And the Oscar Goes to – GLI SPIETATI

Titolo: Gli spietati; Titolo originale: Unforgiven; Regia: Clint Eastwood; Interpreti: Clint Eastwood, Morgan Freeman, Gene Hackman, Richard Harris, Frances Fisher; Origine: USA; Anno: 1992; Durata: 122′

«Deserve’s got nothin’ to do with it». Potrebbe essere il motto dell’Academy, a tutela di verdetti inspiegabili e annosi ricorsi, e invece sono le ultime inesorabili parole di un Clint Eastwood che le sue quattro statuette le ha ampiamente meritate, l’epitaffio sulla lapide del grande cinema western, qui al suo canto del cigno. Gli spietati è un campo lungo sul crepuscolo delle leggende e sullo stato dell’Arte e del Mito, un’epopea senza eroi, una rassegna dichiarata (dedicato a Sergio e Don) di riferimenti classici (le maschere del genere ci sono tutte, con tanto di importanti passati convenzionali e silhouette fordiane) svuotati di ogni rassicurante significato e scaraventati nel fango dell’uomo comune («I’m just a fella now. I ain’t no different than anyone else no more»). Da lì si rialzeranno, memori della lezione de Gli spietati e abbandonati i toni altisonanti e corali dell’epica, per virare verso l’introspettivo e il metafisico (Dead Man, Non è un paese per vecchi, Slow West) o per riaffiorare sulle labbra di qualche spietato cowboy della strada.

 

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About Carlo Gandolfi

Colui che scruta, cromaveglie di luce, onirosuoni.