VENERE IN PELLICCIA

Titolo: Venere in pelliccia; Titolo originale: La Vénus à la fourrure; Regia: Roman Polanski; Interpreti: Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric; Origine: Francia, Polonia; Anno: 2013; Durata: 96’

Vanda si presenta ad un’audizione in teatro per la piecès Venere in pelliccia: ne nasce un gioco di ruoli tra lei ed il regista Thomas, tra finzione teatrale e vita reale fino al totale stravolgimento delle posizioni iniziali.

Seconda pellicola tratta da un testo teatrale, dopo il precedente Carnage (2011), del maestro Roman Polanski (tra i suoi lavori Chinatown, 1974; L’inquilino del terzo piano, 1976; Il pianista, 2002, Palma d’oro a Cannes), il quale ha dichiarato di aver voluto realizzare questo film per la «sfida di trovarsi in un unico ambiente con due personaggi senza mai annoiare lo spettatore», intento nel quale è riuscito, come sempre, egregiamente!

venere in pelliccia

Venere in pelliccia, tratto dall’omonimo romanzo di Leopold Sacher-Masoch, inizia e termina con lo stesso lungo piano sequenza, in percorso inverso: da un viale parigino grigio e sotto la pioggia veniamo portati dinanzi ad un teatro un po’ decadente dove si svolgono le audizioni per la piecès Venere in pelliccia; si apre una prima porta, una seconda, si percorre tutto il corridoio centrale e siamo infine sul palcoscenico. In definitiva questo è l’unico vero movimento degno di nota della macchina da presa, essendo per il resto la regia di impianto tipicamente teatrale, con abbondanza di campo/controcampo nel seguire il continuo e serrato dialogo tra i protagonisti. Sembra quasi che il regista ci abbia voluto dire: “Questo è il cinema: raccontare, entrare in una magia che in questo caso è quella del teatro, dove la parola regna sovrana!”
Quel che succede sul palcoscenico è qualcosa che va al di là di ogni previsione dello spettatore.
In un continuo passaggio dalla finzione teatrale alla realtà, quel che succede nel testo succede anche ai due protagonisti, fino ad uno spiazzante, totale ribaltamento di ruoli. Chi seduce è sedotto, chi dirige è infine diretto, chi è schiavo diventa padrone e viceversa, con un’unica vera conduttrice del gioco: Vanda-Emanuelle Seigner, grandiosa, sensuale, intelligente, trash, che infine deride tutto, l’uomo, la sua politica, la sua arte e nel finale, come una baccante infuriata, afferma definitivamente la superiore inarrestabile potenza femminile.

venere in pelliccia

«Tutti siamo facilmente spiegabili, ma restiamo inestricabili; la vita fa di noi quel che siamo in un momento imprevedibile» afferma Thomas-Mathieu Amalric. Ed è quel che a lui succede: da “colui che dirige” si trova ad essere “colui che è diretto” fino alle estreme conseguenze, fino a trovarsi legato ad un palo trasvestito e truccato da donna, condotto in questa trasformazione non contro la sua volontà, bensì assecondandola, senza alcuna coercizione, semplicemente abbandonandosi ai suoi più reconditi desideri grazie alla seduzione femminile.
Perché, come lui stesso afferma, «In amore, come in politica, una sola delle parti deve avere il potere!».

Interpreti eccelsi! Vanda-Emanuelle Seigner da sensuale a strappona, da diabolica ad invasata e Thomas-Mathieu Amalric (sorprendentemente somigliante al giovane Polanski de L’inquilino del terzo piano il cui tema dell’identità – o meglio, della perdita di identità – qui si ritrova) che, letteralmente nelle mani della protagonista fino alla resa totale, si lascia trasformare in donna abbandonando ogni pretesa superiorità della natura maschile/maschilista.

Un unico rammarico: non poter godere di questa notevole prova attoriale in lingua originale. Da vedere.

 

Cinema e Poesia: La Vénus à la fourrure.

 

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.

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