JANIS

Regia: Amy Berg; Origine: Usa; Durata: 115

La vita breve e tumultuosa di Janis Joplin, la più grande cantante bianca rock & blues di tutti i tempi.

Janis, opera della documentarista americana Amy Berg, colma una lacuna imbarazzante giacché finora, nonostante l’indiscussa grandezza della cantante americana, nessuno aveva inteso narrarne la storia artistica e personale.
Preceduto solo di pochi mesi dal docu-film di Asif Kafadia su Amy Winehouse (Amy – The girl behind the name), l’opera della Berg, realizzata con l’approvazione della famiglia Joplin, ripercorre tutta la breve ma intensa esistenza di Janis.

Una gran quantità di materiale di archivio in gran parte inedito (la cui pellicola sgranata conferisce alla visione un nostalgico sapore di epoca perduta), viene mixata a ritmo serrato: fotografie private, filmati in super 8, spezzoni di partecipazioni ed interviste televisive, riprese di concerti, inclusi quelli celebri di Monterey e Woodstock. La frenesia visiva e sonora che ne promana è alternata a pause di decompressione e calma riflessione rappresentate dalle lettere che Janis spessissimo scriveva, specie alla sua famiglia, il cui testo olografo viene mostrato sullo schermo e declamato, nella versione italiana, dalla voce fuori campo di Gianna Nannini.

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Tre sono le tappe fondamentali della vita di Janis: la partenza dalla odiata Port Arthur in Texas dove era nata, il concerto di Monterey nel ’69 che segna la sua consacrazione come cantante, il passaggio dal gruppo blues Big Brother & The Holding Company del quale era vocalist, alla sua esperienza da solista, tra mille insicurezze e fragilità. Tali fasi esistenziali sono intramezzate da un’immagine ricorrente: un treno che scorre veloce sulle rotaie, simbolo dell’irrequieta ricerca o fuga da sé stessa nella chimerica rincorsa verso l’amore.
Tutto sommato lo stile della Berg non si differenzia da quello che potremmo definire un buon reportage televisivo; la differenza la fa Janis!

Janis inizia da subito a manifestare una personalità esuberante ed insofferente alle regole, riuscendo ad esprimere la sua originalità nel canto blues. La sua carriera coincide con la sua vita: «Alcuni artisti hanno un modo di vivere e un modo di fare arte, per me ne esiste uno solo», una vita dalla quale assorbiva tutto senza filtri.
Vittima di bullismo a scuola nell’odiata Port Arthur (dove fu eletta «l’uomo più brutto del college»), dal film della Berg emerge la personalità di una donna disperatamente alla ricerca dell’amore («Se in una stanza c’era anche solo una persona che non l’amava stava male», afferma un suo amico) e che aveva trovato un valido succedaneo proprio nell’amore del pubblico, specie durante le grandi esibizioni dei concerti rock dal vivo, che adorava.

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Delicatamente, il docu-film della Berg accenna soltanto alla fine di Janis, anche lei morta a soli 27 anni, una donna fragile e forte, che non aveva paura di mostrare il suo dolore e la sua verità e che ha avuto l’ulteriore merito di «piantare la bandiera delle donne nel mondo del rock & roll». Una donna dipendente dalla droga, dall’alcool, ma ancor di più dall’amore, che infine, nella sua scelta di diventare cantante solista, ha affrontato il suo vero grande fantasma (la solitudine) affermando: «Più mi avvicino a questo obiettivo, più perde di significato, ma qualsiasi cosa voglia dire io sono pronta.».

 

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.

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