CINEMAGAZZINO AL 35° TORINOFILMFESTIVAL

Al 35° Torinofilmfestival… Cinemagazzino c’era! Eh già, perché per noi amanti dei film in ogni sua forma, i festival cinematografici sono un appuntamento imperdibile. Sveglia all’alba e maratona giornaliera per visionare in anteprima tutte le novità. Il Torinofilmfestival da sempre si caratterizza per essere un festival di nicchia, in grado di portare nelle sale vere e proprie chicche introvabili su qualsiasi piattaforma. Nonostante quest’anno ci siano stati significativi tagli al budget del festival e siano state tolte le proiezioni al cinema Lux, è comunque stata un’edizione piena di contenuti interessanti. Come in ogni festival che si rispetti anche a Torino c’è il premio per il miglior film in concorso nella categoria Torino 35 che propone una scelta tra 15 lungometraggi provenienti da differenti parti del mondo.

torinofilmfestival

Dal Regno Unito arriva Beast, storia di Moll ragazza all’apparenza mite ma dal passato difficile che incrocia sul suo cammino il misterioso Pascal col quale inizia una storia d’amore. Ma la brutale uccisione di alcune ragazze dell’Isola insinua in Moll atroci dubbi. Un thriller psicologico costruito su paure e sospetti con un finale sconvolgente. Dai turbamenti psicologici il concorso continua con il francese Barrage, dramma generazionale con Isabelle Huppert e la figlia Lolita Chammah e l’argentino Arpòn ambientato in ambito scolastico. Uno dei film più apprezzati è stato The Death of Stalin dello scozzese (di origini italiane) Armando Iannucci che scrive e dirige un’irriverente black comedy con intrighi, corse al potere e vendette avvenute dopo la morte di Stalin tra i suoi collaboratori più stretti.

tito1-e1511695988732

Ma i titoli più attesi da pubblico e critica sono stati quelli della sezione Festa Mobile nella quale rientra il film d’apertura Ricomincio da me di Richard Locraine, una brillante commedia con un messaggio d’eccezione: non è mai troppo tardi per innamorarsi e per ricominciare, neanche a 70 anni. Anche il nostro cinema trova ampio spazio in questa edizione festivaliera. Da Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini, che si riconferma attenta osservatrice di sentimenti umani, al terzo capitolo della trilogia Smetto quando voglio – Ad honorem con il ritorno della fantastica banda dei ricercatori tra aneddoti divertenti e situazioni inaspettate. I molti applausi hanno commosso cast e regista presenti alla proiezioni di Tito e gli alieni di Paola Randi, con un Valerio Mastandrea nel ruolo di uno scienziato strampalato la cui quotidianità viene sconvolta dall’arrivo dei due nipoti rimasti orfani. Una pellicola che richiama il cinema anni ’80, divertente e surreale, ma in grado di commuovere e stupire con la sola forza dei sentimenti. E a proposito di sentimenti, con l’ottima interpretazione di Elle Fanning, Mary Shelley ripercorre la vita della nota scrittrice e del percorso che l’ha portata alla creazione dell’opera Frankenstein o il moderno Prometeo.

the-disaster-artist-f72066

Ma questa edizione del Torinofilmfestival possiede anche una forte anima dark concentrata nella categoria After Hours nella quale spicca uno dei film più attesi: The Disaster Artist diretto e interpretato da James Franco. L’artista statunitense mette in scena la storia vera di Tommy Wiseau, che nel 2003 ha realizzato con l’amico Greg Sestero il film The room, stroncato dalla critica e diventato poi un vero e proprio cult. James Franco rende omaggio alla coppia Wiseau-Sestrero con un’opera esilarante e divertente nel raccontare retroscena hollywoodiani inediti. E, se di anima dark si parla, quale miglior film se non quello di Sion Sono? Il regista giapponese ritorna al Tff con Tokyo Vampire Hotel, serie tv realizzata per Amazon nella quale si narra della contesa tra i discendenti di due note famiglie vampiresche, i Dracula e i Corvino. Anche l’Italia è presente in questa categoria con Favola di Sebastiano Mauri con il ritorno della coppia Filippo Timi – Lucia Mascino, due amiche che si confidano segreti e pettegolezzi tra dramma e satira in una casa dai colori sgargianti con rimandi all’America degli anni ’50.

About Giulia Sterrantino

Nasce in Sicilia e dopo aver frequentato il liceo classico si trasferisce a Padova per studiare cinema. Si laurea in Spettacolo e Produzione Multimediale con una tesi sulla sceneggiatura italiana contemporanea. Il suo sogno da bambina era quello di diventare una stilista di moda. E forse lo è ancora. Ama i film fuori dal comune, i libri che nessuno ha mai letto, il viola, i rossetti, il suo cane Ulisse, fare dolci e mangiarli, passeggiare in bicicletta, girare per il mondo e tornare a casa.