IO SONO INGRID

Titolo originale: Jag ar Ingrid; Regia: Stig Bjorkman; Interpreti: Pia Lindstrom, Isabella Rossellini, Isotta Rossellini, Roberto Rossellini, Fiorella Mariani; Origine: Svezia; Anno: 2015; Durata: 114’

La vita personale ed artistica di Ingrid Bergman.

«Io sono Ingrid e questa è la mia storia». Inizia così il docu-film firmato Stig Bjorkman (scrittore e critico cinematografico svedese) che ha avuto il merito di raccontare la storia artistica e personale di Ingrid Bergman attraverso le parole e i filmati da lei stessa girati. L’attrice svedese, infatti, sin da piccola ha documentato capillarmente la sua vita, non solo tramite i consueti mezzi (un diario, lettere, fotografie), ma anche e soprattutto tramite numerosissimi filmini amatoriali, dimostrando così una vera e propria ossessione verso la memoria, circostanza alquanto insolita per «una donna senza radici» quale lei stessa si definiva.

Tale passione Ingrid la eredita dal padre che sin da piccola la fotografa e riprende, contribuendo così a formare quella naturale seduttiva dimestichezza con la macchina da presa e con l’obiettivo che diventerà un tratto distintivo della sua recitazione.

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Io sono Ingrid, uscito in concomitanza con i 100 anni della nascita della Bergman (Stoccolma, 29 agosto 1915), raccoglie e mostra secondo un ordine rigorosamente cronologico tutto questo immenso materiale originale ed inedito, nel quale vengono inserite sequenze dei suoi film più famosi, il primo provino ad Hollywood, spezzoni di interviste, ricordi delle persone che più l’hanno amata, brani delle sue lettere olografe declamate da una voce fuori campo, il tutto inframmezzato da alcune citazioni della stessa Ingrid integralmente trascritte sullo schermo.
Il commento musicale, firmato Michael Nyman, che accompagna quasi tutta la visione, conferisce un tocco finale tra il nostalgico e il romantico, quasi di icona al di fuori del tempo quale la Bergman è.

Io sono Ingrid opera quindi su due differenti livelli, tra loro strettamente intersecati: il racconto del percorso privato e personale di una donna libera ed emancipata e il racconto di un pezzo della storia del cinema, dal momento che la carriera artistica della Bergman spazia dalla Hollywood degli anni ‘40 (film come Casablanca e Notorius sono dei veri e propri cult),  al neorealismo italiano con Roberto Rosssellini, fino ad Ingmar Bergman.

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Da un’infanzia difficile (figlia unica, perde la madre a due anni e l’adorato padre a 12) la salva la recitazione: «Ho sempre saputo che avrei recitato per tutta la vita perché il mio mondo è quel castello di finzioni che noi, gente di cinema e teatro, sappiamo creare». Come anche sa, sin dal momento in cui inizia giovanissima a recitare in Svezia, che non si fermerà: «Non chiedo molto, voglio tutto».

Nel privato emerge il ritratto di una donna divertente, affascinante, gioiosa, attiva, sportiva, mai imbronciata nonostante abbia vissuto momenti difficili per il forte contrasto con l’opinione pubblica, una donna che ha vissuto come voleva («Nessuno ha il diritto di decidere come devo vivere la mia vita»), senza farsi imbrigliare nei sensi di colpa abbandonici, tutt’ora facile ed efficace arma ricattatoria nei confronti delle donne per impedirne la libertà da lei sempre strenuamente difesa e vissuta.

 «Io non ho paura di morire e niente vale la libertà, nemmeno la gioventù

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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