BIFEST 2018 – A un passo dal Serafino / Vent Du Nord

A UN PASSO DAL SERAFINO

(Panorama Internazionale)

Titolo: A un passo dal Serafino; Titolo originale: Un Pas in Urma Serafimilor; Regia: Daniel Sandu; Interpreti: Ştefan Iancu, Vlad Ivanov, Ali Amir, Alfred Wegeman; Origine: Romania; Anno: 2017; Durata: 147’

Il film d’esordio del regista rumeno Daniel Sandu narra la storia di Gabriel, 15enne dei nostri giorni, che entra in seminario per diventare prete. Qui si accorgerà che per sopravvivere a soprusi ed ingiustizie dovrà imparare a mentire, rubare, tradire. La sua vocazione si salverà o si spegnerà definitivamente?

Il regista, che ha all’attivo documentari, cortometraggi e una serie tv, si è ispirato ad una sua personale esperienza di 20 anni prima per firmare un’opera dal respiro ampio e disteso, che scorre e coinvolge anche grazie all’interpretazione di Stefan Iancu, giovane protagonista, il quale ha interpretato già 14 film, sebbene questa per lui sia stata l’esperienza più forte.

A un passo dal Serafino ha l’imprinting della nuova cinematografia rumena, anche nelle scelte di fotografia; unica nota dolente, l’eccessiva, ingiustificata lunghezza che si traduce in una ripetizione di schemi e situazioni che a volte finiscono per annoiare un po’ lo spettatore.

 

VENT DU NORD

(Panorama Internazionale)

Titolo: Vent du Nord; Regia: Walid Mattar; Interpreti: Philippe Rebbot, Mohamed Amine Hamzaoui, Kacey Mottet Klein, Corinne Masiero; Origine: Francia-Tunisia-Belgio; Anno: 2018; Durata: 91’

Nord della Francia. La fabbrica in cui lavora Hervè trasferisce la produzione nella più economica Tunisia dove Foued pensa di aver risolto i suoi problemi grazie ad un impiego nella stessa, mentre Hervè cerca di sbarcare il lunario con un’improvvisata attività di pesca. I destini dei due uomini si intrecciano e richiamano vicendevolmente.

Il regista franco-tunisino Walid Mattar con Vent du Nord è al suo film d’esordio, dopo una serie di corti. La sua ispirazione è il neorealismo italiano, a cui rende omaggio: il film ha, infatti, una spiccata attenzione verso il sociale, oltre ad essere un racconto molto personale, in quanto legato alle storie della famiglia dell’autore.

Le vicende si svolgono tra Nord della Francia e Tunisia, per evidenziare come i destini e le difficoltà di vita collegate alla crisi del mondo del lavoro siano simili, con una discesa verso il peggioramento e lo sfruttamento. Elemento narrativo e visivo di raccordo, il mare e la pesca sembrano legare arcaicamente le due realtà.

I personaggi sono ben delineati e umanamente rappresentati con un certo umorismo, grazie ad una loro speciale ironia che risulta coinvolgente e accattivante.

Il regista Walid Mattar ha dichiarato di aver voluto con Vent du Nord richiamare una dimensione sociale; avendo vari rapporti familiari sia in Francia che in Tunisia gli interessava sottolineare il lato umano e le connessioni/similitudini, magari tra persone che nemmeno si conoscono.

Obiettivo raggiunto per un film che fa riflettere, ma anche sorridere, nonostante le difficoltà di vita che racconta.

 

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Da settembre 2015 cura e conduce una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.