SPECIALE WES ANDERSON

Hipster di tutto il mondo unitevi!
Lucidate i vostri occhiali dalla montatura tartarugata, indossate la giacca più anni ’50 che avete nell’armadio e catapultatevi al cinema: l’ultimo film di Wes sta per arrivare.
Per tutti gli altri (per quelli che ci provano, ma anche per gli hipster più sprovveduti), ecco uno speciale sul regista più amato dalla indie youth, mirato a cancellare ogni traccia di “wtf” dall’espressione facciale all’uscita dal cinema e da ri-giocarsi senza ritegno con gli amici nel post cena.
Tutto quello che dovete sapere su Wes Anderson e il suo Cinema, da Bottle Rocket a The Grand Budapest Hotel, dall’amicizia con i fratelli Wilson alla collaborazione con Randall Poster, dalla pignoleria patologica ai Kinks.

 wes copertina

È poco più che un bambino, Anderson, quando per caso trova tra i libri dei genitori un manuale sui “figli problematici” e non ha ombra di dubbio: è di certo lui il figlio in questione.
“Problematico” ma creativo e mentalmente vivace, Wesley cresce in una famiglia di Houston alquanto poliedrica: la madre è un’archeologa-antropologa-agente immobiliare a tempo perso e il padre uno scrittore che gestisce una compagnia pubblicitaria.
Laureato in filosofia alla University of Texas, a fare cinema finisce un po’ per caso e per merito di alcuni fortuiti incontri. Ma è proprio attraverso la settima arte che Anderson dà sfogo all’inventiva e all’estro creativo che porta dentro fin da bambino, appropriandosi di uno stile distintivo e diventando, nei primi anni del 2000, uno dei registi più promettenti delle nuove generazioni accanto a Sofia Coppola, Noah Baumbach, Spike Jonze e Paul Thomas Anderson.
Distante dall’etica dell’industria hollywoodiana, Anderson si caratterizza subito per uno stile molto particolare e lontano da canoni cinematografici che garantiscono – se non l’appoggio della critica – per lo meno il consenso del pubblico.

wes anderson personaggi

Lo si ama o lo si odia, Wes Anderson, con quel suo attaccamento patologico all’infanzia, quelle sue musiche ricercate, quella maniacalità estetica nel ricostruire spazi e personaggi.
Ciò che per alcuni è sublime creatività artistica, per altri è soltanto stucchevole vezzosità. Ciò che per alcuni è estrema cura formale, per altri è mera mancanza di sostanza e la coerenza stilistica, monotonia espressiva. C’è chi definisce i suoi film vere e proprie “opere d’autore”, chi, invece, nulla più che “case di bambole”.
Eppure autore – per quanto questa parola possa avere ancora un significato – è qualcosa che Anderson ha cercato di essere fin da subito, lottando col potere uniformante e appiattente delle major hollywoodiane e arrivando ad ottenere dalle stesse quella garanzia di autonomia lavorativa che tuttora gli permette di realizzare pellicole completamente “a modo suo”.

Così recita una canzone de I Cani di qualche anno fa, al regista dedicata (qui il video, appunto, in perfetto stile andersoniano):

Vorrei vivere in un film di Wes Anderson, vederti in rallenty quando scendi dal treno.
Coi personaggi dei film di Wes Anderson: idiosincratici, più simpatici di me.
E i cattivi non sono cattivi davvero. E i nemici non sono nemici davvero.
Ma anche i buoni non sono buoni davvero, proprio come me e te.

Vorrei vivere in un film di Wes Anderson: inquadrature simmetriche e poi partono i Kinks.
Vorrei l’amore dei film di Wes Anderson, tutto tenerezza e finali agrodolci.
E i cattivi non sono cattivi davvero. E i fratelli non sono nemici davvero.
Ma anche i buoni non sono buoni davvero, proprio come me e te.

Se alcuni gli riconoscono il merito di aver riportato al cinema una spensieratezza fanciullesca, quasi fiabesca, che non si vedeva da molto tempo, altri tollerano a fatica il suo stucchevole e costante ricorso ad un mondo che sembra fatto di marzapane.
Dall’alto delle sue gambe secche e lunghissime, dietro i suoi occhiali dalla bizzarra montatura, con quel curioso sguardo di eterno bambino Wes osserva, e nonostante tutto, di tutte queste chiacchiere sembra non importargli poi molto.

Clicca sulle immagini per gli approfondimenti:

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Le musiche

I film di Wes Anderson:
Bottle Rocket (di Elena Cappozzo)
Rushmore (di Daniele Benfenati)
I Tenenbaum ( di Ivana Mennella)
Le avventure acquatiche di Steve Zissou (di Giustino De Blasio)
Il treno per Darjeeling (di Alessandra Quagliarella)
Fantastic Mr. Fox (di Alessandra Pirisi)
Moonrise Kingdom (di Giulia Scalfi)
Grand Budapest Hotel (di Francesco Stalla)

 

About Elena Cappozzo

Dopo la laurea in Filologia Moderna a Padova, studia Film Writing a Roma. Sognando di scrivere “per”, scrive “di” (cinema) qua e là, accendendo ogni tanto un cero a San...SetBlv. Il grande schermo è il suo primo, assoluto amore ma le capita con discreta frequenza di tradirlo con quello della tv e persino con quello del pc (quella da Youtube e serie tv è in realtà una dipendenza piuttosto grave, no judging.)

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