BIFEST 2019 – PANORAMA INTERNAZIONALE

BIFEST 2019

PANORAMA INTERNAZIONALE

THE HUMMINGBIRD PROJECT / IRINA / QUEEN OF HEARTS

THE HUMMINGBIRD PROJECT

Regia: Kim Nguyen; Interpreti: Jesse Eisenberg, Alexander Skarsgard, Selma Hayek; Origine: Canada-Belgio; Anno: 2018; Durata: 111’.

Il regista canadese Kim Nguyen, qui alla sua settima opera (la sua più famosa Rebelle ha ricevuto una nomination agli Oscar come film straniero) ci mostra il lato spietato di un mondo sempre più preda della tecnologia e della velocità di comunicazione.

I cugini newyorkesi Vincent (Jesse Eisenberg già noto per The social Network) e Anton (un irriconoscibile Alexander Skarsgard) sono esperti di High Frequency Technology. Il loro sogno è quello di stendere un unico cavo ottico diretto tra il Kansas e Wall Street capace di far arrivare le informazioni più velocemente (alla velocità di un battito di colibrì, hummingbird in inglese) in modo da permettere guadagni stellari. Si scontreranno con ostacoli di vario tipo: naturali, umani (la concorrenza spietata di una società capeggiata da Selma Hayek), fisiologici e filosofici, come l’obiezione del capo mormone che non vuole concedere il permesso per il passaggio del cavo sulla sua proprietà ( “Come mai in un mondo dove la comunicazione è veloce, siamo sempre più isolati?”).

Belle interpretazioni, ritmo vivace come quello della Grande Mela, scenari naturali, The hummingbird project è anche un film sul valore degli affetti e dei rapporti umani reali, come quello che lega i due cugini protagonisti del film.

IRINA

Regia: Nadejda Koseva; Interpreti: Martina Apostolova, Hristo Ushev; Origine: Bulgaria: Anno: 2018; Durata: 96’.

Irina è l’opera prima della regista bulgara, già produttrice, Nadejda Koseva, che ha iniziato a pensare a questo film otto anni fa, quando era in attesa di suo figlio: “Quando ho sentito la vita crescere dentro di me ho anche sentito che onore è essere donna e madre. Il mio è un film femminile, ma non femminista.”

La storia è quella di Irina, una giovane donna e madre che fa la cameriera part-time; il giorno in cui viene licenziata suo marito resta coinvolto in un incidente nel quale perde le gambe. La già difficile situazione economica della famiglia precipita ed Irina decide di diventare madre surrogata. Inizia un percorso difficile, fatto di ripensamenti e scontri tra diversi modi di vivere, ma anche un lento riprendere il contatto con sé stessa che le ridà forza, comprensione, speranza.

Incisiva l’interpretazione della protagonista Martina Apostolova la quale ha dichiarato: “Io non sono madre nella vita reale, ma sono figlia e sorella e tanto basta.”.

Il film è anche una riflessione sui forti divari economici che esistono in Bulgaria, dove la contrapposizione tra le classi sociali, tra la miseria e la ricchezza, è particolarmente accentuata. Paesaggi urbani degradati e ai margini versus case ipertecnologiche ed arredate secondo i dettami del design più moderno sono gli scenari scelti dalla regista per rendere visivamente tale divario.

Piani sequenza, pochi dialoghi, intensi primi piani secondo i dettami della cinematografia dell’Est Europa caratterizzano un’opera che emoziona e fa riflettere.

Irina ha già vinto numerosi premi in festival internazionali ed è uno dei favoriti anche in questa edizione del BiFest.

QUEEN OF HEARTS

Titolo originale: Dronningen; Regia: May el-Toukhy; Interpreti: Tryne Dynholm, Gustav Lindh; Origine: Danimarca; Anno: 2019; Durata: 127’.

Queen of hearts è la storia di una donna matura, affermata professionista con bella casa, figlie e marito parimenti affermato, che instaura una relazione incestuosa con il figlio di suo marito.

Il lavoro della regista danese May el-Touky nasce dall’esigenza di indagare l’origine dei segreti familiari e una relazione di abuso tra una donna matura ed un ragazzo minorenne. “Si tratta di relazioni spesso romanticizzate nel comune modo di sentire e di raccontare, dove ci sono più sfumature e diventa più difficile stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato.”.

Anne è una donna che sulla carta ha tutto, ma non si sente vista. Forse nasce da qui il suo avvicinarsi progressivo al giovane Gustav fino al travolgimento di ogni criterio sano di relazione tra due persone di età così distante. Quando il gioco inizia a diventare pericoloso, però, ritorna sui suoi passi difendendo strenuamente, come una moderna Fedra, la sua tranquillità borghese.

Elegante e teso, Queen of hearts si affida totalmente alla generosa interpretazione di Tryne Dynholm, ma stranamente manca (o forse è un effetto voluto) di ogni tensione erotica e sensuale, rimandando allo spettatore principalmente un effetto di distante freddezza.

 

 

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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