5 film ambientati in autunno.

1) COME LE FOGLIE AL VENTO

Titolo originale: Written in the wind; Interpreti: Rock Hudson, Lauren Bacall, Dorothy Malone; Origine: Usa; Anno: 1956; Durata:1′ 40”.

 Mitch (Rock Hudson) è innamorato di Lucy (Lauren Bacall) che invece sposa Kyle (Robert Stack) il quale ricade nel vizio dell’alcool quando il medico gli dice che non può avere figli. A sorpresa Lucy rimane incinta ma Kyle, credendosi tradito, la picchia e la fa abortire; Mitch per difenderla lo uccide.

Douglas Sirk, regista tedesco, si trasferisce in Usa con l’avvento del nazismo, specializzandosi in melodrammi (Lo specchio della vita è il suo film più famoso ).

Come le foglie al vento, in gran parte ripreso da Todd Haynes in Lontano dal paradiso con Julianne Moore, è un film eccessivo, con una forte matrice melodrammatica qui alla sua massima espressione, anche grazie all’esaltazione dei colori tramite la tecnica del technicolor che drammatizza i colori autunnali in maniera quasi stomachevole (bellissimo il vorticoso mulinello di foglie all’inizio del film). Il technicolor è il marchio di fabbrica di diversi procedimenti di cinematografia a colori, famoso per il suoi colori saturi e realistici, usato specialmente nei musical (Il mago di Oz, Cantando sotto la pioggia, Biancaneve e i sette nani). Tutti i film di Douglas Sirk sono trionfi di colore e i suoi personaggi sono esagerati e teatrali, il che lo ha reso molto apprezzato da registi quali Werner Fassbinder e Pedro Almodovar.

2) LA CARICA DEI 101

Titolo originale: One Hundred and One Dalmatians; Regia: Wolfgang Reitherman, Hamilton Luske e Clude Geronimi; Produzione: Walt Disney; Origine:Usa; Anno: 1961; Durata: 1′ 50”.

La trama è incentrata sulle peripezie dei cuccioli rapiti di Pongo e Peggy.

È il primo Classico Disney che si presume sia ambientato nell’anno in cui è uscito, poiché tutti i precedenti sono ambientati in un’epoca passata o in un mondo di fantasia con nessuna epoca riconoscibile. In Italia il film è conosciuto principalmente con il titolo La carica dei 101 a partire dalla riedizione del 1970. La sequenza iniziale nel parco è davvero molto autunnale. Successivamente è stato realizzato un remake live-action (La carica dei 101 – Questa volta la magia è vera, 1996) ambientato nella Londra contemporanea, con Glenn Close nel ruolo di Crudelia De Mon; a differenza del cartone, nessuno degli animali parla.

Dopo che il costosissimo La bella addormentata nel bosco aveva fallito al botteghino, c’erano voci riguardo la chiusura del dipartimento di animazione allo studio Disney. Durante la produzione de La bella addormentata nel bosco, Walt aveva detto all’animatore Eric Larson: “Non credo che possiamo continuare, è troppo costoso”. Ciononostante, Disney aveva ancora sentimenti profondi nei confronti dell’animazione sin da quando aveva costituito la società. La produzione del film segnò anche un cambiamento nello stile grafico dell’animazione Disney. La bella addormentata nel bosco aveva uno stile più angolare e grafico rispetto ai precedenti film e lo stesso look venne riportato ne La carica dei cento e uno e nella maggior parte dei film successivi. A Walt Disney non piacque l’aspetto artistico de La carica dei cento e uno, e sentì che stava perdendo l’elemento fantastico dei suoi film d’animazione.

3) HAROLD & MAUDE

Regia: Hal Ashby; Interpreti: Bud Cort, Ruth Gordon; Origine: Usa; Anno: 1972; Durata: 1′ 31” 

Ruth Gordon, la signora Marjorie “Maude” Chardin, è una donna di 79 anni che mette margherite nei suoi capelli. E’ uno spirito libero che crede che la vita vada vissuta ogni giorno al massimo, cercando di provare qualcosa di nuovo ogni giorno. Bud Cort – Harold Parker Chasen, è un giovane uomo di 20 anni ossessionato dalla morte. Guida un carro funebre, va ai funerali di sconosciuti e inscena finti suicidi. Tramite Maude scopre per la prima volta la gioia di vivere.

E’ un piccolo grande cult, una dark-comedy molto seventies, dalla decisa atmosfera autunnale. E’ stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel film Harold muore 7-8 volte, inscenando suicidi; in un certo senso Harold è la morte, Maude la vita.

A un sacco di gente piace essere morta, però non è morta veramente… è solo che… si tira indietro dalla vita, e invece bisogna, bisogna cercare, correre i rischi… soffrire anche magari… ma giocare la partita con decisione!” (Maude)

4) SINFONIA D’AUTUNNO

Titolo originale: Hostsonaten; Regia: Ingmar Bergman; Interpreti: Liv Ulmann, Ingrid Bergman; Origine: Svezia; Anno: 1978; Durata: 1′ 39”

Viktor ed Eva (Liv Ulmann) vivono in un paese della Norvegia con la sorella di lei handicappata che Eva ha fatto uscire da un istituto dove la mamma l’aveva ricoverata. L’arrivo della madre Charlotte (Ingrid Bergman), una famosa pianista che non vede la figlia da 7anni, è l’occasione per parlarsi, scontrarsi, rinfacciarsi i torti subiti, senza una vera composizione finale.

Il film è un lungo dialogo ininterrotto, con alcuni flash-back, pochissimi movimenti della mdp per lo più immobile e girato quasi tutto in interni; minimo inquinamento cinematografico per dare al dramma tutto il suo spazio. Il film affonda la lama in uno dei sentimenti più complessi dell’animo umano: l’amore filiale, in particolare tra madre e figlia. Bergman come sempre spinge lo spettatore a dialogare con i propri fantasmi e ad affrontarli.

 5) HANNAH E LE SUE SORELLE

Titolo: Hanna and her sisters; Regia: Woody Allen; Interpreti: Michael Caine, Mia Farrow, Dianne Wiest, Woody Allen, Barbara Harshey; Anno:1986; Origine: Usa; Durata: 1′ 47”

Le tre sorelle Hannah (Mia Farrow), Holly (Dianne Wiest) e Lee (Barbara Hershey) vivono a New York. La prima è moglie di Elliot (Michael Caine), un consulente fiscale, ed ex moglie di Mickey(Woody Allen), un nevrotico soggettista televisivo che l’ha lasciata perché convinto di non poter avere figli. Elliot intreccia una tresca con la cognata Lee, mentre Mickey s’innamora ricambiato dell’altra ex cognata, Holly, cantante fallita, e la mette incinta. Lee alla fine lascia Elliot per uno studente universitario e alla Festa del Ringraziamento la famiglia si ritrova apparentemente unita e felice.

La banalità quotidiana illuminata e resa originale dallo scintillante umorismo di Allen. Uno dei più grandi successi al botteghino, uno dei suoi migliori film, Oscar per sceneggiatura, Michael Caine e Dianne Weist Oscar come migliori attori non protagonisti. Nella lunga sequenza della cena del ringraziamento (è un must la scena del Thanksgiving nei film statunitensi di periodo ) tra le comparse dei bambini c’è anche Soon Yi, figlia della Farrow in seguito divenuta moglie di Allen.

Mickey (Woody Allen), ex marito di Hannah, è tremendamente ipocondriaco e tormentato dall’idea di avere un male incurabile. Dopo un check-up medico completo, che attesta il suo perfetto stato di salute, cade preda di una crisi esistenziale e si tuffa, senza trovarvi conforto, nella religione, provando a convertirsi prima al cattolicesimo e poi agli Hare Krishna, prima di finire per caso in un cinema dove stanno proiettando La guerra lampo dei Fratelli Marx e scoprire così il vero significato della vita: spassarsela finché dura. 

Ci sono tutti i topos di Allen: le donne, i rapporti interpersonali, l’ipocondria; una sorta di dramma cechoviano controbilanciato dal sense of humour e, naturalmente, da New York. “Io mostro New York attraverso il filtro del mio cuore. Dopo avermi visto uscire da casa mia in una scena di Hanna e le sue sorelle, in una sequenza in cui si vedono dei bellissimi portoni b/n nella 72 strada un amico mi chiese: Ma dove sono qst posti? Dopo aver visto la NY dei tuoi film sono arrivato in città con la voglia di scoprirla come l’ho amata nei tuoi film, ma è più bella sulla pellicola di quanto lo sia in realtà”. In realtà la N.Y. che mostro è quella che ho scoperto e amato grazie ai grandi film hollywodiani degli anni 30/40 con i quali sono cresciuto, una N.Y. che Hollywood mostrava al mondo e che non è mai veramente esistita.”.

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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