CANTO DI NATALE – Tutte le trasposizioni del classico di Dickens

Canto di Natale (A Christmas Carol) di Charles Dickens è probabilmente una delle storie natalizie più famose della tradizione occidentale. Scritto nel 1843, è un romanzo breve tra i più conosciuti di Dickens e narra la storia del vecchio Ebenezer Scrooge, ricco avaro che odia il Natale, costretto a rivedere – letteralmente – la propria vita la notte della vigilia per ritrovare quei sentimenti – amore, compassione, generosità – che ha perso e che sono simboleggiati proprio dal Natale.

Dickens fonde il racconto gotico con la fiaba, costruendo una storia allegorica con precisi temi morali: l’importanza degli affetti e dei rapporti tra le persone, la possibilità per tutti di cambiare in meglio la propria vita. Oltre a questi argomenti più evidenti, l’autore inserisce nel racconto una forte denuncia delle condizioni delle classi più povere, tematiche presenti in tutta la produzione di Dickens, molto critico nei confronti di una società, quella borghese vittoriana, che al progresso e all’incremento di ricchezza sacrifica il benessere dei meno abbienti.

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Canto di Natale, per la sua chiarezza narrativa e per la storia estremamente efficace, è stato oggetto di numerosissimi adattamenti cinematografici.
La maggior parte di questi sono produzioni inglesi o statunitensi, ma non mancano anche quelle di altri paesi, ad esempio Leyenda de Navidad è una versione spagnola del 1947, mentre Non è mai troppo tardi (1953) è una trasposizione italiana. I primi adattamenti risalgono all’inizio del Novecento e sono cortometraggi muti la cui durata non supera i quindici minuti: il più antico, Scrooge, or Marley’s Ghost, del 1901, è il primo film che utilizza le didascalie e dura appena 6 minuti. Per il primo lungometraggio bisogna arrivare al 1916, quando viene realizzato The Right to be Happy, di cui però non si è a conoscenza di nessuna copia conservata.
Altre versioni vengono girate negli anni ’20 e ’30 e nel 1935 esce Scrooge, primo adattamento sonoro, che si discosta dai precedenti soprattutto per la rappresentazione dei fantasmi, che non vengono quasi mai mostrati come attori, ma quasi solo attraverso voci fuoricampo, e per essere l’unica versione – ad eccezione del musical del 1970 con Albert Finney – in cui il protagonista è interpretato sia da vecchio che da giovane dallo stesso attore, Seymour Hicks.

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Uno degli adattamenti più famosi, definito dal critico del New York Times A. O. Scott come la migliore versione del libro di Dickens, è Scrooge (in italiano Lo Schiavo dell’Oro), del 1951, prodotto in Gran Bretagna. Il protagonista è interpretato da Alastair Sim, che riprende il ruolo nel 1971 doppiando il cartone animato prodotto per la televisione e diretto da Richard Williams.
A partire dagli anni ’80 gli adattamenti di Canto di Natale sono soprattutto versioni animate, il cui capostipite è Canto di Natale di Topolino (Mickey’s Christmas Carol) del 1983, in cui il racconto di Dickens è interpretato dai personaggi Disney. Del 1992 è la versione con i Muppet, Festa in Casa Muppet (The Muppet Christmas Carol), con Michael Caine che interpreta Scrooge, mentre altri film d’animazione escono nel 1994, 1997, 2001 e nel 2006.
L’ultima trasposizione è A Christmas Carol di Robert Zemeckis, del 2009, realizzato in CGI con la performance capture e proprio per l’uso molto accurato di queste tecniche ha riscosso interesse e critiche positive.

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La quantità di adattamenti prodotti nel corso degli anni – almeno uno ogni decennio, ad eccezione degli anni ’60 – conferma la diffusione di Canto di Natale e l’universalità delle tematiche che lo caratterizzano. Un elemento che si può riscontrare nella maggior parte degli adattamenti, ribadito anche dalla grande quantità di versioni animate, è la tendenza a rappresentare l’opera di Dickens mettendo in risalto le componenti di racconto morale e tralasciando, o comunque relegando in disparte, i contenuti di forte critica sociale. Quasi tutte le trasposizioni rispettano l’ambientazione del libro, ma questo rende più difficile far emergere la componente di denuncia, strettamente legata alle vicende storiche e al contesto in cui viveva Dickens, e inevitabilmente si privilegiano i temi emotivi più universali. Inoltre le varie versioni sembrano orientarsi verso un pubblico di famiglie e, infatti, Canto di Natale è oggi percepito come una storia per bambini, invece che come un racconto indirizzato a tutti.

 

Adattamenti cinematografici:

Scrooge, or Marley’s Ghost (1901) di Walter R. Booth
A Christmas Carol (1908)
A Christmas Carol (1910) di J. Searle Dawley
Scrooge (1913) di Leedham Bantock
A Christmas Carol (1914) di Harold M. Show
The Right to Be Happy (1916) di Rupert Julian
A Christmas Carol (1923) di Edwin Greenwood
Scrooge (1928) di Hugh Croise
Scrooge (1935) di Henry Edwards
A Christmas Carol (1938) di Edwin L. Marin
Leyenda de Navidad (1947) di Manuel Tamayo
Lo Schiavo dell’Oro (1951) di Brian Desmond Hurst
Non è Mai Troppo Tardi (1953) di Filippo Walter Ratti
Il cantico di Natale di Mr. Magoo (1964) di Abe Levitow
La Più Bella Storia di Dickens (1970) di Ronald Neame
Canto di Natale (1979) di Eric Till
Canto di Natale di Topolino (1983) di Burny Mattinson
Una favola fantastica (1984) di Clive Donner
S.O.S. Fantasmi (1988) di Richard Donner
Festa in Casa Muppet (1992) di Brian Henson
A Christmas Carol (1994)
A Christmas Carol (1997) di Stan Phillips
Christmas Carol: The Movie (2001) di Jimmy T. Murakami
A Carol Christmas (2003) di Matthew Irmas
A Christmas Carol (2006) di Ric Machin
Barbie e il canto di Natale (2008) di William Lau
A Christmas Carol (2009) di Robert Zemeckis

About Alessandra Pirisi

Tra i fondatori di Cinemagazzino, ne è stata redattrice e collaboratrice fino al dicembre 2018. Laureata all’Università di Bologna in Lettere moderne. I suoi interessi vertono su letteratura (suo primo amore), teatro, danza, cinema, musica e Bruce Springsteen. Si interessa – molto – a serie tv, in particolar modo poliziesche. Ha un'ossessione totalizzante per il cinema indiano.

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