THE REPAIRMAN

the repairman Regia: Paolo Mitton; Interpreti: Daniele Savoca, Hannah Croft, Paolo Giangrasso, Fabio Marchisio, Irene Ivaldi; Anno: 2013; Origine: Italia; Durata: 89′

Scanio è un ingegnere che conduce una vita monotona e priva di futuro, per sua stessa “pigrizia”. L’arrivo in paese di Helena, bella ragazza inglese, può forse costituire una svolta.

Scanio Libertetti è “the repairman”, il riparatore, aggiusta macchine del caffè da casa, è sfruttato e sottopagato: la sua vita, così come la sua casa, fanno acqua da tutte le parti. Silenzioso e goffo, è frenato da un’immatura passività e al tempo stesso dalla sua presunta genialità. Come nel più classico degli intrecci, l’arrivo di una novità, rappresentata da una donna, si erge a speranza per una realizzazione. Forse il protagonista non se n’è neanche accorto, e continua a sognare a occhi aperti una nuova vita ma non si rende conto che quella che ha potrebbe essere splendida se almeno dedicasse del tempo a…ripararla.

Non solo, il film, concentrandosi così tanto sulla diversità e sulla inadeguatezza del protagonista, riesce a evidenziare con brillante sarcasmo e cinismo il mondo che lo circonda, il nostro mondo, la nostra preoccupante realtà. Scanio è tanto eccentrico quanto il mondo che lo circonda piatto e omologato, pieno zeppo di luoghi comuni: due veri e propri universi che si sfiorano, si incontrano ma non si comprendono.

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Paolo Mitton decide coraggiosamente di ambientare il suo racconto tra le splendide e verdeggianti colline del cunese, aiutandosi con una fotografia ricercata che non lascia nulla al caso. L’inizio è assai incoraggiante: una ironia graffiante, un clima sospeso, un montaggio (di Enrico Giovannone e Matteo Paolini) perfetto, con momenti di lentezza e rapide accelerazioni che costituisce il vero punto di forza.

Un film italianissimo nei contenuti che tuttavia segna uno stacco deciso per tecnica e ambizioni sulla tradizione, strizzando un po’ l’occhio all’America indie del Sundance. Importante, in tal senso, l’azzeccata colonna sonora e l’interpretazione di Daniele Savoca, completamente nella parte, con la sua ironia trattenuta e la sua tenera goffaggine.  Purtroppo, con il passare dei minuti, il film si perde: il ritmo rallenta, le immagini si fanno ripetitive, l’ironia e il coinvolgimento si affievoliscono. Il finale è stentato e inconcludente.

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Nonostante queste criticità , resta uno dei migliori esordi degli ultimi anni, e Paolo Mitton è una vera promessa, una grande speranza: il cinema italiano è vivo, originale, giovane vario e variegato. Fu molto apprezzato al Torino Film Festival del 2013, ma ha purtroppo dovuto attendere quasi due anni per vedere la sua distribuzione.

Voto: 7/10

About Frank Stable

Nasce a Moncalieri (TO) il 30 Maggio 1992, si laurea nel 2018 in Medicina e Chirurgia presso la facoltà di Torino. Benché in famiglia abbia sempre respirato una certa attenzione al cinema la vera passione nasce durante il Liceo Scientifico grazie alla preziosa e ispirante programmazione del canale satellitare "CULT". Sarà il film "Vodka Lemon" di Hiner Saleem a sancire la svolta e trasformare l'interesse in passione.‎ Al di fuori del cinema i suoi interessi sono per le automobili, i viaggi e la fotografia di viaggio, la tecnologia e la grafica.

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