ANDREA CAMILLERI-BIFEST 2014 – SCIASCIA E VOLONTE’

SCIASCIA E VOLONTÉ – ANDREA CAMILLERI –

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«Sono quattro i film tratti da romanzi o racconti di Leonardo (per gli amici più stretti Nanà) Sciascia (A ciascuno il suo di Elio Petri, 1967; Todo Modo di Elio Petri, 1976;  Porte aperte di Gianni Amelio, 1990; Una storia semplice di Emidio Greco, 1991). Li ho rivisti tutti prima di questo incontro.

Premetto che ogni autore trasferito in altro linguaggio si preoccupa che almeno alcuni punti fermi del suo romanzo vangano rispettati e traghettati nel linguaggio diverso. Nel caso del film quasi sempre l’autore del romanzo partecipa alla sceneggiatura per controllare, vedere.
Sciascia è l’eccezione. Non ha mai collaborato alla cosiddetta trasposizione cinematografica e aveva ragione perché è un autore difficilissimo da portare in teatro, cinema, radio.
Questo perché Sciascia è tutto nella sua scrittura apparentemente semplice, ma che si basa continuamente sulla metafora, sull’allusione, rimanda continuamente ad altro. Anche con la migliore volontà del mondo finisci per banalizzare, con lo spiegare poco o troppo, fino alla noia.
a ciascuno il suoA ciascuno il suo è uno dei film più aderenti al discorso di Sciascia. Il romanzo ha una struttura perfetta da romanzo giallo (genere che Leonardo conosceva alla perfezione), mentre nel film ci sono almeno un paio di grosse incongruenze che lui non avrebbe tollerato. Cosa salva il film? L’interpretazione di Gian Maria Volonté. Avete visto lo sguardo? Occhi che esplorano alla ricerca della verità, come piccoli cannocchiali.
Todo modo non ha niente a che vedere con il romanzo. Petri è profetico rispetto a Moro, ma è un’altra cosa dal romanzo.
Porte aperte di Amelio è una buona trasposizione. Lo spirito del romanzo, il contesto, è stato rispettato.
una storia sempliceIn Una storia semplice, infine, si compie il miracolo di restituire una eco alla scrittura di Sciascia. Tra il primo film tratto da Sciascia e questo ultimo passano 12 anni. In questi 12 anni Gian Maria come è maturato! Ha raggiunto una capacità di interpretazione a levare, a diventare sasso, pietra, peso specifico di pensiero, anzi di sottopensiero. Vi era in lui la conoscenza dei fatti, l’esperienza.»

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«Il cinema non deve essere solo arte del possibile, ma a volte anche dell’impossibile.» (Gian Maria Volonté).

http://www.cinemagazzino.it/festival/bifest-2014-festival-volonte/

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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