BIFEST 2021 – PANORAMA INTERNAZIONALE: JUNIPER / THE ENEMY. ANTEPRIMA INTERNAZIONALE: HAUTE COUTURE

JUNIPER

Regia: Matthew J. Saville; Interpreti: Charlotte Rampling, George Ferrier, Màrton Csokas, Edith Poor; Origine: Nuova Zelanda; Anno: 2021; Durata: 94’

Sam (il giovane George Ferrier), adolescente dal carattere timido e sensibile, dopo la perdita della madre si ritrova in una spirale autodistruttiva comprensiva di propositi suicidi. L’incontro con la nonna (Charlotte Rampling), una donna autoritaria, alcolista, dal forte carattere, assolutamente affascinante e della quale deve prendersi cura perché infortunatasi, segna l’inizio di un percorso positivo per entrambi.

Juniper ruota attorno ad uno scontro generazionale che si trasforma in un incontro, giacché ciò che potrebbe allontanare in realtà unisce generazioni lontane: il ragazzo trae forza e fiducia dall’esperienza di vita di sua nonna che, per converso, trae linfa vitale dall’età splendida (e splendente) del nipote e dalla sua sensibilità, fino all’epilogo.

Il film, finanziato e girato in Nuova Zelanda, gode di scenari naturalistici di effetto e della straordinaria interpretazione di Charlotte Rampling che, nonostante sia praticamente immobile su una sedia, riesce ad esprimere una forza magnetica senza pari, alla quale fa da contraltare il giovane George Ferrier non meno convincente.

Delicato, confortante.

THE ENEMY

Titolo originale: L’ennemi; Regia: Stephan Streker; Interpreti: Jeremie Renier, Alma Jodorowski, Emmanuelle Bercot; Origine: Francia, Belgio, Lussemburgo; Anno: 2020; Durata:100’.

 Luis Durieux (interpretato da un convincente Jeremie Reiner) è un politico in piena ascesa molto apprezzato in Belgio.  Durante una vacanza la moglie viene trovata morta nella stanza d’albergo occupata da entrambi: Louis diventa l’unico indiziato.

Inizia per lui un percorso difficile tra persecuzione mediatica, carcere e processo, ma soprattutto inizia un percorso interiore giacché lui stesso non ricorda cosa sia in realtà successo.

E’ stata una fatalità, un eccesso di droghe ed alcool o la bella moglie, della quale Louis è follemente innamorato e con la quale ha un rapporto fortemente passionale, è stata soffocata da lui?

Primi piani, fitta comunicazione verbale (monologhi e dialoghi), musica extradiegetica che spazia dal rap ad altissimo volume fino ad una dolcissima cover di What a wonderful world, il film si svolge prevalentemente in interni claustrofobici (la camera di albergo, la cella del carcere, il parlatorio), ad eccezione delle sequenze in riva al mare dove l’ampiezza della battigia dovuta al gioco della marea rende lo scenario perfetto per una citazione romantica: Un uomo e una donna (Claude Lelouche, 1966) e ancor più Cinque per due (Francois Ozon, 2004). Con numerosi flash-back e salti temporali il regista ricostruisce la storia di amore tra Louis e sua moglie,  nonché il carattere e la vita del politico e dell’uomo.

Nonostante l’abbondanza di elementi The Enemy lascia volutamente il finale aperto: ciascun spettatore, incluso il protagonista, si farà la propria idea su quello che sia successo e su chi sia realmente Louis: un uomo sincero o una maschera?   

Enigmatico, ma non troppo.

HAUTE COUTURE

Regia: Sylvie Ohaydon; Interpreti: Nathalie Baye, Lyna Khoudri, Romain Brau; Origine: Francia; Anno: 2021; Durata: 100’.

Esther (la brava Nathalie Baye) è giunta al termine della sua carriera come capo-sarta nell’atelier Dior di Avenue Montaigne a Parigi. Un giorno subisce uno scippo da parte di Jade, 20enne della banlieue parigina. Anziché denunciarla, Esther decide prendere Jade sotto la sua ala protettiva, introducendola al mondo dell’alta moda come apprendista sarta, arte che ama immensamente.

Haute Couture (non in concorso al Bifest) è un film sulla solidarietà tra donne e sull’importanza di acquisire un mestiere, vera ricchezza, anziché un lavoro, anche se spesso a questo mestiere ci si dedica totalmente, come nel caso di Esther che per tale motivo ha trascurato la sua vita privata. Come lei stessa afferma: “Ho delle mani di fata e una vita di merda.”.

L’incontro con Jade la aiuta a dare un senso alla sua vita, oltre il mestiere che tanto la appassiona e da’ alla giovane una possibilità di riscatto.

Haute Couture, girato quasi esclusivamente in interni (quelli del vero laboratorio Dior sono particolarmente affascinanti) è anche un film sulla bellezza, quella che stilisti e sarti ricercano e raggiungono nella creazione di abiti che sono vere e proprie opere d’arte per la cura dei tessuti, della fattura e dei particolari, per l’idea di sogno che incarnano.

Elegante con leggerezza.  

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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