L’AMORE CHE RIMANE

#LAmoreCheRimane (t.o. Astin sem eftir er) del regista e sceneggiatore islandese #HlynurPalmason narra il percorso di una famiglia nel corso di un anno. Anna #SagaGaroarsdottir, artista visuale, e Magnus #SverrirGuonason, operaio su un grande peschereccio, vivono insieme con la figlia Ida, i due figli gemelli Grimur e Borgils ed il cane Panda in un paesino nella natura incontaminata dell’Islanda. Dalle prime inquadrature sembra trattarsi di una famiglia felice, ma in realtà Anna e Magnus si stanno separando: se Anna pare più centrata e risolta/risoluta, Magnus risulta più fragile, quasi trasportato dagli eventi (come la #surreale sequenza finale suggerisce); sullo sfondo i tre figli in fase di crescita e formazione di identità. #LAmoreCheRimane è un film strano, la cui trama sembra quasi restare in sottofondo, come se fosse un pretesto per dare libero sfogo ad #immagini#visionarie, simboliche, dalla forma minimalista e dal black humour islandese. Un film che non #scorre lineare, ma #liberamente, concedendosi digressioni, #citazioni (prima fra tutte #Ilmostrodellalagunanera), primissimi piani materici, #sequenze#ipnotiche e sensuali (quella della gonna ampia e ariosa di Anna ne è un esempio). A questo #flusso#visionario bisogna abbandonarsi, senza cercare di capire troppo. Probabilmente #LAmoreCheRimane è il lavoro più personale del regista, avendo lui stesso affrontato una separazione, oltre ad essere i suoi stessi figli ad interpretare quelli del film. Non facilissimo, molto nordico.
LA CRONOLOGIA DELL’ACQUA

#LaCronologiadellAcqua (t.o.The cronology of water), strabiliante film di esordio della famosa attrice #KristenStewart, qui regista e sceneggiatrice, è tratto dall’omonimo #romanzo autobiografico della scrittrice #LidiaYuknavitch. Lidia #ImogenPoots è la figlia minore di una #famiglia#disfunzionale: madre alcolizzata #SusannaFlood, padre #MichaelEpp abusante sessualmente e mentalmente e sorella Claudia #ThoraBirch che si allontana da casa. Nuoto e scrittura sono la via di fuga per la salvezza di Lidia che attraversa eccessi, dipendenze, dolori per arrivare a sé. Con una #narrazione assolutamente #non#lineare (esattamente come la scrittura del romanzo), composta da immagini in stretta successione ispirate al #flusso di #coscienza e allo stile della #filmografia#femminista degli anni ’70, la Stewart osa e ci consegna una forte storia di #autodeterminazione femminile dove #corpo, #desiderio, #memoria si mischiano in una struttura che si muove come l’acqua (elemento femminile per eccellenza), disfacendosi, scorrendo, travolgendo, secondo una cronologia non razionale, ma emotiva. Sangue, sudore, lacrime, alcool, liquidi corporei e naturali si mischiano in un #flusso#visivo dalla potente e personale efficacia narrativa. Non si poteva tradurre meglio il romanzo dal punto di vista cinematografico giacché Kristen Stewart è totalmente immersa ed immedesimata nella storia; non si poteva trovare interprete migliore di #ImogenPoots con la sua corporea recitazione senza filtri; non di poteva rendere miglior contributo alla storia delle donne e del loro faticoso percorso di identificazione. ‘L’esperienza femminile è piena di segretezza. Dobbiamo unire le nostre voci e smetterla di nasconderci. Con #LaCronologiadellAcqua ho cercato di farlo.’ Imperdibile, necessario!
ROMERIA–IL MARE DEI RICORDI

#Romeria-Il mare dei ricordi (t.o. Romeria) della regista e sceneggiatrice spagnola #CarlaSimon (presentato in concorso al Festival di Cannes del 2025) è un #racconto intimo, #personale e #delicato. La 18enne Marina, interpretata dalla esordiente #LluciaGarcia, non può ricevere una borsa di studio per l’università dove vuole studiare cinema a causa di un cavillo burocratico che riguarda il suo padre naturale Alphonso. Da Barcellona, dove vive con genitori adottivi, si reca quindi a Vigo, sulla costa atlantica della Galizia, dove incontrerà la numerosa famiglia di Alphonso, cercando di convincere gli autoritari nonni a correggere il documento. In realtà il suo è un viaggio diretto alla #ricostruzione della #memoria dei genitori, morti di #AIDS quando lei era piccola (dato coincidente con la biografia della stessa regista) dei quali ha solo il diario della madre. Non a caso ‘romeria’ in spagnolo indica un viaggio, una processione verso un santuario. Se la prima parte del film si assesta su dati e personaggi reali secondo una #rappresentazione#corale che riecheggia il precedente, bellissimo #Alcarras della Simon, la seconda diventa più #onirica, segnata da una totale immedesimazione di Marina nella ricostruzione della storia e quindi della #memoria dei suoi genitori. Filo conduttore del racconto il #mare, costantemente presente, scenario perfetto della ricostruzione onirica della memoria. L’#acqua, elemento femminile per eccellenza, anche in #Romeria è ulteriore protagonista della storia, come in #LaCronologiadellAcqua di #KristenStewart; non a caso si tratta di due registe che portano alla narrazione un indispensabile sguardo di genere di assoluto rilievo.
DISCLOSURE DAY

#DisclosureDay (trad. Il giorno della rivelazione) del regista statunitense #StevenSpielberg è un #thriller#sci#fi che raccoglie tutte le tematiche care al regista in un racconto coinvolgente, roboante, adrenalinico, suggestivo, magico. La Terra si trova sull’orlo della terza guerra mondiale quando Daniel Kellner #JoshOConnor, esperto informatico dell’agenzia Wardex, decide di divulgare informazioni secretate relative ai contatti con gli alieni. In questa operazione rocambolesca che affronta insieme alla sua fidanzata ex novizia Jane #EveHewson, il suo percorso si incrocia con quello di Margaret Fairchild #EmilyBlunt (protagonista assoluta del film), metereologa in un famoso tv network di Kansas City, la quale durante una trasmissione in diretta inizia a parlare la lingua degli alieni e a manifestare strani poteri. Inizia così una folle corsa per sfuggire alla Wardex, intenzionata a mantenere segreto il materiale che Daniel e Margareth vogliono rendere pubblico. L’avventura (la saga di #IndianaJones e #JurassicPark), la commedia americana anni ’40 che Spielberg ama (Margaret Fairchild è una novella Katherine Hepburn), l’altro e il diverso proveniente da mondi alieni non come minaccia, ma come accettazione e arricchimento (#Incontriravvicinatidelterzotipo ed #ET), l’empatia (#SchindlersList), ma soprattutto lo stupore dei bambini e degli adolescenti capaci di credere nell’impossibile (#ET) sono i fili narrativi che si intersecano per più di due ore in una narrazione coinvolgente, spesso emozionante, con abbondanza di piani sequenza di #magistrale#regia. Lo stupore del #credere nell’impossibile, la necessità di credere, il bisogno di credere ed infine credere sono propri di Spielberg che, con questa operazione, dimostra ulteriormente di credere in quello che vede senza alcun dubbio e oltre ogni ragionevole dubbio. Ma come riuscirci quando #deepfake, #AI e #manipolazione delle #immagini ci portano invece a dubitare, ad essere #scettici, a distanziarci. È l’#empatia che ci salverà, tramite la connessione con gli #esseri#animali (tra le scene più emotive e magiche del film), con la parte più pura e priva di sovrastrutture che esista, che gli animali umani sempre più ignorano, negano ed infine uccidono, eliminano. Quindi…ascoltate! Consigliato, molto!
ODISSEA

#Odissea (t.o. The Odyssey) del regista e sceneggiatore inglese #ChristopherNolan è liberamente tratto dall’omonimo #poema di #Omero (VIII-VI secolo a.c.) che permea il DNA della cultura e della immaginazione occidentale. Se ‘un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire’, come sosteneva #ItaloCalvino, ne abbiamo la conferma con l’opera di Nolan che ha voluto rendere la sua ricezione dell’Odissea e non una fedele trasposizione cinematografica. Quindi non ci fa storcere il naso Elena #LupitaNyongO con la pelle scura o le più varie etnie dei compagni di Ulisse interpretato da #MattDamon (‘è il ruolo della mia vita’, ha dichiarato); non ci fanno accapponare la pelle le deviazioni dalla trama, i numerosi innesti dalla Iliade alla Eneide, il rappresentare Odisseo (non già Ulisse) come uomo dibattuto tra violenza distruttrice della illogica della guerra e senso di colpa (in linea diretta con il precedente #Oppenheimer). Nolan realizza un film monumentale, #spettacolare, epico (le sequenze in mare sono tra le più suggestive), della durata di quasi tre scorrevoli ore (impresa ridurre la vastità dell’opera originale) con un impegno produttivo notevole nella proiezione #Imax (peccato che in tutto il Sud Italia ci sia solo una sala a ciò attrezzata) e che ha il pregio di attirare le giovani generazioni al cinema. Eppure c’è un fondo di distacco, qualcosa che non convince del tutto. Certo si sperava in una maggiore elaborazione/attualizzazione delle figure femminili (Penelope #AnneHathaway, Calypso #CharlizeTheron, Athena #Zendaia) che, pur con sfumature di emancipazione, restano, ad eccezione della maga Circe #SamanthaMorton, ancora corollario del protagonista maschile; per vedere, se non un ribaltamento, ma almeno una parificazione, servirebbe una regista femminista. Ma quel che non lo fa amare senza condizioni è lo scadere troppo in americanata/omericanata a discapito della #poesia (salvo la scena del riconoscimento di Argo): troppe dentature hollywoodiane perfette e splendenti degli interpreti (che hanno fatto del loro meglio), troppo #KillBill nel duello finale contro i Proci tra i quali spicca Antinoo #RobertPattinson, troppo video-game nella sequenza con i Lestrigoni, insomma quell’#effetto#blockbuster che significa, inevitabilmente, perdita del substrato magico, poetico, struggente, ipnotico ed indefinibile del classico greco. Bravo Nolan, ma…
Alessandra Quagliarella
About Alessandra Quagliarella
Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.
