Per me è un NO! – JUPITER, IL DESTINO DELL’UNIVERSO

juTitolo originale: Jupiter Ascending; Regia: Lana e Andy Wachowski; Interpreti: Mila Kunis, Channing Tatum, Eddie Redmayne, Douglas Booth, Tuppence Middleton, Sean Bean; Origine: USA; Anno: 2015; Durata: 127′

Jupiter Jones, immigrata russa a Chicago, lavora con la madre come donna delle pulizie. Non sa in realtà di essere la reincarnazione della defunta regina della dinastia Abrasax, i cui figli (Balem, Titus e Kalique) si stanno contendendo il comando della Terra, pianeta di cui si servono per “coltivare” e poi “mietere” umani da cui estraggono DNA utile per la creazione di un siero della giovinezza.
Rapita dagli scagnozzi di Balem, Jupiter cade via via nelle grinfie dei rispettivi fratelli e viene infine (*spoiler* *colpo di scena* *non l’avremmo mai detto*) salvata da Caine, un licatante metà umano, metà lupo.

JupiterAscending” conferma l’inesorabile “descending” degli autori di una delle trilogie più amate, quella di Matrix, dopo Speed Racer e Cloud Atlas (che pure, un minimo di dignità, ancora cercavano di mantenere). So bad it’s so good? Forse il film non riesce nemmeno a scavallare.

Mila Kunis, qui nel ruolo di “Mila Kunis”, con il suo tipico make-up da “Mila Kunis” (ovvero matita scura, palpebra marrone, cigliozze finte e “eyebrows game strong”, anche appena alzata dal letto), i riferimenti alle origini russe e la solita espressione da “cerbiatta with an attitude” invariata dai tempi di That 70’s Show, non convince. Le mettono un vestito haute couture da regina e pensi “Mila Kunis vestita da Katniss Everdeen”, le mettono una tutina nera aderente e pensi ancora “ma è Mila Kunis vestita da Katniss Everdeen!” (non ti stupiresti se comparisse Lenny Kravitz da un momento all’altro). Bye bye identificazione filmica.

Jupiter-Ascending

Channing-monoespressione-Tatum risulterebbe un tantino più credibile se non fosse per le ridicole scelte estetiche che contrastano con la convinzione e la serietà che lui e il suo personaggio si impegnano a mantenere. Un uomo-lupo albino (ma perché!?) con pizzetto biondo, capelli giallo-grigiastri e orecchie a punta. Si rimpiange quasi Jacob di Twilight.
Una pettinatura di dubbio gusto riesce nell’apparentemente impossibile compito di imbruttire Douglas Booth (qui con una mascella che neanche Ronn Moss), mentre la pigmentazione arancione usata per “invecchiare” Kalique/Tuppence Middleton, (che vediamo in versione “normale” dopo un bagno nell’elisir della giovinezza), distrae non poco l’attenzione.

Thumbs down quindi per trucco e parrucco. Il 3D, qui totalmente inutile ma impietoso nei riguardi di ogni minima sbavatura, sottolinea le numerose imperfezioni – se volute, non giustificate – del lavoro effettuato. La quintalata di cipria e terra che imbelletta i visi dei protagonisti: si vedono (troppo). Le orecchie finte giustapposte e di colore diverso, così come il resto delle protesi in silicone: si vedono (troppo). L’onnipresente ombretto satinato sulle palpebre di ogni personaggio: ma perché? 175 milioni di dollari sborsati, ma probabilmente *inserire nome a caso di una makeup guru di Youtube* con 30 mila lire faceva di meglio (cit.). Alcune idee sono carine ma davvero mal spese.

JUPITER ASCENDING

Insomma, a che scopo fare mediocremente un film con una trama mediocre (superficiale e già vista) se non con un intento ironico/autoironico? Eppure questo non avviene. Il film ci crede, e ci crede fino in fondo, ma le battute sono brutte e scontate, la narrazione ripetitiva, intuibile e approssimativa, e l’ironia mai nel posto giusto. Il confronto con film simili per temi o ambientazione non aiuta, e i déjà vu (che potevano essere sfruttati intelligentemente) non fanno che peggiorare la situazione. Extraterrestri che dopo aver devastato la città, cancellano la memoria di “quasi tutti” gli umani (come “quasi Men in Black“), vivono in una “Gran Burrone high tech” con tanto di guardie Smaug-morfi, mutaforma gollumeschi e abitanti emigrati da Fantàsia de La storia infinita, inseguono gli umani in campi di mais con l’agilità degli alieni di Scary Movie 4, si spostano in fasci di luce ascensionali più goffamente che James Franco e Seth Rogen in This is the end. Impossibile non pensare – con enorme struggimento – a Blade RunnerBrazilRitorno al Futuro II, Matrix, Futurama, Interstellar, perfino a I guardiani della galassia.

jup

Il 3D si sforza di rendere interessante il piattume narrativo ma a causa dei veloci movimenti di macchina (soprattutto durante i combattimenti), risulta spesso sfocato e quasi fastidioso. Gli effetti speciali – in particolare nelle scene di battaglia – o non sono all’altezza o risultano eccessivi (grattacieli che implodono se colpiti da astronavi…?).
Se Tatum si risolleva comparendo nel pluricandidato all’Oscar The Foxcatcher, la carriera della Kunis potrebbe risentire non poco di questo passo falso.

Voto: 4

About Elena Cappozzo

Dopo la laurea in Filologia Moderna a Padova, studia Film Writing a Roma. Sognando di scrivere “per”, scrive “di” (cinema) qua e là, accendendo ogni tanto un cero a San...SetBlv. Il grande schermo è il suo primo, assoluto amore ma le capita con discreta frequenza di tradirlo con quello della tv e persino con quello del pc (quella da Youtube e serie tv è in realtà una dipendenza piuttosto grave, no judging.)

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