Titolo originale: Bande de filles; Regia: Céline Sciamma; Interpreti: Karidja Touré, Tatiana Rojo, Assa Sylla, Lyndsay Karamoh;Origine: Francia; Anno: 2014; Durata: 112’
Il ritratto dell’adolescente Marieme, 16 anni: la fatica di crescere tra sogni, bisogni di rassicurazione, ricerca di identità, errori, scoperte e conquiste.
Nell’anonima banlieue parigina vive la sedicenne Marieme (Karidja Touré, intensa bellezza e recitazione sottile) figlia di immigrati africani; va a scuola con risultati modesti, si occupa delle due sorelle minori, ha un fratello maggiore che esercita con prepotenza l’autorità di cui si è appropriato in totale assenza dei genitori. Nella sua solitudine Marieme trova sostegno e riconoscimento in una piccola band formata da tre ragazze che la accolgono battezzandola con un nuovo nome, Vic, diminutivo del simbolico Victoire.
È l’inizio della sua formazione: gradualmente Marieme diventerà sempre più consapevole della sua identità, mettendo a fuoco più che ciò che vuole, ciò che non vuole. Dalla banda delle ragazze (una sorellanza, piuttosto che un gruppetto criminale), dopo essere andata via di casa, passa a lavorare per un piccolo boss del quartiere come spacciatrice, strada che lascerà per non sottostare ai ricatti sessuali del suo capo. *spoiler* [Ma Marieme rinuncerà anche all’amore sincero di Ismael che vorrebbe sposarla: se accettasse dovrebbe “accontentarsi” e sacrificare i suoi sogni. Fa paura crescere, costa fatica, ma costa ancora di più rinunciare a sé stessa; dopo un momento di scoraggiamento, nell’ultima sequenza vediamo Marieme percorrere l’intero schermo: è decisa ad andare avanti.]

La regista Céline Sciamma, qui al suo al terzo lungometraggio dopo il delicato Tomboy (2011), narra questa storia senza formulare giudizi: rappresentando una serie di scene quotidiane, ci fa entrare nella vita della protagonista le cui diverse esperienze vengono sottolineate da uno stacco di schermo nero della durata di 10 secondi, una sorta di divisione in capitoli del racconto corrispondenti alla varie tappe del percorso di crescita narrato.
Più che la denuncia sociale, sembra che alla regista interessi rappresentare l’età di passaggio con le sue fragilità e conquiste; in questo senso anche la banda di ragazze, più che come fenomeno sociologico, interessa come specchio di rafforzamento del sé per personalità ancora fragili, che vengono descritte e rappresentate nelle rispettive ingenuità e tenerezze.
Alternando carrelli, piani sequenza e primi piani, la regista sceglie una narrazione varia, con una netta prevalenza nella fotografia per i toni del blu, in particolare degli sfondi (dal celeste pallido al turchese al blu notte), ad indicare il passaggio sempre possibile dal realismo all’onirico, dal reale al fantastico senza soluzione di continuità, come la sequenza della canzone Diamonds di Rihanna cantata dalla banda delle ragazze ci suggerisce (una delle migliori del film insieme a quella della gara di ballo).

Bella sorpresa che il film venga proposto nella versione in lingua originale con sottotitoli. Nota dolente, invece, la traduzione del titolo (Diamante nero), per cui sarebbe stata migliore quella letterale dell’originale: Bande de filles.
Ma il film ci lancia anche un altro messaggio, più sottile: la ricchezza della multiculturalità, ricchezza di colori, suoni e fisicità, unificata dalla universale uguaglianza delle difficoltà adolescenziali che a tutti spettano in egual misura. L’essere umano, pur diverso, non è diverso.
About Alessandra Quagliarella
Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.
