Salvatores presenta ‘Il ragazzo invisibile’ al Lucca Comics & Games

 

Mentre, come lui stesso informa, “i montatori stanno lavorando agli ultimi ritocchi”, Gabriele Salvatores ha raggiunto il Lucca Comics & Games per presentare il suo prossimo film, prodotto da Indigo Film e Rai Cinema, nelle sale il 18 dicembre: Il ragazzo invisibile.
Ospite dell’evento, assieme agli sceneggiatori e al protagonista, il regista ha parlato del progetto che l’ha visto impegnato negli ultimi due anni e ha mostrato al pubblico alcune clip in anteprima.
Con lui, anche gli autori delle musiche, Federico De Robertis e la sua band, Fede e gli Infedeli, e i ragazzi vincitori del concorso “Una canzone per Il ragazzo invisibile”, che hanno eseguito dal vivo i brani entrati a far parte della colonna sonora.

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Salvatores sul palco del Cinema Astra di Lucca con la band Fede e gli Infedeli e i ragazzi vincitori del contest “Una canzone per Il ragazzo invisibile”

Da sempre affascinato e appassionato indagatore della fase infantile-adolescenziale, Salvatores non a caso ha fatto di un ragazzino – il tredicenne Michele – il protagonista della sua storia. Ad interpretarlo, l’esordiente Ludovico Girardello, scelto tra più di 500 ragazzi. “Il personaggio – racconta il regista – ha preso forma su di lui: quando non si ha a che fare con attori professionisti, non si può chiedere ad un bambino di diventare qualcosa di diverso, occorre individuare in lui le caratteristiche del personaggio stesso.
Ecco che, in questo senso, il lavoro degli sceneggiatori è stato davvero importante. “La sceneggiatura – dice –, sviluppata da un’idea del produttore Nicola Giuliano, è il cuore del mio film.

La storia di cui parla Il ragazzo invisibile è quella di Michele, adolescente “ordinario” e piuttosto anonimo, che un giorno scopre di avere il potere dell’invisibilità. Un tema e un genere insoliti per il panorama italiano, che sembra al momento conoscere soltanto supereroi a stelle e strisce.
In Italia non si fanno film fantasy. – dice Salvatores – Io ci avevo provato, a suo tempo, con ‘Nirvana’ ma nel nostro Paese non c’è la tradizione di realizzare film di questo tipo. Qui è radicato il concetto di realismo, basti pensare ai romanzi capitali della nostra letteratura. Ma ora gli immaginari sono cambiati: non possiamo stare fermi, dobbiamo evolverci. Il ‘genere dei supereroi’, d’altra parte, è nato con la mitologia greca e romana: gli americani, poi, sono stati bravi a rielaborarlo. È come con il vino: lo facciamo meglio noi ma ne vendono tanto del loro. E come per il vino, bisogna quindi cercare di puntare sulle particolarità locali, sulle nostre peculiarità se vogliamo che si sentano e ne facciano qualcosa di distintivo.
Noi abbiamo tentato di raccontare una storia di supereroi da italiani, non a caso il superpotere è l’invisibilità: che è un potere dell’anima più che un potere fisico, come invece lo sono quelli dei più famosi supereroi.

Salvatores allude al fatto di come quello dell’invisibilità, poi, sia un potere tipicamente legato all’adolescenza: tutti hanno desiderato o avuto paura di essere invisibili nella vita, soprattutto da ragazzi. È inoltre un momento particolare, in cui non si sa bene che ruolo si ha, in cui spesso ci si sente di vivere una vita che non ci appartiene, pensando che probabilmente la propria “missione” sia un’altra.
La sceneggiatrice Ludovica Rampoldi aggiunge: “Il potere dell’invisibilità è anche il potere più noir che esista. Abbiamo cercato di creare uno svolgimento partendo dalla storia di qualcuno che cerca di crearsi un posto nel mondo. Si è rivelato un tema spettacolare e di grande entertainment”.

Salvatore sul palco con il moderatore Federico Chiarini di Sky Cinema.
Salvatores sul palco con il moderatore Federico Chiarini di Sky Cinema.

Secondo la formula di Stan Lee, “supereroi, superproblemi”, anche Michele si troverà ad affrontare una serie di ostacoli che via via si fanno sempre più importanti. Se all’inizio sfrutta i propri poteri per vendicarsi con i bulletti che si prendono gioco di lui e per attirare la ragazzina di cui è innamorato, poi li dovrà sfruttare per far fronte a problematiche di altra portata.
Il film, girato quasi interamente a Trieste, ha richiesto un consistente lavoro di postproduzione per la creazione di numerosi effetti speciali in CGI (“Guardiamo al futuro. – dice Salvatores – Avete notato, nei titoli di coda, l’elenco di persone che ha lavorato agli effetti di ‘Guardiani della Galassia’!?”). Gli attori inoltre hanno trascorso alcuni mesi assieme allo stuntman che ha collaborato con Ridley Scott per Il Gladiatore e Black Hawk Down, per prepararsi fisicamente a “diventare dei supereroi”.

Quella che Salvatores ha intrapreso con Il ragazzo invisibile è una sfida in cui crede molto, al punto da aver già iniziato a lavorare ad un sequel. Lo stesso concept attorno a cui ha preso vita il film, poi, si è sviluppato in diverse direzioni, in maniera crossmediale. C’è una graphic novel edita da Panini e creata da autori italiani che lavorano anche per la Marvel (Alessandro Vitti, Giuseppe Camuncoli e Werther Dell’Edera), c’è un romanzo edito da Salani (scritto dagli sceneggiatori Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardi), c’è un cd con una selezione musicale: “ognuno di essi – spiega il regista – può essere fruito singolarmente, ma insieme si completano e vanno ad ampliare un racconto che è solo il primo capitolo di quella che potrebbe diventare una vera e propria saga”.
Il successo delle serie tv conferma che i canonici 100 minuti di un film forse non bastano più: il pubblico ha bisogno di progetti di più ampio respiro.

Un esperimento dalle grandi aspettative, dunque, quello di Salvatores, che azzarda in territorio italiano proposte e formule tipiche dell’industria dell’entertainment d’oltreoceano. Dopo il vento siberiano e la bora di Trieste che ha dovuto affrontare nei suoi ultimi film, per il sequel – annuncia – ha intenzione di spostarsi al caldo. Non a caso, Il ragazzo invisibile si conclude con un riferimento al Marocco…

About Elena Cappozzo

Dopo la laurea in Filologia Moderna a Padova, studia Film Writing a Roma. Sognando di scrivere “per”, scrive “di” (cinema) qua e là, accendendo ogni tanto un cero a San...SetBlv. Il grande schermo è il suo primo, assoluto amore ma le capita con discreta frequenza di tradirlo con quello della tv e persino con quello del pc (quella da Youtube e serie tv è in realtà una dipendenza piuttosto grave, no judging.)

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