La Shoah. Per non dimenticare.

Schindler’s list

In occasione della Giornata della Memoria, il prossimo 27 gennaio, vi proponiamo alcuni film, da (ri)vedere, che affrontano in maniera molto diversa tra loro il tema dell’Olocausto.

Per anni il cinema non ha dato il giusto spazio ad uno dei maggiori crimini di cui si sia macchiato l’essere umano forse perché l’orrore di quella macchia nera indelebile era di un buio troppo accecante per poter essere non solo guardato, ma anche mostrato allo spettatore declinandolo in un linguaggio visivo esplicito.

Il grande dittatore

Il grande dittatore (1940) di Charlie Chaplin è uno dei primissimi film ad affrontare la tematica del nazismo, ma bisognerà attendere il dopoguerra e la scoperta dei campi di sterminio perché le atrocità di quel folle regime siano rappresentate cinematograficamente, prima in maniera indiretta e poi via via più esplicita, in film o documentari come Notte e nebbia di Alain Resnais del 1955.

È tuttavia solo nel 1985 che con il documentario Shoah di Claude Lanzmann viene ritratta in modo più dettagliato la situazione nei campi di sterminio nazisti. Seguiranno Arrivederci ragazzi (1987) di Louis  Malle, Schindler’s List di Steven Spielberg (1993) e La vita è bella (1997) di Roberto Benigni, per citare solo alcune delle pellicole cinematografiche più riuscite e significative che hanno trattato un argomento di così difficile approccio, in cui bisogna dosare la sensibilità per rendere la memoria di quei terribili eventi senza scadere nella crudezza gratuita.

La vita è bella

Iniziamo il nostro breve excursus nella cinematografia dedicata all’Olocausto con La guerra di Anna (2018) di Aleksej Stanislavovič Fedorčenk in cui le atrocità della deportazione vengono filtrate dallo sguardo di una bimba di sei anni che osserva, nascosta e muta, l’inumanità del suo Nemico.http://www.cinemagazzino.it/home/unsane-la-guerra-di-anna/

La scoperta delle radici ebraiche si ritrova in un delicato viaggio nella memoria di una giovane novizia che prima di prendere i voti scopre di essere ebrea in Ida (2013) di Paweł Pawlikowski. http://www.cinemagazzino.it/il-mucchio-selvaggio/ida/

L’Olocausto è affrontato in maniera inedita in un coro a 3 voci che s’intrecciano in Paradise (2016) di Andrej Končalovskij. http://www.cinemagazzino.it/home/migliori-film-del-2018/

Paradise

Così si è espresso il regista alla presentazione del suo film al Festival del Cinema di Venezia nel 2016: «La Shoah non è un tema abusato. L’ho riproposta perché non la ricorda più nessuno, come nessuno ricorda Mussolini. La gente va su Internet per scoprire queste cose. Il problema della perdita della memoria è davvero serio come ha scritto anche il vostro Umberto Eco in “Lettera a mio figlio”».

Remember (2015) di Atom Egoyan narra il doloroso ricordo indelebile degli orrori subìti da due anziani ebrei ad Auschwitz, ricordo che a distanza di anni grida vendetta. http://www.cinemagazzino.it/home/remember/

La riflessione attraverso gli occhi della seconda generazione riguarda À la vie di Jean-Jacques Zilbermann http://www.cinemagazzino.it/festival/altri/locarno-67/diario-dal-festival-del-film-di-locarno-11-agosto-2014/, mentre un inedito approccio al tema della Shoah si ritrova nel racconto tragicomico filtrato dalla grottesca ironia dell’umorismo yiddish in Train de vie (1998) di Radu Mihaileanu.

Infine il bellissimo film di Liev Schreiber Ogni cosa è illuminata che affronta in chiave ironica il tema della memoria attraverso gli occhi (affetti da una psicosomatica cecità) di un nonno e suo nipote. Tratto dal libro di Jonathan Safran Foer, libro che vi consigliamo di recuperare assieme al film.

About Ivana Mennella

Partenopea di nascita e spirito, ma milanese di recente adozione, si trasferisce all’ombra della bela Madunina otto anni fa. A 10 anni voleva fare la regista. A 20 la traduttrice per sottotitolaggio e adattamento dialoghi. A 30 la sceneggiatrice. A quasi 40, scrive per questo blog e sa con certezza una sola cosa ossia che il cinema e’ ancora e resterà sempre la sua più grande passione.

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