ST. ELMO’S FIRE

Titolo: St. Elmo’s fire; Regia: Joel Schumacher; Interpreti: Andrew McCarthy, Demi Moore, Rob Lowe, Judd Nelson, Emilio Estevez; Origine: USA; Anno: 1985; Durata: 110′

Anni Ottanta. Sullo sfondo di Georgetown si dipanano e si intrecciano le vite di sette amici di vecchia data tra amori e dissapori che segnano il fragile passaggio dalla fine degli studi alla temuta età adulta.

St. Elmo’s fire può essere definito a pieno titolo come il film manifesto del “Brat Pack“, ovvero “banda di monelli”. Il termine fu coniato negli anni Ottanta per indicare quel gruppo di attori di cui fanno parte appunto Rob Lowe, Demi Moore, Andrew McCarthy, Judd Nelson ed Emilio Estevez, interpreti di questo film, che hanno preso parte a varie pellicole per young adults di quel periodo.

Se anche voi, come me, siete nati negli anni Settanta, ricorderete certamente titoli che forse alla mente dei più giovani invece non evocano nulla: Un compleanno da ricordare, Breakfast club, Bella in rosa, solo per citarne alcuni, avevano in comune storie incentrate sullo stile di vita di adolescenti o appena ventenni dell’America anni Ottanta.

Sarà l’atmosfera che si respirava in quegli anni, complice l’età più bella e spensierata che ci sia, ma io sono molto legata al filone cinematografico teen di quel periodo, nonostante l’imbarazzante inconsistenza di gran parte delle sue sceneggiature.

Ebbene, poco tempo fa, presa da un raptus di terribile saudade, ho spulciato da cima a fondo i cataloghi di Netflix e Sky senza trovare traccia di quello che cercavo.
Poi ho scoperto Amazon Prime Video ed erano tutti lì!
Tra questi è spuntato St. Elmo’s fire, uno dei pochi film che ancora non avevo visto e che da tempo desideravo vedere.

Il titolo richiama il nome del bar dove si ritrovano i sette amici, St. Elmo’s bar, ma anche i cosiddetti fuochi di Sant’Elmo, fenomeno naturale al quale accenna Billy (un giovanissimo e improbabile Rob Lowe) nel tentativo di consolare la depressa Jules: “Non c’è niente di vero, lo sai cos’è? Un fuoco di Sant’Elmo. Lampi, scariche elettriche che appaiono dal nulla nel cielo nero. I marinai li usavano come guida ma non c’era nessun fuoco. E non c’era neanche Sant’Elmo. Se l’erano inventato.

La frase racchiude un po’ anche il senso del film. Non accade molto durante le quasi 2 ore (corrispondenti a qualche anno delle vite dei protagonisti) di pellicola.
Gli eventi che sembrano esplodere, letteralmente, in questo lasso di tempo in realtà intaccano appena le vite dei protagonisti. Chi era inquieto, chi era timido, chi era irrisolto resta in apparenza tale nonostante gli accadimenti.

elmo's fire

[SPOILER] Kirby fa mille follie per amore della bella Dale e abbandona perfino la facoltà di Legge per studiare Medicina, salvo poi tornare sui suoi passi e riprendere in mano i vecchi libri. Kevin finalmente confessa il suo amore per Leslie, ma nonostante l’iniziale avvicinamento della ragazza che comporta anche il litigio tra lui e il fidanzato di lei, Alec, i tre tornano amici come prima. [FINE SPOILER]

Eppure qualcosa succede, quei finti fuochi che erano scariche elettriche luminose che squarciavano il cielo, avranno pur lasciato la traccia dentro ognuno, disegnato magari una forma di crescita interiore, marcato l’inevitabile passaggio a una fase successiva della vita, fosse anche solo una forma di nuova consapevolezza.
No, non ci è dato sapere, Joel Schumacher offre alla nostra vista solo lampi che illuminano abbozzi di vita senza un disegno coerente.

Se sollevo il velo nostalgico che mi lega a film come questi e se mi distacco emotivamente dall’ambientazione e dai costumi cosi Eighties da star male dal ridere, devo ammettere a me stessa che il film stesso, nomen omen, è un fuoco di Sant’ Elmo.

 

 

About Ivana Mennella

Partenopea di nascita e spirito, ma milanese di recente adozione, si trasferisce all’ombra della bela Madunina otto anni fa. A 10 anni voleva fare la regista. A 20 la traduttrice per sottotitolaggio e adattamento dialoghi. A 30 la sceneggiatrice. A quasi 40, scrive per questo blog e sa con certezza una sola cosa ossia che il cinema e’ ancora e resterà sempre la sua più grande passione.