BIFEST 2021 – PANORAMA INTERNAZIONALE – WU HAI / SCARECROW

Regia: Ziyang Zhou; Interpreti: Xuang Huang, Zishan Yang; Origine: Cina;Anno: 2020; Durata: 110’.

La sezione di Panorama Internazionale, che comprende film provenienti da tutto il mondo assolutamente inediti in Italia, della 12° edizione del Bifest si è aperta con un film cinese (filmografia praticamente assente in Italia): Wu Hai (il nome della città in cui vivono i protagonisti).

Il film segue le vicende di un giovane investitore (l’attore cinese Xuang Huang, particolarmente convincente) in odor di fallimento dopo aver impiegato le sue risorse nella creazione di un parco dinosauri nel deserto. Il crollo dell’attività coincide inevitabilmente con quello della sua vita privata: il matrimonio con la giovane moglie insegnante di yoga inizia a sgretolarsi, portando ad una escalation di annullamento e disperazione.

Una fotografia calibrata con netta predilezione dei colori azzurro e ocra, una composizioni delle immagini che sovente usa giochi di specchi e riflessi indicativi del linguaggio interiore, campi lunghi e un ritmo in crescendo rendono Wu Hai un film efficacemente alienante, tra ossessiva invasione di (finta) comunicazione con cellulari ed inseguimento non remunerativo del “dio denaro”, evidente critica alla direzione della società cinese.

Particolarmente suggestiva la sequenza in cui il protagonista si rintana nella bocca di un T-Rex del parco: dove cerchiamo apparente sicurezza (la società capitalista), lì veniamo inghiottiti.

Straniante.

SCARECROW

Titolo originale: Pugalo; Regia: Dmitrii Davydov; Interpreti:Valentina Romanova-Chyskyyray, Nikola Ivanovic; Origine: Russia; Anno: 2020; Durata:72′.

 Scarecrow è la traduzione in inglese del termine russo Pugalo e significa Spaventapasseri. Questo sembra la protagonista nella prima scena del film: ferma con le braccia spalancate e i piedi piantati nella neve davanti ad una distesa di abeti, mentre il gelido freddo della Siberia soffia e si sentono solo i versi dei corvi. E’ una sciamana, una taumaturga, un’eremita, una santa folle, un’alcolista la protagonista del film russo, ma anche una donna che ha rinunciato a sé stessa per seguire l’hybris che la possiede e la individua.

Il racconto del regista si dipana attraverso una serie di scene successive descrittive della vita quotidiana della donna: interventi di guarigione richiesti per casi disperati, ma anche innumerevoli violenze subite (da piccoli soprusi a vere e proprie lesioni fisiche): ciò che non riusciamo a catalogare attira, ma nello stesso tempo respinge e fa paura, in qualche modo va deriso e distrutto. Fermo immagini quali fotografie nella tradizione russa del racconto cinematografico, con scarni dialoghi, ci mostrano i luoghi in cui la donna magica vive, con una scelta di colore che contempla tutte le gradazioni del grigio.

Scarecrow evoca i racconti popolari della tradizione contadina russa, come i titoli di coda sembrano suggerire (disegni da libro per l’infanzia che ripercorrono tutti i topos della storia raccontata), delineando un personaggio presente nella tradizione orale in tutto il mondo, un archetipo ancestrale: la donna selvaggia, connessa con le forze primordiale della Terra, quella forza selvaggia che è dentro ogni donna e che troppo spesso viene addomesticata.

Connessione: Donne che corrono coi lupi, Clarissa Pinkola Estès.

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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