Titolo: Cosa dirà la gente; Titolo originale: Hva vil folk si; Regia: Iram Haq; Interpreti: Maria Mozhdah, Adil Hussain, Ekavali Khanna; Origine: Norvegia, Germania, Svezia; Anno: 2017; Durata: 108’
È di qualche giorno fa la notizia della morte in Pakistan di Sana Cheema, nata in Italia; il padre ed il fratello sono sospettati di averla uccisa in quanto colpevole di avere un fidanzato italiano.
Quanto mai attuale, in quanto narra vicende molto simili, è il film Cosa dirà la gente della regista pachistana naturalizzata norvegese Iram Haq, al suo secondo lungometraggio, la quale ha dichiarato di aver aspettato molto tempo per raccontare questa storia, per la difficoltà ad esternare quanto a lei direttamente successo. All’età di 14 anni, la regista, fu rapita dai suoi familiari e portata in Pakistan per un anno e mezzo al fine di farle assimilare la cultura d’origine che secondo loro stava perdendo avendo solo amici norvegesi.
La protagonista di Cosa dirà la gente è Nisha, interpretata dalla esordiente Maria Mozhdah, molto brava nel rendere una miriade di stati d’animo ed espressioni. Nisha ha 16 anni e vive ad Oslo dove conduce una doppia vita: quella di una normale ragazza norvegese, tra amici e prime cotte, e quella di una perfetta ragazza pachistana in famiglia. Dopo che il padre la sorprende in camera con il suo ragazzo, la famiglia, per salvare la reputazione agli occhi della rigida comunità d’origine, decide di infliggerle una punizione esemplare: a sua insaputa la ragazza viene spedita a casa degli zii in una remoto villaggio del Pakistan dove la vita quotidiana sembra ferma al Medioevo (il più vicino aeroporto si trova a 350 km), con la scusa ufficiale di farle imparare la cultura del luogo. In realtà, ciò che si vuole, è insegnarle sottomissione, obbedienza e completo asservimento in una dimensione di quasi schiavitù, in totale assenza di libertà e autodeterminazione. Sarà l’inizio di una serie di eventi tragici che porteranno Nisha inevitabilmente di fronte ad una scelta.
Cosa dirà la gente è un film molto coinvolgente, con un ritmo narrativo privo di cadute: sin dalla prima inquadratura siamo con Nisha, le sue emozioni sono nostre e, sempre più increduli per quanto accade ad una giovane donna nel 2018, non possiamo fare a meno di indignarci e soffrire per e con lei. Brava la regista Iram Haq a narrare una storia di denuncia così forte con partecipazione, ma senza pietismo e retorica, con verità e commozione pienamente trasmesse allo spettatore. Il film, premiato al Festival di Toronto, è stato presentato in Italia nella sezione Panorama Internazionale del Bifest 2018, che ha premiato l’attrice Maria Mozhdah per la migliore interpretazione femminile.
About Alessandra Quagliarella
Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.
