IO, DANIEL BLAKE

Titolo: Io, Daniel Blake; Titolo originale: I, Daniel Blake; Regia: Ken Loach; Interpreti: Dave Johns, Hayley Squires; Origine: GB; Anno: 2016; Durata: 100’

La storia di Daniel Blake, 60enne operaio di Newcastle, alla ricerca di dignità e rispetto nel buio tunnel del sistema assistenziale inglese.

Ken Loach (classe 1936) aveva dichiarato che Jimmy’s Hall sarebbe stato il suo ultimo film, ma di fronte alla forza della storia di Daniel Blake ha deciso di mettersi di nuovo dietro la macchina da presa per la sua 25° opera.

Daniel è un operaio carpentiere con anni di onorato servizio alle spalle, così come di tasse regolarmente versate, vedovo di una moglie malata di mente che amava moltissimo e che ha assistito fino alla fine. Dopo un infarto che quasi l’ha fatto cadere da un’impalcatura, riceve un assegno di indennità in attesa che le sue condizioni di salute migliorino per tornare a lavorare; ma l’agenzia interinale, assoldata dal boccheggiante welfare inglese al fine di riesaminare i casi e scovare quelli immeritevoli, ritiene che non debba più riceverlo.

Daniel, per la tutela dei propri diritti e della propria dignità, inizia un percorso tragico, a tratti quasi surreale, ma purtroppo verissimo, giacché la storia di questo film è stata scritta raccogliendo testimonianze dirette di persone che frequentano i banchi di soccorso alimentare, ultima spiaggia per cittadini divenuti poveri in quanto espulsi dal sistema lavoro e dal sistema società.

dan

Daniel, abituato ad andare al nocciolo delle cose e a parlare con un interlocutore reale, guardandosi negli occhi, si scontra con mezzi dai quali è tagliato fuori e ai quali non è avvezzo (moduli on line, il pc che non ha mai posseduto, l’attesa di ore al telefono di un numero a pagamento per avere informazioni).
Ma si scontra anche con un sistema paradossale che lo costringe a cercare lavoro (che trova, per poi rifiutare, pena la perdita di ogni sussidio), un sistema dal quale è escluso ogni buon senso e dove la rigidità dell’applicazione delle regole al fine di evitare precedenti si traduce in una totale insensibilità rispetto ai destini di persone che si trovano sulla soglia della povertà e che rischiano concretamente di superare quella soglia per sprofondare nel nulla. Nella logica di questo sistema spietato, scoraggiare l’utente significa risparmiare soldi pubblici.

In un ufficio interinale Daniel conosce Kathy, una ragazza madre di due bambini, alla quale il sussidio è stato tolto per un mese come penalità per essere arrivata tardi di qualche minuto ad un appuntamento in agenzia. Tra i due nasce un rapporto fatto di collaborazione e calda solidarietà, di piccole grandi cose condivise e donate, di piccole speranze faticosamente nutrite.

Ma l’indigenza e le difficoltà generano ulteriori difficoltà ed indigenza. La povertà e il bisogno, come un sistema di scatole cinesi, generano altrettanti sfruttatori di quel bisogno, in una spirale verso il basso diretta alla perdita della propria dignità.

A questo Daniel si oppone ferocemente: in un ultimo tentativo di far sentire la sua voce, scrive con lo spray su un muro dell’agenzia il suo nome e ciò che vuole. Amaro il finale, ma coerente e necessario: in un film di denuncia quale Io, Daniel Blake un finale positivo avrebbe alla fine assolto un sistema che non va legittimato in alcun modo, anche a costo di un epilogo senza speranza.

i-daniel-blake-backdrop

Lo stile di ripresa di Loach come di consueto è essenziale: non ci sono grandi manovre della telecamera, ma una ripresa asciutta e vera come la storia che si racconta, punto di forza del film (accostato a Umberto D. di De Sica), con una recitazione altrettanto vera, una fotografia dai colori brumosi e grigi della fredda Inghilterra, una sceneggiatura (di Paul Laverty, braccio destro di Loach) che va dritta al cuore delle cose, spesso con sagacia e sarcasmo.

Io, Daniel Blake va visto, perché sono pochi i film che ci fanno riflettere sullo sgretolamento del welfare e sulla necessaria tutela della dignità umana, perché denuncia le cose per come sono messe (male) e per come potrebbero peggiorare ulteriormente, perché la voce di Daniel deve diventare la nostra voce.

“Il mio nome è Daniel Blake, sono un uomo, non un cane. E in quanto tale esigo i miei diritti. Esigo che mi trattiate con rispetto. Io, Daniel Blake, sono un cittadino, niente di più e niente di meno“.

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *