VISAGES, VILLAGES

Titolo: Visages, villages; Regia: Agnès Varda, JR; Origine: Francia; Anno: 2017; Durata: 90’

Il viaggio di Agnès Varda e JR nella Francia del Nord, alla ricerca di volti, storie, persone e paesaggi.

Agnès e JR non si incontrano alla fermata del bus, non si incontrano in panetteria. Agnès e JR ammirano il lavoro l’uno dell’altra. Agnès e JR decidono di partire per un viaggio insieme. In questo viaggio, tra paesini della Normandia, fabbriche e il porto di Le Havre, uniscono la loro arte e i loro sguardi per realizzare Visages, villages. Il furgone di JR è il mezzo di trasporto scelto: il retro è una cabina fotografica in cui, da un lato, le persone entrano e si posizionano, mentre dall’altro esce la stampa della loro foto.

visages, villages

Il viaggio nel Nord della Francia li porta in un paese un tempo abitato da minatori, tra case a schiera in cui l’unica abitante rimasta è un’anziana signora che si rifiuta di lasciare la propria abitazione, tra allevatori di capre divisi tra chi taglia le corna degli animali e chi invece rifiuta questa pratica, in un’industria chimica, in un paesino abbandonato e in rovina dove un gruppo di gente si riunisce per un picnic all’aria aperta, su una spiaggia della Normandia, al porto di Le Havre. In tutti questi luoghi, e in altri ancora, Agnès e JR conoscono storie e persone e incollano i loro volti e i loro corpi sugli edifici della loro vita. Le case, le fabbriche, i container del porto, i magazzini, raccontano storie, le storie delle persone che li abitano e li vivono. Agnès e JR restituiscono queste storie attraverso le gigantografie fotografiche, regalano un altro sguardo, svelano nuove narrazioni e mostrano alle persone un altro modo di vedere se stesse e gli ambienti a loro famigliari.

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Lo sguardo è al centro della storia del film. Uno sguardo curioso, che vuole conoscere, uno sguardo portatore di uno specifico, unico e particolare punto di vista. Lo sguardo “artificiale” della macchina da presa, quello della macchina fotografica, lo sguardo di Agnès, che da vicino vede sfocato, lo sguardo di JR, sempre celato dietro le lenti scure degli occhiali da sole. Lo sguardo di Agnès e JR sulle vite delle persone incontrate, uno sguardo eccentrico rispetto a quello quotidiano cui sono abituate.

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Ma Visages, villages non racconta solo degli incontri e delle fotografie, svela, invece, molto dei due viaggiatori, Agnès e JR, del loro incontro e del loro rapporto. Tra esami agli occhi, visite alla nonna, corse in carrozzina per il Louvre, pellegrinaggi sulla tomba di Cartier-Bresson, ricordi di vecchi amici e discussioni sul togliere o tenere gli occhiali da sole, fino a un ultimo viaggio per un appuntamento a lungo cercato, la storia di Agnès e JR si intreccia con quelle delle persone incontrate. Storie. Storie semplici, quotidiane. Storie bellissime.

 

About Alessandra Pirisi

Laureata all’Università di Bologna in Lettere moderne con una tesi su "Il deserto rosso" di Antonioni e nella specialistica con una tesi su "Mercuzio non vuole morire" della Compagnia della Fortezza. I suoi interessi vertono su letteratura (suo primo amore), teatro, danza, cinema e Bruce Springsteen. La passione per il cinema è nata quando aveva 12 anni e da allora per capire cosa fare della sua vita guarda ogni tipo di film (tranne horror e poco altro). Considera Hitchcock, Cukor e Wilder (alcuni tra) i suoi registi preferiti, Cary Grant il miglior attore del mondo, "Un pesce di nome Wanda", "Scandalo a Filadelfia" e "Rocky Horror Picture Show" la più efficace medicina esistente. Si interessa – molto – a serie tv (in particolar modo poliziesche); tra le preferite Modern Family e Hannibal, da cui ha sviluppato un’insana passione per Mads Mikkelsen. Per la serie "dirty pleasures", ha un'ossessione "segreta" (anche se la sbandiera ogni volta che può) per i film di Bollywood (per chi ancora non lo sapesse, Shah Rukh Khan non è solo il Re di Bollywood, ma anche del Mondo).