VELOCE COME IL VENTO

Titolo: Veloce come il vento; Regia: Matteo Rovere; Interprete: Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Roberta Mattei, Paolo Graziosi, Lorenzo Gioielli; Origine: Italia; Anno: 2016; Durata: 119′

Giulia De Martino è una giovanissima pilota del campionato italiano Gran Turismo, per la scuderia De Martino, a conduzione familiare. Durante una corsa il padre accusa un malore. Da questo momento la ragazza si ritrova, sola, a dover gestire la doppia sfida della vita quotidiana e del campionato automobilistico. A peggiorare, o migliorare, le cose, il ritorno del fratello Loris, ex pilota di rally, ora spiantato tossicodipendente.

Prendete un dramma familiare, così come li sappiamo fare noi, aggiungeteci dei bolidi da 600 cv e l’adrenalina di una corsa automobilistica. Miscelate con un pizzico di violenti inseguimenti e corse clandestine. Ecco, avrete, Veloce come il vento. Matteo Rovere, già produttore del fenomenale Smetto quando voglio (2014), dirige il suo nuovo film con l’intento di portare un’imprevedibile ventata di “aria fresca” nel panorama cinematografico italiano.

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Nella prima scena la vostra comoda poltrona di un cinema di città si trasformerà nell’avvolgente sedile di una Porsche 997, tra staccate e chicane, avvolti dal musicante frastuono dei 12 cilindri che sfrecciano a 300km/h. Un inizio così, mette una chiara ipoteca ai consensi di tutti gli appassionati di automobilismo.
Lasciato l’asfalto incandescente del circuito, raggiungiamo con polverose strade sterrate un rustico nelle campagne emiliane. Questi i due perni intorno a cui ruota la nuova vita di Giulia: andare a scuola, occuparsi della casa e del fratellino Nico continuando a correre. Situazione critica su cui si innesta il ritorno del fratello più grande, che si era ritirato dalle corse e dalla vita dopo un brutto incidente. Interpretato da un trasformato Stefano Accorsi, il personaggio è liberamente ispirato a Carlo Capone, pilota torinese degli anni ’80, che si ritirò dal mondo dei Rally per dissidi con il Team Lancia per poi conoscere problemi di droga ed emarginazione. Tutto ciò contribuisce ad alimentare la veridicità della sceneggiatura che è curata sia nei dettagli tecnici sia negli aspetti umani.

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In questo caleidoscopio di temi e stili troneggia il rapporto ritrovato tra i tre fratelli: spontaneo, diretto, altalenante nelle sue manifestazioni. Emoziona per davvero, senza incorrere in banalità melodrammatiche. Di certo molto si deve alla prova attoriale di Matilda De Angelis (Giulia), brava e credibile, timida ma determinata (i cui lineamenti somigliano vagamente a quelli di Jennifer Lawrence). Lo stesso dicasi di Stefano Accorsi, attore ben più navigato, che riesce comunque a mettersi in discussione liberandosi del fardello di “bravo ragazzo”, con forse una delle migliori interpretazioni della sua carriera. E alla sua carriera rende un omaggio con la brillante citazione a Jack Frusciante è uscito dal gruppo nella scena della piscina olimpionica violata.

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Il film scorre senza tentennamenti, con un ritmo brillante, che lascia spazio a momenti più riflessivi e autentici. Non mancano tuttavia alcune debolezze: la fidanzata di Loris (Roberta Mattei) e il fratello più piccolo Nico (Giulio Pugnaghi), per quanto fossero personaggi dal grande potenziale per rafforzare l’intera storia, sono solo abbozzati e restano ai margini delle vicende. Le sequenze finali delle gare clandestine dell’ “Italian Race” (questo è anche il titolo internazionale del film) sono caricaturizzate e frettolose, finendo per infrangere l’atmosfera fin qui faticosamente costruita. Al netto di tutto ciò, Veloce come il vento è un film eclettico e sorprendentemente italiano, ennesima testimonianza di un cinema Nazionale che sta riscoprendo se stesso e le sue ambizioni.
Colonna sonora matura e variegata.

About Frank Stable

Nasce a Moncalieri (TO) il 30 Maggio 1992, si laurea nel 2018 in Medicina e Chirurgia presso la facoltà di Torino. Benché in famiglia abbia sempre respirato una certa attenzione al cinema la vera passione nasce durante il Liceo Scientifico grazie alla preziosa e ispirante programmazione del canale satellitare "CULT". Sarà il film "Vodka Lemon" di Hiner Saleem a sancire la svolta e trasformare l'interesse in passione.‎ Al di fuori del cinema i suoi interessi sono per le automobili, i viaggi e la fotografia di viaggio, la tecnologia e la grafica.

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