NEBRASKA

NEBRASKARegia: Alexander Payne
Anno: 2013
Origine: USA
Durata: 110′

Woody Grant è un anziano padre di famiglia malandato e confuso che si mette in cammino per ricevere un presunto premio di 1 milione di dollari, da ritirare presso Lincoln, cittadina americana del Nebraska. È evidente che si tratti di una fallace trovata pubblicitaria, ma l’uomo non si dà per vinto e tenta, ingenuo ed ignaro, di raggiungere la meta per ritirare i verdoni: il figlio David, un po’ per disperazione, un po’ per compassione, lo accompagnerà.

Malandato nel fisico e confuso nella testa, Woody assume su di sé tutti i caratteri tipici della complessa psicologia degli anziani. Dopo una vita più o meno gloriosa è tempo di bilanci. Si guarda indietro e si pensa al poco tempo che rimane davanti. Lenta, noiosa e monotona, la vita lo costringe a coltivare piccole passioni e qualche sogno che possano riportare un po’ di avventura e un po’ di divertimento.
Bruce Dern costruisce un personaggio estremamente realistico e verosimile. Si delinea chiaramente il carattere testardo ma dall’animo così gentile. Lo sguardo distratto, le orecchie disattente e quei capelli spettinati, nascondono una mente pensierosa, lucida nella sua insensata “missione”. La sua credibilità è costruita anche grazie al progressivo emergere del suo passato. Il personaggio è totalmente frutto dell’immaginazione eppure è estremamente reale, pregno di storie vissute da chissà quanti e da chissà chi.

Alexandre Payne, dimostra ancora una volta il suo interesse per la vecchiaia e per i bilanci esistenziali: era il 2002 quando Schmidt (Jack Nicholson) saliva sul suo camper ultra accessoriato per affrontare un lungo viaggio dal Nebraska (non a caso) al Colorado. Stiamo parlando di A proposito di Schmidt. Il regista, dunque, ritorna sui suoi passi, scegliendo un registro ancora più dolce e al tempo stesso drammatico, approfondendo ancora di più il personaggio e il rapporto padre-figlio, un altro leitmotiv delle sue opere. Non secondario, infatti, è il ruolo del figlio David, che comprende e asseconda l’esigenza del padre, e così facendo riesce finalmente a recuperare un rapporto che forse era stato reciprocamente sottovalutato e, al tempo stesso, avrà modo di crescere umanamente, riportando un po’ di ordine nei suoi sentimenti.
La scelta del bianco e nero, metafora visiva immediata di vecchiaia e malinconia, dimostra, ancora una volta, quanto l’avvento del colore sia più una conquista tecnologica che artistico-espressiva.
Nebraska è il racconto di un uomo e di una Nazione intera, l’America, quella vera: obesa, demotivata, passiva e alla deriva economico-culturale. Personaggi al limite della caricatura, bloccati sui divani a bere litri di birra. Tutto questo non può che stridere con la tenerezza del povero Woody e fare a pugni con la dolcezza del figlio David. Sono le vecchie inquinanti muscle car americane che fanno i conti con le giapponesi, semplici e di sostanza…
Altro personaggio chiave è la moglie di Woody, anello di congiunzione tra questi due mondi raccontati, cinica e volgare da un lato ma anche premurosa, amorevole ed innamorata.

La drammaticità complessiva è alleggerita da diverse battute genuine e colorite, l’andamento quasi sempre fluido, rallenta volutamente nella porzione centrale per chiarificare i rapporti interpersonali e porre le basi per il finale, che non è banale né patetico.
La colonna sonora, forse eccede per pezzi folk-country, e si sarebbe meglio avvalsa di brani meno connotati geograficamente.

Il film è stato presentato alla 66a edizione del Festival di Cannes e ha ricevuto ben sei nomination per gli Oscar 2014: “Miglior Regia”, “Miglior Film”, “Miglior attore protagonista” (Bruce Dern), “Miglior attrice non protagonista” (June Squibb), “Miglior sceneggiatura originale” e “Miglior fotografia”. Riuscirà a portare a casa almeno una statuetta?

About Frank Stable

Nasce a Moncalieri (TO) il 30 Maggio 1992, si laurea nel 2018 in Medicina e Chirurgia presso la facoltà di Torino. Benché in famiglia abbia sempre respirato una certa attenzione al cinema la vera passione nasce durante il Liceo Scientifico grazie alla preziosa e ispirante programmazione del canale satellitare "CULT". Sarà il film "Vodka Lemon" di Hiner Saleem a sancire la svolta e trasformare l'interesse in passione.‎ Al di fuori del cinema i suoi interessi sono per le automobili, i viaggi e la fotografia di viaggio, la tecnologia e la grafica.

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