GIOVANI SI DIVENTA

Titolo originale: While we’re young; Regia: Noah Baumbach; Interpreti: Ben Stiller, Naomi Watts, Adam Driver, Amanda Seyfried; Origine: Usa; Anno: 2014; Durata: 97’

Josh e Cornelia, coppia di agiati quarantenni intellettuali newyorkesi, sembrano avere tutto dalla vita. In realtà entrambi sono alle prese con la classica crisi di mezza età: lui, regista di documentari, non riesce a portare a termine il suo ultimo lavoro; lei, produttrice, non riesce ad avere un figlio al quale ha ormai rinunciato. L’incontro con una coppia di 25enni rappresenterà la spinta per uscire dall’impasse.

Il regista Noah Baumbach, noto anche per la sua collaborazione con Wes Anderson, in Giovani si diventa narra la storia di una crisi di mezza età, incentrandola sull’incontro di due coppie di New York (location anche del precedente Frances Ha) distanti per anagrafe e stile di vita.

Il film inizia presentandoci Josh (Ben Stiller) e Cornelia (Naomi Watts), quarantenni creativi senza figli («Così siamo liberi di partire anche all’ultimo momento, anche se poi non lo facciamo mai»). I toni sono quelli da commedia (impossibile non pensare al Woody Allen di Crimini e Misfatti ), specie dal momento in cui si compie l’incontro con la coppia formata da Jamie (Adam Driver), giovane regista di documentari, e Darby (Amanda Seyfried), gelataia per hobby. Nella descrizione delle due realtà inaspettatamente i quarantenni sono ipertecnologici, mentre i venticinquenni abbracciano lo stile vintage in toto, rifiutando proprio quello che i primi accolgono in quanto progressivo e comodo: vinili anziché cd, niente Facebook e Google, abiti rigorosamente usato-chic.

Josh e Cornelia, in piena crisi di identità, non si rispecchiano nei loro amici coetanei, tutti presi dalla maternità e dalla prima figliolanza alla quale strenuamente si dedicano 24 ore su 24, ma non si ritrovano neanche nella loro età che passa e che, disorientati, hanno difficoltà ad accettare. Che significa avere quarant’anni, specie se non hai un figlio? Dove trovare la quadratura del cerchio? Jamie e Darby rappresentano la soluzione perfetta: la linfa vitale della giovinezza si insinua nella coppia in crisi che sembrava non aspettare altro.

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La metamorfosi assume toni esilaranti: Josh, alquanto rigido ed impostato, adotta un look hipster, sebbene nel momento in cui decide di utilizzare la bici come il suo giovane amico, un attacco di artrite gli ricordi i limiti dell’età. Cornelia, reduce da una terrificante lezione di musica per infanti alla quale è stata trascinata da tre amiche neo mamme, si lascia travolgere dalle liberatorie lezioni di hip hop alle quali Darby la conduce.

Ma la soluzione esterna è sempre apparenza di soluzione, una sorta di fuga dalla propria realtà che inevitabilmente presenta il conto. Strada facendo, Josh e Cornelia si renderanno conto che Jamie e Darby sono manipolatori e fintamente naive, abituati a riutilizzare e riciclare tutto ai propri fini, con una utilitaristica logica vintage che comprende anche relazioni e persone nell’ottica di una spietata realizzazione dei propri piani di vita. I toni da commedia sono svaniti: il film diventa drammatico e amaro.

Delusi e sconfortati dall’aver perso l’ancora di salvataggio che permetteva loro di eludere l’età che passa, Josh e Cornelia, proprio come i loro amici coetanei, trovano infine soluzione nel richiudersi in sé tramite la proiezione in un figlio (questa volta in adozione), perfetta realizzazione di un microcosmo autosufficiente e rafforzamento del proprio sé in procinto di dissolvenza.

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Grazie ad una sceneggiatura curatissima e densa anche quando pare leggera, il regista, secondo il quale «la realtà contiene tutto ciò di cui abbiamo bisogno» rappresenta due coppie vere e due vere generazioni a confronto: quella giovane rampante e spietata (non è forse così la giovinezza, quasi spietata nella sua forza vitale?) e quella di mezza età umbratile e sommessa, ma anche moralmente più definita.

Se cercate la pura commedia, non è questo il vostro film, ma se non temete di confrontarvi con una riflessione anche amara sul passare del tempo, correte a vederlo.

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.

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