro decisioni (di separazione e di festeggiamento) tramite un #dialogo con gli altri, tra loro e interiore che svela contraddizioni ed incertezze. Parallelamente Ale, regista, è impegnata nel montaggio di un suo film, mentre Alex, attore, deve registrare un provino per una parte (#metacinema). In realtà tutto #Volvereis è impregnato di cinema, di continuo citato e omaggiato: #Bergman (le carte dei tarocchi con immagini dei suoi film: passato-memoria/ presente- orizzontale/ futuro-elevarsi), ed i riferimenti alla sua relazione con #LivUlmann, #Truffaut, il #cinema#hollywoodiano#classico citato in un libro del filosofo statunitense #StanleyCavell dal titolo #Allaricercadellafelicità, La commedia americana del rimatrimonio. Del resto lo stesso #Volvereis è una versione più alleggerita di #Scenedaunmatrimonio, una versione che corrisponde ai nostri tempi più liquidi, più elastici, più sciolti ove si consideri la maggiore conquistata #autodeterminazione della #donna: tra i due è Ale a cercare una nuova casa. Il finale resta aperto: la famosa festa celebra una separazione o una riunione? Anche perché, come scrive #SorenKierkegaard nel suo testo #LaRipetizione (ennesima citazione contenuta nel film): ‘ L’amore della ripetizione è in realtà l’unico amore felice. Perché non comporta, come l’amore del ricordo, l’inquietudine della speranza, né l’angosciosa fascinazione della scoperta, e nemmeno la tristezza malinconica del ricordo. La peculiarità dell’amore ripetizione è la beata sicurezza del momento’.

ARAGOSTE A MANHATTAN

T.o. La Cocina; Regia: Alonso Ruizpalacio; Interpreti: Raul Briones, Rooney Mara; Origine: Messico,Usa; Anno:2025; Durata: 2h 20m

#AragosteAManhattan (t.o. La Cocina, trad. La cucina) del regista messicano #AlonsoRuizpalacio è ispirato al lavoro teatrale #TheKitchen di #ArnoldWesker. Il regista racconta in b/n un #microcosmo, quello della cucina di un ristorante, The Grill, a Times Square, Manhattan, New York nello svolgimento di una ‘ordinaria’ #giornata di #lavoro, mentre sui dipendenti aleggia l’accusa di un ammanco di cassa pari ad 800 dollari. In uno #spazio labirintico, #claustrofobico e caotico, le esistenze di una varia umanità #multiculturale, in prevalenza composta da immigrati irregolari di origine messicana, si incontrano e scontrano. Su tutte emergono le storie di Pedro #RaulBriones cuoco messicano in attesa del permesso di soggiorno, inquieto, irascibile, provocatorio e logorroico e Julia #RooneyMara cameriera ai tavoli, alle prese con una gravidanza indesiderata, esempio di #resilienza#femminile. Questo quadro narrativo è occasione per trattare #temi#sociali di forte attualità, specie per la realtà statunitense: l’#immigrazione (in particolare dal Messico), le #ingiustizie sociali, il #lavoro, i #sogni esistenziali. Con un meccanismo di #accelerazione#tensiva in un ambiente ristretto, tipica di #Tarantino, la situazione inevitabilmente esplode nel finale. Forse un po’ prevedibile, ma interessante, specie nella resa dello scenario principale: la #metaforica#cucina.

TRE AMICHE

Titolo originale: Trois Amies; Regia: Emmanuel Mouret; Interpreti:Camille Cottin, Sara Forestier, India Hair, Vincent Macaigne; Origine: Francia ;Anno: 2024;Durata: 117m

#TreAmiche (t.o. Trois Amies) del regista e sceneggiatore francese #EmmanuelMouret, presentato allo scorso Festival di Venezia, continua e approfondisce la #tematica sui #sentimenti e le #relazioni#amorose cara all’autore. Alice #CamilleCottin, Rebecca #SaraForestier e Joan #IndiaHair sono tre amiche quarantenni, colleghe in una scuola superiore di Lione, ciascuna con un #diverso#approccio all’#amore. Joan sente colpevolmente di non amare più il suo premuroso compagno Victor #VincentMacaigne (alter ego del regista) con il quale ha una figlia. Alice è sposata con Eric #GregoireLudiv per il quale non sente trasporto, ma un grande affetto,il vero segreto per un #matrimonio#perfetto (‘odio perdere la testa, divento gelosa, non mi piace’, dice). Rebecca, artista e aperta alla vita, è single e ha una relazione clandestina proprio con Eric. Un evento tragico porterà cambiamenti nella vita di ciascuna di loro, effetto anche delle reciproche #confidenze, #alleanze e #complicità caratteristiche del rapporto amicale che le unisce. #TreAmiche è un tipico film francese, un tipico film di Mouret, forse meno efficace del precedente #UnaRelazionePasseggera, ma con le stesse coordinate: #dialoghi fitti e #costanti, nello stile di #Romher e delle commedie di #Marivaux, esplorativi dei concetti/esperienze di amore, attrazione, relazione, destino, fine di un amore, senso di colpa, con una efficace #sceneggiatura non banale; un #tocco che vuole presentarsi come #lieve, mai superficiale e mai giudicante;; personaggi ben tratteggiati e ben interpretati; un ritmo narrativo sostenuto; una #fotografia splendente di #LaurentDesmet del paesaggio naturale, alternato agli svariati interni delle abitazioni. Eppure su tutto aleggia un #retrogusto #amaro che contraddice il tono lieve, una incertezza di fondo…una incapacità di amare della quale si insinua il sospetto, o forse qualcosa di più.

Alessandra Quagliarella


About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.

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