CHILD OF GOD

Regia: James Franco
Anno: 2013
Origine: USA
Durata: 104’

 Child of God, presentato in concorso alla 70° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è l’ennesima opera degna di nota di James Franco, attore,  sceneggiatore e regista appartenente alla nuova generazione hollywoodiana, artefice di un percorso interessante in cui spazia dalla recitazione (Milk di Gus Van Sant 2008, Spring Breakers di Harmony Korine 2012, Palo Alto di Gia Coppola 2013-70° Festival Venezia sezione Orizzonti) alla sceneggiatura e regia, con scelte spesso controcorrente (Herbert White – Sundance Film Festival 2010, The Feast of Stephen – Teddy Award Festival di Berlino 2010, The Clerks Tale Festival di Cannes 2010, Sal – Festival di Venezia 2011).

 

Basato sull’omonimo romanzo di Cormac McCarthy (già autore di Non è un paese per vecchi da cui i fratelli Cohen hanno tratto l’omonimo film), Child of God è la storia di un emarginato dal carattere violento, Lester Ballard (un intenso Scott Haze), definito ‹‹un figlio di Dio, molto simile a te forse››.

Senza genitori e senza casa, Ballard sprofonda nell’emarginazione sociale, compiendo crimini sempre più degenerati, fino a scendere letteralmente al livello di cavernicolo.

Il regista ha detto di questo film: ‹‹Ho voluto analizzare l’isolamento estremo; che cosa significhi volersi disperatamente collegare ad altri esseri umani e non essere capaci di farlo, essere completamente esclusi dalla società civile. Nella sfera dell’arte un personaggio come Lester Ballard può essere utilizzato per studiare ciò che c’è dentro ciascuno di noi››.

Il film, ambientato durante gli anni ’50 in Tennesee, nella montuosa regione di Sevier, è segnato dal costante ed incalzante commento musicale di genere country di Aaron Embry (autore delle musiche); ciò contribuisce ulteriormente a farci entrare in un’atmosfera quasi da film western, genere di cui ritroviamo vari elementi: lo sceriffo, il cattivo da catturare, i buoni che inseguono, l’ordine violato, le pistole.

Ma in questo schema si inserisce una particolarità, ovvero il ribaltamento dei ruoli e dei punti di vista: i buoni diventano cattivi e il cattivo buono; nell’inseguimento sotto terra, dove letteralmente Lester si rifugia all’ultimo stadio della sua regressione, è per lui che teniamo!

C’è chi ha detto che la vera tragedia in questo mondo è che ciascuno ha le proprie ragioni! È quel che accade in Child of God: man mano che vengono mostrati percorso e cause della storia personale di Lester, nonostante i crimini spregevoli compiuti, lo spettatore sta sempre più dalla sua parte.

Merito del regista, anche sceneggiatore, che ha saputo farci entrare nella mente e nelle ragioni dell’emarginazione!

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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