ALLACCIATE LE CINTURE

foto-allacciate-le-cintureRegia: Ferzan Özpetek
Anno: 2014
Origine: Italia
Durata: 110′

 Elena ed Antonio si conoscono sul finire degli anni novanta. Lei bella, responsabile e attenta, lui il classico “macho”, meccanico con moto, muscoli e molti pregiudizi. In un primo momento non possono che odiarsi ma – si sa cosa dicono degli opposti – finiranno per attrarsi ed amarsi. Gli anni passano fino a quando non giunge una tragica notizia…

“Allacciate le cinture” perché nella vita non si sa mai, le turbolenze possono arrivare in qualsiasi momento e mettere a dura prova noi stessi e le nostre famiglie. Così, una frivola storia d’amore si può trasformare in un dramma agro-dolce.
La nostra giornata è piena di impegni, progetti, sogni e litigi.
Ma quando accadono cose gravi tutto passa in secondo piano, il tempo si ferma. Tutte le certezze sono messe in discussione. Eppure, nella sfortuna si puó avere la fortuna di avere accanto i propri cari, anche se eccentrici o cinici, e forse si scopre come il dolore possa legare le persone ancora di più dell’amore stesso. Quando si affrontano i grandi e piccoli problemi della vita occorre sempre porli in una stretta gerarchia, in modo che i più piccoli e insignificanti non vengano sopravvalutati (rovinandoci l’esistenza), mentre i più grandi non passino inosservati.

Ferzan Özpetek racconta una storia nuova ma con gli stessi elementi presenti in tutti, o quasi, i suoi film: la famiglia e i pranzi famigliari, le feste, i pregiudizi, i tradimenti, la malattia e la morte. Proprio da questa densità e diversità di temi nasce la verosimiglianza ed il realismo della storia. La vita è anche “rose e fiori”, ma non solo.
Molto ben riuscito il passaggio e la discreta e poetica sovrapposizione tra presente e passato.
Ma la innegabile qualità e bravura del regista emerge soprattutto nei momenti drammatici, nella capacità di creare e far percepire la tensione attraverso musica e silenzi – di certo aiutato da una Kasia Smutniak all’altezza- e nella capacità e sensibilità di inserire, in modo sorprendentemente appropriato, battute e scene leggere in un contesto che di leggero non ha nulla.
In più, molte belle inquadrature e contrapposizioni che non tradiscono una certa esperienza ed estetica. Il film è carico di emozioni, ci si immedesima facilmente.

Di contro, la parte più “leggera” è appena sufficiente e non regge, per intensità, la ricercata contrapposizione con quella drammatica. Ad ogni modo si allontana dalla pura commedia di Mine Vaganti per riappropriarsi di un registro più simile a Le Fate Ignoranti.

Il cast è ben nutrito e variegato: la sopracitata Smutniak, la spassosa e cinica Carla Signoris, l’eccentrica Elena Sofia Ricci e poi Filippo Scicchitano e Carolina Cresentini, senza infamia e senza lode.
La vera scommessa era peró su Francesco Arca, nome che ha fatto rabbrividire in molti, provenendo direttamente dal “trono” di “Uomini e Donne”, nota trasmissione di Canale 5. Non solo partecipa al film ma è pure il co-protagonista.
Eppure, con tutti i limiti del caso, non sfigura, dovendo rappresentare un personaggio molto simile a lui: muscoloso, irresponsabile e rude. Un rubacuori latino insomma, scritturato anche per calamitare l’attenzione del pubblico femminile e di una certa parte di quello maschile.

Il regista, dichiaratamente gay, si allontana da quella monotona e insistente trattazione della tematica omosessuale, che è comunque presente ma sapientemente limitata. Non prendendo il sopravvento, riducendo l’esuberanza e gli eccessi che si sono visti in passato, si affronta e si afferma ancora meglio l’uguaglianza.

Nel complesso, si nota un netto miglioramento rispetto al fallimentare Magnifica Presenza, ritrovando molti degli elementi positivi che hanno giustamente contribuito alla carriera di Özpetek, e proprio per questo, le potenzialità e le aspettative sono ancora più alte per il futuro.

About Frank Stable

Nasce a Moncalieri (TO) il 30 Maggio 1992, si laurea nel 2018 in Medicina e Chirurgia presso la facoltà di Torino. Benché in famiglia abbia sempre respirato una certa attenzione al cinema la vera passione nasce durante il Liceo Scientifico grazie alla preziosa e ispirante programmazione del canale satellitare "CULT". Sarà il film "Vodka Lemon" di Hiner Saleem a sancire la svolta e trasformare l'interesse in passione.‎ Al di fuori del cinema i suoi interessi sono per le automobili, i viaggi e la fotografia di viaggio, la tecnologia e la grafica.

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