TERMINATOR GENISYS

 

Regia: Alan Taylor; Interpreti: Arnold Schwarzenegger, Emilia Clarke, Jai Courtney; Anno: 2015; Origine: USA; Durata: 126′

In un mondo in cui gli uomini lottano contro il dominio di Skynet e delle macchine, John Connor, il capo della resistenza, dopo anni riesce finalmente ad architettare un attacco che fa trionfare gli umani. Skynet spedisce allora indietro nel tempo, nel 1984, un Terminator T-800 per uccidere Sarah Connor, la madre di John che ancora deve darlo alla luce. Per proteggere la donna, John Connor fa lo stesso con il fidato compagno di battaglie Kyle Reese che si trova però ad affrontare una situazione inaspettata: il quinto capitolo della saga propone infatti un’alternativa alla linea temporale dominante nei film precedenti…

È una questione di aspettative. È sempre una questione di aspettative. Ma anche quando le aspettative non sono alte si rischia di rimanere spiazzati. Se conoscete i precedenti film della saga di Terminator (consideriamo solo marginalmente anche il terzo e quarto capitolo – Le Macchine Ribelli e Salvation) vi troverete di fronte ad un film dai toni totalmente diversi rispetto ai lavori diretti da James Cameron. Sembra infatti che il regista di Terminator Genisys, Alan Taylor (Thor 2) abbia avuto il compito di dirigere un altro film della Marvel. I toni drammatici, i volti stanchi e provati degli attori e i loro sforzi fisici sono stati completamente sostituiti da battute, momenti ironici e “belle facce”. La cosa non può che far storcere il naso agli amanti della saga.

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Un esempio banale ma esplicativo è la nuova figura di Sarah Connor: il personaggio interpretato da Emilia Clarke non riesce ad essere all’altezza di quello impersonato da Linda Hamilton. La giovane Khaleesi fatica a reggere il confronto con l’immagine iconica proposta dalla Hamilton nei primi film della serie ma, allo stesso tempo, occorre considerare che stiamo parlando di film totalmente diversi, con una (conseguente) interpretazione… più leggera da parte degli attori. Anche “l’evergreen” Arnold Schwarzenegger si presta a questa nuova condizione con molta autoironia.
La storia che ci viene narrata sfrutta gli elementi dei precedenti film, soprattutto nella prima parte, per poi proporre una trama originale dove – cosa ahinoi già svelataci nel trailer – l’eroe John Connor appoggia i piani di Skynet… (scelta di marketing veramente discutibile). Terminator Genisys è tuttavia un film d’azione ben realizzato grazie ai lodevoli effetti speciali e si tratta di un capitolo che effettivamente fornisce ulteriori elementi alla saga su cui lavorare in futuro.

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Bisognerebbe sforzarsi di non paragonarlo ai film precedenti. Dimenticare toni crudi e drammatici, dimenticare la figura mascolina di Sarah Connor ed abituarsi ad un Terminator che sorride. Forse ci viene richiesto uno sforzo troppo grande ma, vista la tendenza generale, sembra dovremo rassegnarci a film in cui l’umorismo sdrammatizza situazioni veramente tragiche. Non resta che riderci su… per non piangere.

About Giulia Scalfi

Dopo la laurea triennale DAMS con la tesi Da Caramel a E ora dove andiamo?: Il Cinema di Nadine Labaki, consegue la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale discutendo la tesi Evoluzione del montaggio e del sonoro nella saga di James Bond. Il particolare interesse per il linguaggio cinematografico la porta a concentrasi maggiormente sulla struttura dei film e sulle scelte stilistiche. E' stata conquistata dal cinema grazie a film come Effetto Notte, Frankenstein Junior e Chicago. Non può negare la profonda stima nei confronti di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nonostante provi una profonda ammirazione per le cineaste di ieri e di oggi.

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