
Regia: Stijn Coninx; Interpreti: Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro; Matteo Simoni; Cristiaan Campagna; Evelien Bosmans; Anno: 2013; Origine: Italia, Belgio; Durata: 120′
Rocco Granata, calabrese di nascita, emigrato da bambino in Belgio, dove il padre lavorava nelle miniere di carbone. Ragazzo intraprendente e sognatore, persevera nella sua passione per la fisarmonica e per il canto. Il successo arriverà presto.
Il nuovo film diretto da Stijn Coninx e co-prodotto dai fratelli Dardenne, è profondamente italiano per stile, cast e contenuti.
La pellicola ripercorre i primi anni di vita del celebre cantante italo-belga, dalla fine degli anni Quaranta fino alla consacrazione del 1959.
Ben presto, purtroppo, affiorano i limiti della sceneggiatura, assai ripetitiva e inconcludente nell’insistere sulla contrapposizione padre-figlio e sull’amore impossibile per la bella Helena. La messa in scena, più da fiction televisiva che da film d’autore, è priva di qualsiasi vezzo estetico (fanno eccezione la scena di padre e figlio sotto la doccia dopo il turno di lavoro e il funerale di alcuni minatori morti in un incidente)
Inoltre non riesce il tentativo di ricreare l’atmosfera vissuta a quel tempo, avvalendosi di poche location stereotipate e di riferimenti storici sommari e sbrigativi.

Altro dicasi per i contenuti.
Rocco Granata è il pretesto per raccontare gli italiani, emigrati in mezzo mondo per cercar fortuna, spessissimo oggetto di pregiudizi e di razzismo. Ma a questa “italianità” di instancabili lavoratori odiati e sfruttati si affianca l’innegabile mito e fascino che il Bel Paese ha da sempre esercitato su tutti. Rocco è ignorato o insultato quando gira per la piccola cittadina belga, ma sul palco, mentre suona e canta, la sua figura si carica di un’aurea particolare, e tutti non possono che pendere dalle sue labbra e dalle sue note.
Mentre mezzo mondo ci offende e ci deride l’altra metà ammira e invidia la nostra innegabile e straripante bravura nel perseguire il bello, nell’arte, nella musica, nella moda, nel lavoro. Un po’ ovunque insomma. La creatività, l’eleganza, l’innovazione e la bellezza
Una rivincita per tutti noi.
A ciò si aggiunga l’eterno conflitto tra un padre (Lo Cascio) realista e preoccupato per l’avvenire, e un figlio sognatore e quanto mai speranzoso. Eppure, alla fine, forse anche i figli vanno ascoltati e supportati il più possibile nelle loro ambizioni, anche se queste sono un po’ diverse da quelle tradizionali.

Una bella storia di riscatto, forse più difficile da vedersi al giorno d’oggi, con le speranze e i sogni dei giovani strozzate dall’attuale scenario socio-economico.Il finale è comunque emozionante e risolleva le sorti complessive di un film dagli ottimi intenti e dai genuini contenuti ma, come spesso accade, poco convincente nella resa tecnico-artistica.
Simpatico il cameo del vero Granata, oggi settantasettenne, come venditore di strumenti musicali.
VOTO: 6.25/10
About Frank Stable
Nasce a Moncalieri (TO) il 30 Maggio 1992, si laurea nel 2018 in Medicina e Chirurgia presso la facoltà di Torino. Benché in famiglia abbia sempre respirato una certa attenzione al cinema la vera passione nasce durante il Liceo Scientifico grazie alla preziosa e ispirante programmazione del canale satellitare "CULT". Sarà il film "Vodka Lemon" di Hiner Saleem a sancire la svolta e trasformare l'interesse in passione. Al di fuori del cinema i suoi interessi sono per le automobili, i viaggi e la fotografia di viaggio, la tecnologia e la grafica.
